F1 | Alain Prost: “Io sottovalutato da sempre, è innegabile”

"Non ho mai firmato un contratto da primo pilota", ha detto il campione francese

F1 | Alain Prost: “Io sottovalutato da sempre, è innegabile”

Non le ha certo mandate a dire Alain Prost. Il quattro volte campione francese, oggi nel mondo delle corse nella famiglia Renault/Alpine è stato intervistato dal quotidiano Le Figaro, ripercorrendo un po’ alcuni tratti della carriera dell’ex Ferrari, McLaren e Williams. Per il Professore ancora qualche sassolino è ben incastonato nelle sue scarpe, e ha avuto da ridire su certe cose che gli sono state chieste nell’arco di tutta sua la carriera, ma anche dopo aver annunciato il ritiro nel 1993.

“Negli ultimi 40 anni mi hanno chiesto chi fosse il miglior pilota di sempre – ha detto il francese. Ma allo stesso tempo, io sarei stato bravo come Fangio alla guida della sua macchina? Me lo chiedo spesso, quindi non ho mai risposto a quella domanda. Lui era il migliore della sua generazione, così come io e Ayrton lo eravamo nella nostra e Michael ai suoi tempi, senza dimenticare Lewis Hamilton oggi. E’ innegabile, comunque, come io sia sempre stato sottovalutato, e spesso mi chiedo il perché: sono uno di quelli che ha vinto diversi campionati mondiali e tuttavia ha accettato di stare con un compagno come Senna il più possibile, a volte anche supportandolo”.

“Non ho mai avuto un contratto da primo pilota, è difficile dire se questo fosse dovuto dalla mia rivalità con Ayrton. Alla fine, penso di essere stato un ragazzo normale, e questo non ti vende nel miglior modo possibile. Vengo da Saint-Chamond, un piccolo paese della Loire e i miei genitori non avevano soldi, ho fatto tutto da solo, non avevo manager e gestivo i miei contratti. Ero piccolo, con il naso storto e i capelli ricci, ma ho vinto 4 mondiali e 51 gare. A volte ho vinto Gran Premi con vetture che qualsiasi pilota sarebbe riuscito a portare al primo posto, ma altre volte sono arrivato quarto dopo aver fatto gare stupende e nessuno se ne è accorto. Avrei potuto vincere anche sette mondiali, sono stato sfortunato, ci sono state squadre che hanno imbrogliato e il sistema di punteggio è cambiato, ma non ho rimpianti. Che differenza farebbe nella mia vita avere un titolo mondiale in più?”.

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