Formula 1 | Norris: “Avrei voluto un altro mese di pausa per godermi il titolo”
"Vincere mi rende felice e mi dà fiducia", ha detto il nuovo numero 1 del Circus
Il numero uno sul muso della McLaren è una realtà con cui Lando Norris sta ancora imparando a convivere. A pochi mesi dal titolo mondiale conquistato nel finale di Abu Dhabi, il britannico si è presentato ai test di Barcellona come campione in carica, inaugurando ufficialmente la sua prima stagione da riferimento della Formula 1. Il ritorno in pista ha avuto il sapore di una ripartenza, più che di una celebrazione. Norris lo ammette senza filtri, spiegando come il tempo trascorso dalla conquista del titolo non sia stato sufficiente per metabolizzare del tutto quanto accaduto.
“Sono contento, ma allo stesso tempo mi sembra tutto ancora molto recente – ha raccontato. Una parte di me avrebbe voluto fermarsi un altro mese, rilassarsi e assorbire davvero ciò che è successo, perché le settimane successive al titolo sono state un continuo tentativo di rendermi conto che quel sogno era diventato realtà”.
“Anche adesso sto ancora cercando di accettarlo fino in fondo, ma allo stesso tempo è arrivato il momento di rimettersi al lavoro e ripartire da zero. Vincere mi rende felice e mi dà fiducia, però questa stagione è completamente diversa, con regolamenti nuovi e una sfida enorme davanti. Mi sento bene, sono sereno e consapevole di aver raggiunto qualcosa di molto importante nella mia vita”.
La nuova era tecnica della Formula 1 impone però di archiviare rapidamente il passato. A Barcellona, la McLaren ha svolto tre giorni intensi di lavoro con la MCL40, accumulando chilometri preziosi più per comprendere la vettura che per cercare riscontri prestazionali immediati. Norris ha sottolineato come il rischio, in questi contesti, sia quello di farsi distrarre dai confronti diretti, quando la priorità resta un’altra.
“È facile cadere nella tentazione di guardare gli altri e confrontarsi continuamente, perché siamo tutti competitivi e vogliamo sentirci veloci. Ma il vero obiettivo qui era capire la macchina in ogni condizione, con poco e tanto carburante, lavorando sulle gomme e soprattutto sull’affidabilità. Dovevamo verificare che ogni elemento funzionasse come previsto: sensori, power unit, cambio, l’intero sistema”.
“L’affidabilità è una base fondamentale e molto dipenderà dall’analisi dei dati che il team farà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane per affinare ogni dettaglio. Dal mio lato, sto solo sistemando alcune sensazioni e piccoli particolari per tornare completamente a mio agio, ma per il resto resta una vera auto da corsa: è veloce ed è ancora molto divertente da guidare”.
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