F1 | Ferrari-Senna, quella fumata bianca che non è mai arrivata…

Nonostante numerosi flirt la Rossa e il brasiliano non sono mai riusciti a convolare a nozze

Il pilota più dell'epoca sulla monoposto più iconica: un sogno che purtroppo rimarrà tale
F1 | Ferrari-Senna, quella fumata bianca che non è mai arrivata…

Vedi quelle tribune piene di spettatori? Il giorno che guiderò una Ferrari cadranno giù per l’entusiasmo”. Poche, semplici e dirette le parole pronunziate da Ayrton Senna nel weekend di San Marino 1991 dove trionfa per l’ultima volta a Imola. Proprio su quella pista dove tre anni dopo, il 1 maggio 1994, ci avrebbe lasciato in seguito al terribile schianto del Tamburello. Senna e la Ferrari come due amanti si sono annusati ma non sono mai riusciti a concretizzare un binomio che sicuramente avrebbe potuto regalare emozioni e spettacolo.

I primi contatti tra il brasiliano e la scuderia del Cavallino risalgono al 1984, stagione in cui Ayrton – all’esordio nel Circus – si mette in luce mostrando subito il suo talento a Montecarlo sotto la pioggia battente ottenendo un incredibile secondo posto alle spalle della McLaren di Alain Prost. La classe c’è ed è di quelle cristalline, ma il Drake tergiversa e preferisce continuare il rapporto professionale con René Arnoux e Senna si accasa in Lotus a partire dal 1985. Una stagione che regala le prime gioie al paulista, come la prima storica vittoria in carriera all’Estoril. Passa un’altra stagione e nel 1986 Senna fa visita a Maranello, ma la fumata bianca non arriva neanche in questa occasione. In questo caso i dubbi di Enzo Ferrari non sono legati al Senna pilota ma al Senna uomo.

Nel 1988 Senna, dopo essersi fatto le ossa in Lotus, passa in McLaren dove condivide il box con Alain Prost fino al termine del 1989. Il rapporto tra i due si incrina gara dopo gara, portandoli a vivere la massima tensione negli atti conclusivi di Suzuka ’89 e ’90 che generano gli oramai noti incidenti. Il sogno del Professore, di riportare il titolo in Ferrari si spegne sul più bello, ma i mesi che precedono il crash alla prima curva in Giappone non sono facili per il francese che fiuta un possibile approdo di Senna a Maranello.

Infatti Cesare Fiorio, allora direttore sportivo della Ferrari, sogna l’ingaggio del brasiliano per le stagioni 1991 e 1992 con tanto di pre-contratto già definito. Ma il successivo incontro a Torino tra Prost e il presidente della Ferrari Piero Fusaro interrompe qualsiasi trattativa, con il francese che conserva la leadership all’interno della squadra. Ma durerà solamente pochi mesi: Prost infatti nell’autunno 1991 viene licenziato, mentre Fiorio saluta Maranello a inizio di quella stagione senza aver avuto la possibile di portare Senna a vestire la tuta rossa del Cavallino.

Passano altri anni, Senna diventa tre volte campione del mondo e nel 1994 va in Williams subentrando al rivale Prost. Sembra l’inizio di una partnership inossidabile: il miglior pilota sulla migliore monoposto. Ma la FW16, senza gli aiuti elettronici che ne avevano scandito la supremazia l’anno precedente, si rivela una monoposto scorbutica e instabile. Senna purtroppo pagherà con la vita questa scelta, con quel 1 maggio 1994 che rappresenta lo spartiacque rispetto alla Formula Uno attuale.

Malgrado l’approdo in Williams Senna continua a flirtare con la Ferrari, come ha ricordato qualche settimana fa Luca Cordero di Montezemolo. Nei giorni precedenti il GP di San Marino, lo stesso brasiliano e l’ex numero uno Ferrari dialogano per trovare un accordo. Purtroppo l’incidente del Tamburello ha posto fine a questo possibile (?) scenario di mercato.

Lasciamo da parte per un momento la realtà e fiondiamoci per un momento nell’immaginazione: quanto sarebbe stato bello vedere Senna alla guida della Ferrari? Certamente la Rossa di metà anni ’90 non era la monoposto migliore in griglia, ma sicuramente il brasiliano grazie al suo talento avrebbe potuto colmare parte del gap con Williams e Benetton, regalando così emozioni a tutti quei tifosi del Cavallino assopite in quegli anni. L’avvento di Michael Schumacher ha successivamente permesso ai supporter della Ferrari di tornare a gioire, ma il mancato approdo di Senna alla Ferrari continuerà a rimanere un grosso rimpianto.

Il pilota più forte di quell’epoca (e tra i primissimi nella storia della Formula Uno) sulla monoposto più iconica della storia della Formula Uno: un binomio che purtroppo possiamo far vivere solamente nei nostri sogni. Ciao Ayrton…

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