F1 GP Baku | Vasseur : “Ho letto di licenziamenti, questo non fa bene alla Ferrari”

"Dobbiamo continuare a spingere e isolarci da queste voci", ha detto il manager francese dopo le qualifiche in Azerbaijan

Charles Leclerc regala alla Ferrari una prima fila sul circuito cittadino di Baku, conquistando il secondo tempo ma incassando un pesante distacco di otto decimi dalla Mercedes di George Russell. Lewis Hamilton non va oltre il sesto posto a causa di un contatto con il muro e della mancanza di scia. Il team principal Fred Vasseur fa il punto della situazione tecnica, difendendo la squadra dalle indiscrezioni sul personale emerse dopo la débâcle di Monza e analizzando le prospettive di gara in vista del Gran Premio dell'Azerbaijan
F1 GP Baku | Vasseur : “Ho letto di licenziamenti, questo non fa bene alla Ferrari”

La Ferrari ha conquistato la prima fila a Baku grazie a Charles Leclerc. Il ritardo del monegasco dalla pole di George Russell è però di otto decimi, segno evidente di come la Mercedes sia due spanne sopra tutti quando si tratta di fare la differenza in un tracciato dove la potenza del motore diventa fondamentale. La prestazione della SF-26 nel sabato azero ha evidenziato da una parte la capacità del pilota monegasco di estrarre il massimo dalla vettura nei tratti guidati, dall’altra l’incolmabile divario accusato nei lunghi tratti rettilinei nei confronti della scuderia di Brackley.

A condizionare l’andamento della sessione si sono aggiunte condizioni ambientali radicalmente cambiate rispetto alla giornata di giovedì, con raffiche di vento, asfalto a bassa aderenza e un drastico calo delle temperature. Le squadre hanno adottato approcci differenti nell’impostare il giro di lancio per portare gli pneumatici nella corretta finestra d’utilizzo, un aspetto rivelatosi decisivo per l’assegnazione delle posizioni di vertice.

“Rispetto a ieri le temperature sono scese in modo drastico ed è stata una sessione complicata da interpretare per tutti – ha spiegato Fred Vasseur a Sky -. C’erano molto vento e poca aderenza. I primi tre team hanno seguito strategie diverse nel preparare il giro, evento che non si verifica frequentemente in qualifica. Russell ha effettuato tre giri consecutivi, noi ne abbiamo fatti due, mentre la McLaren ha scelto la sequenza di un giro singolo rientrando ai box prima del secondo tentativo. Conosciamo le specificità di questa pista e sapevamo che saremmo stati al limite con il riscaldamento delle coperture, ma probabilmente altri hanno compiuto una scelta migliore della nostra”.

Le difficoltà di Hamilton e la strategia sulla power unit

È andata male la qualifica invece per Lewis Hamilton, solo sesto e mai realmente competitivo come il compagno di squadra, principalmente, a suo dire, per un problema di gomme, le quali non sono mai andate nella temperatura ideale per tutto il weekend. La prestazione del pilota britannico è stata compromessa da un errore commesso proprio nel momento cruciale del Q3, in cui l’impatto contro le barriere ha alterato il comportamento della sua monoposto.

A questo fattore si è sommata una posizione in pista sfavorevole che non ha consentito al sette volte campione del mondo di sfruttare l’effetto scia lungo l’allungo conclusivo di oltre due chilometri.

“Lewis ha toccato il muro nel corso del suo primo giro veloce in Q3 e l’impatto lo ha messo inevitabilmente in difficoltà – ha precisato il team principal della Ferrari -. Su un tracciato cittadino come Baku i margini sono risicati. In seguito si è trovato in pista con una sequenza diversa rispetto agli altri piloti, rimanendo isolato e senza alcuna scia a disposizione. Questo inconveniente gli è costato uno o due decimi di secondo, una differenza che equivale a una posizione in griglia di partenza. Domani ci attende una gara lunga e sarà fondamentale mettere in mostra un passo solido e costante”.

Sul fronte tecnico della gestione dei componenti, il muretto di Maranello ha confermato la scelta di non sostituire l’unità termica sulla vettura di Leclerc, scongiurando l’eventualità di sanzioni in griglia per il fine settimana e conservando gli elementi precedentemente impiegati nell’avvio di stagione.

