F1 | GP Francia – Vettel Sturm und Drang, ma la Ferrari deve imparare a limitare i danni

Il Cavallino sta affrontando questa stagione sempre al massimo, ma ogni tanto bisogna sapersi accontentare

F1 | GP Francia – Vettel Sturm und Drang, ma la Ferrari deve imparare a limitare i danni

Fortissima anche quando perde. Dal potenziale probabilmente inesplorato, una regina che spaventa anche quando butta alle ortiche gare come il GP di Francia. E’ una Rossa croce e delizia, con un Vettel fin troppo audace e ottimista. L’errore alla prima curva pesa, ma c’è da capirlo, la SF71H è un monoposto che scappa sotto, è un fulmine, ti porta probabilmente a pensare di essere invincibile, e a provare anche manovre alquanto difficili. Mettiamoci poi che il secondo pilota della Mercedes sa essere alquanto smaliziato e il dado è tratto.

Eccesso di generosità, come a Baku, per un Cavallino che è Sturm und Drang, è tutto sentimento, cuore, sudore. Con un Seb che ne incarna perfettamente lo spirito ribelle. Il tedesco, forte della miglior Ferrari degli ultimi anni, insegue questo mondiale come un eroe romantico, senza calcoli, sempre all’attacco. Sa di avere una macchina vincente, ma brama di dominare, restio ad accontentarsi dei piazzamenti.

E’ un approccio che si legge tra le righe – “Ero partito fin troppo forte, questo è il problema” – come se dinanzi a questo uragano rosso gli altri dovessero scostarsi, perché questa Ferrari non si piega più alla Mercedes, non le è seconda. E’ un moto d’orgoglio che però costa carissimo. Perché l’altro lato della medaglia iridata, in un duello che vede contrapposte due squadre che se la giocano alla pari, c’è una Mercedes che ha acquisito saggezza dove ha perso velocità.

Lewis Hamilton ha imparato a controllare, a gestire, le vittorie degli ultimi anni gli hanno probabilmente dato la serenità giusta per accontentarsi quando serve. Ciò che manca ancora ad una Ferrari che sogna di prendersi tutto e subito. Maranello e l’alfiere prediletto Vettel – che dà spettacolo anche quando sbaglia, con una rimonta impetuosa – dovranno capire che diciotto o quindici punti domani sono sempre meglio dei dieci di oggi accettati malvolentieri nel sogno dei venticinque. E’ una sfumatura, è darsi un pizzico nella pancia piuttosto che pestare il gas, nonostante una vettura che già dallo start sembrava volersi pappare entrambe le Mercedes.

Sarebbe un peccato consegnarsi a sua maestà Hamilton per aver attaccato il castello senza una strategia precisa. Un po’ di sano “catenaccio” ogni tanto non guasterebbe. Ma già immaginiamo come andrà in Austria perché: “La vettura va davvero fortissimo, proviamo a vincere la prossima“. Tempesta e assalto.

Antonino Rendina


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4 commenti
  1. mrwolf

    25 giugno 2018 at 10:37

    Non si vince un mondiale con un pilota solo, lo sto dicendo da 3 anni.
    Se ci fosse stato Raikkonen al fianco di Vettel a proteggerlo come ha fatto Bottas con Hamilton, oggi si festeggiava un secondo posto o addirittura la vittoria.

  2. tolanto

    25 giugno 2018 at 10:54

    Ma quante minki@te dite???

  3. Ringo

    25 giugno 2018 at 19:55

    Più che da proteggere direi che è necessario stare molto attenti in situazioni simili perché il diretto avversario lo è

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