F1 GP Australia | Analisi tempi sul giro: Mercedes avanti nel passo gara, poi tante incertezze

Ferrari, McLaren e Red Bull sembrano giocarsi il ruolo di seconda forza alle spalle delle W17

F1 GP Australia | Analisi tempi sul giro: Mercedes avanti nel passo gara, poi tante incertezze

La prima sessione di prove libere del mondiale 2026 di Formula 1 ha offerto una panoramica un po’ più chiara dei valori in campo, ma ancora non definitiva. Sebbene i tempi del venerdì siano influenzati da carichi di benzina e mappature motore non dichiarati, oltre alla gestione dell’energia, divenuta essenziale in questa nuova era tecnologica, le tabelle cronometriche evidenziano tendenze specifiche relative all’adattamento delle nuove monoposto al tracciato cittadino di Melbourne.

Qualifica e giro secco: il primato della McLaren

Il riferimento cronometrico assoluto della sessione appartiene a Oscar Piastri, unico pilota capace di scendere sotto la barriera dell’1:20 con un tempo di 1:19.729. Il dato, ottenuto con mescola morbida (C5), dimostra l’ottima efficienza della McLaren nella preparazione del giro singolo, quantomeno in questa sessione, perché nelle Libere 1 ci sono stati diversi problemi, e come detto anche dall’australiano #81, la situazione è decisamente migliorata nel pomeriggio dopo i problemini avuti nella prima sessione, specialmente nel lato box di Lando Norris.

Nelle posizioni di rincalzo si registra una notevole compattezza prestazionale tra Mercedes e Ferrari: Kimi Antonelli ha siglato un 1:19.943, seguito da George Russell in 1:20.049 e da Lewis Hamilton in 1:20.050, a un solo millesimo dal suo ex compagno di squadra nel team di Brackley. Più staccato Charles Leclerc, autore di un 1:20.291, mentre la Red Bull di Max Verstappen si è fermata a 1:20.366. Il quattro volte campione del mondo ha avuto una sessione particolarmente difficile, essendo stato fermo ai box nella prima parte per un problema sulla sua RB22, la quale si era piantata in pit-lane subito dopo la bandiera verde.

Long run e gestione pneumatici: il focus sulla Mercedes

L’analisi dei passi gara rivela strategie differenziate tra i top team. La Mercedes ha concentrato il proprio lavoro sulla mescola dura (C3), l’opzione che verosimilmente costituirà il cuore delle strategie per la giornata di domenica. George Russell ha mostrato il ritmo più lineare della sessione. Dopo un attacco iniziale in 1:24.4, la sua sequenza di giri si è stabilizzata nella fascia dell’1:23 basso/medio, culminando in un 1:23.138 al settimo passaggio dello stint. La regolarità dei tempi indica un’ottima gestione della gomma hard, ma anche dell’energia: non abbiamo dati in tal senso, ma al momento è così che bisogna ragionare quando dobbiamo fare un’analisi in merito al passo gara.

Analisi tempi sul giro – Motorionline

Kimi Antonelli: il suo long run è stato sovrapponibile a quello del compagno. Al netto di un giro lento dovuto alla bandiera gialla causata da una Cadillac ferma (1:28.6), l’italiano ha girato con costanza tra l’1:23.7 e l’1:24.1, dimostrando come la Mercedes sia attualmente la vettura più efficiente in termini di passo gara, o quantomeno questo ci sta dicendo la primissima prova di questa lunga stagione.

Ferrari e McLaren: due scelte differenti

La Ferrari ha scelto di girare con le gomme hard, così come la Mercedes, completando però molti meno giri rispetto alle due W17: Lewis Hamilton ha mantenuto una media sull’1:24.5 per sei giri, sebbene interrotta da un passaggio lento in 1:34.3. Charles Leclerc ha avuto una sessione più frammentata (best stint finale in 1:24.035 con gomma soft C5), rendendo difficile una valutazione sulla tenuta alla distanza della SF-26. Il confronto con Mercedes si può fare solo sui primi giri: la W17 è andata di fatto migliorando, un punto che la Ferrari non ha raggiunto nella simulazione passo gara di oggi.

La McLaren di Piastri, dopo l’acuto sul giro secco, ha mostrato i limiti di durata della C5. Il suo passo è stato costantemente sull’1:24 alto, con un 1:25 basso. Per quanto riguarda Norris, abbiamo preferito non calcolare i suoi tempi, perché ha fatto un lavoro totalmente diverso: ha completato un giro veloce, poi è rimasto in pista facendo segnare dei giri sul 23 e 24, per poi tornare a regimi più da qualifica. Insomma, impossibile farne un’analisi in merito. Comunque, sembra che la mescola più morbida sia da utilizzare al massimo solo nella primissima parte di gara per avere uno spunto migliore in partenza, un fattore tra l’altro determinante in questa Formula 1, visti i problemi a scattare dai blocchi da parte dei motorizzati non Ferrari.

Red Bull e il fattore incognita

Il venerdì della Red Bull appare interlocutorio. Max Verstappen ha completato un numero di giri troppo esiguo per una valutazione statistica (best in 1:24.5 con gomma media C4). Maggiori dati sono giunti da Isack Hadjar, il cui ritmo si è però attestato mediamente un secondo sopra quello dei leader, oscillando tra l’1:24.3 e l’1:25.1, con frequenti interruzioni del ritmo.

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