“Negli ultimi due giorni abbiamo formalizzato la decisione di non effettuare cambi di motore per questo appuntamento – ha chiarito Vasseur -. Il propulsore utilizzato nel fine settimana di Monza rientra regolarmente nel parco rotazione a nostra disposizione ed è in perfetta sicurezza per le prossime uscite”.

L’efficienza della Mercedes, i sospetti sulla power unit e il nodo drag

Le elevate velocità di punta messe a referto dalla Mercedes nell’ultimo settore hanno riaperto le discussioni nel paddock circa i reali valori di forza espressi dalle differenti motorizzazioni. Il margine accumulato da Russell sul dritto nei confronti della concorrenza ha riacceso le perplessità dei rivali, chiamando in causa le valutazioni condotte dagli organi di controllo federale.

Interpellato sulle prestazioni del propulsore anglo/tedesco rispetto agli altri costruttori presenti in griglia, Vasseur ha smorzato i toni polemici, attribuendo il divario riscontrato a fattori di natura aerodinamica e di resistenza all’avanzamento piuttosto che a una netta superiorità meccanica.

“I dubbi sulle prestazioni altrui andrebbero rivolti direttamente alla FIA e non a noi. La situazione non dipende esclusivamente dalle doti della power unit in termini di cavalli puramente erogati. In questo tipo di valutazioni rientrano la resistenza all’avanzamento aerodinamico e l’efficienza complessiva del pacchetto. Max Verstappen, ad esempio, ha accusato un problema di gestione della batteria durante le qualifiche. Non si tratta solo di motore, ma dell’equilibrio dell’intera vettura”.

Tensioni a Maranello, le voci sul personale e la difesa della serenità

Il team principal della Ferrari ha parlato anche della serenità della squadra, intaccata secondo lui dalle voci attorno a Maranello in merito a possibili licenziamenti, sostituzione di personale e quant’altro. Il tutto è partito dopo la debacle obiettivamente clamorosa di Monza, che non ha fatto altro che aggiungere pressione sulla squadra e sullo stesso manager francese.

Le indiscrezioni circolate negli ambienti della Formula 1 hanno prospettato una ristrutturazione dell’organigramma tecnico e amministrativo della gestione sportiva. Questi rumor hanno generato un clima di instabilità che Vasseur ha denunciato apertamente, evidenziando le ricadute negative sull’operato quotidiano degli ingegneri in una fase di campionato in cui la competizione si gioca sul filo dei millesimi di secondo.

“Gestire questa situazione è estremamente difficile, non solo per la mia figura ma per tutti i membri del team – ha denunciato Vasseur -. Nell’ultima settimana abbiamo dovuto leggere notizie relative a imminenti licenziamenti e ristrutturazioni all’interno della scuderia. Questo tipo di pressione mediatica mette la squadra in una posizione d’angolo e rappresenta una complicazione ulteriore. In questa fase del campionato ci sono quattro team che lottano separati da pochissimi centesimi o millesimi di secondo. La totale mancanza di serenità all’esterno non aiuta certamente il gruppo a lavorare al meglio, ma dobbiamo isolarci e continuare a spingere”.

Le opzioni tattiche per la gara e la gestione del degrado

Con la griglia di partenza definita, l’attenzione della scuderia si sposta sulla gestione della corsa dei 51 giri previsti a Baku. Le caratteristiche dell’asfalto azero indicano un degrado contenuto degli pneumatici, elemento che potrebbe ridurre le opzioni strategiche ai box e rendere i sorpassi in pista più complessi del previsto in assenza di un netto delta di velocità.

Nonostante il ruolo di favorito d’obbligo attribuito a Russell per il passo mostrato sin dalle prime sessioni di prove libere, Vasseur rifiuta l’ipotesi di una corsa rassegnata al secondo posto, facendo affidamento sull’incertezza tipica dei tracciati cittadini.

“Se ci basiamo unicamente sui valori visti in qualifica, Russell appare inavvicinabile – ha concluso il team principal della Ferrari -. Fin dal primo turno di prove libere di venerdì ha mostrato un ritmo straordinario, dimostrandosi più rapido di chiunque altro sul tracciato azero. Tuttavia le dinamiche della domenica sono sempre differenti. Non partiamo con l’idea di lottare soltanto per la seconda posizione. Baku solitamente garantisce un degrado gomme molto basso e quest’anno questo aspetto appare ancora più accentuato, il che renderà leggermente più complicati i sorpassi. In ogni caso noi lottiamo per ottenere il massimo e spingeremo fino all’ultima curva per cogliere ogni minima opportunità”.

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