Mondiale 2010: i voti ai Fantastici Cinque

Mondiale 2010: i voti ai Fantastici Cinque

Archiviato il Mondiale 2010, è tempo di dare i voti ai protagonisti della stagione.

Prenderemo in esame i cinque piloti che si sono giocati il titolo fino ad Interlagos, per poi diventare quattro per l’ultimo atto di Abu Dhabi.

Partiamo con una premessa: nessun pilota, a nostro modo di vedere, quest’anno si merita un 10 o un 9 in pagella. Il 2010 è stato l’anno degli errori e una lotta a chi sbagliava meno. Pertanto, ci sembra corretto restare “bassi” con le valutazioni dell’anno.

Jenson Button

Jenson Button, Campione del Mondo 2009, al primo anno in Mclaren

0 Pole, 2 Vittorie, 3 Secondi posti, 2 Terzi posti, 2 Ritiri, 214 Punti

Arriva in Mclaren bollato come il Campione del Mondo più fortunato degli ultimi anni. Il Mondiale 2009, vinto con la Brawn GP, suscita diffidenza nei confronti dell’Inglese, favorito senza dubbio dal doppio diffusore della sua monoposto ma capace, allo stesso tempo, di giocare in difesa nella seconda parte di stagione.
Il 2010 ci consegna un Jenson Button non particolarmente aggressivo (ma questa è una sua caratteristica), ma terribilmente concreto e capace di raccogliere il possibile dalla sua Mclaren. In molti avevano previsto, all’inizio dell’anno, una sua figuraccia nei confronti del compagno e connazionale Hamilton, che avrebbe dovuto martellarlo in qualsiasi situazione. Arrivano invece due vittorie all’inizio dell’anno (in Australia e in Cina) in condizioni di pista mutevoli nelle quali Jenson non si fa prendere dal panico. Saranno i suoi unici primi posti, ma globalmente durante l’anno Button legittima la vittoria del 2009 e non sfigura di certo di fronte al compagno. E’, dei cinque, quello che sbaglia meno, e il “2” alla casella ritiri non è di certo imputabile a lui. Ricordiamo infatti che il ritiro di Montecarlo è da attribuire alla comica dimenticanza della copertura di un radiatore sulla sua Mclaren, con conseguente surriscaldamento degli organi meccanici e obbligato stop. A Spa, invece, a costringere al ritiro l’inglese è stato l’autoscontro provocato da Vettel in un tentativo di sorpasso mal riuscito alla Bus Stop. I 28 punti di distacco in classifica da Lewis Hamilton, pertanto, ci sono ma hanno anche delle attenuanti non di diretta colpa di Button. Oltre alle due vittorie arrivano altri 5 podi (tre secondi posti e due terzi). Dal punto di vista velocistico non è al livello di Hamilton, ma non è sicuramente il paracarro che in molti vogliono far credere.
Voto: 6.5

Lewis Hamilton

Lewis Hamilton, Campione del Mondo 2008

1 Pole, 3 Vittorie, 5 Secondi posti, 1 Terzo posto, 4 Ritiri, 240 Punti

Non è la sua stagione migliore. Nei momenti cruciali si fa travolgere dalla foga e getta al vento punti importantissimi. Arriva a 16 punti da Vettel in Campionato e questo è un grande rimpianto per gli errori commessi in momenti importanti come la partenza di Monza (nella quale saggia la robustezza del retrotreno della F10 di Massa) e il sorpasso su Webber a Singapore, in cui a rimetterci è ancora lui. Due zeri in classifica pesantissimi che, di fatto, pregiudicano notevolmente le sue chance Mondiali nonostante arrivi ad Abu Dhabi ancora matematicamente in lizza per il titolo. In Corea e ad Interlagos altre due imprecisioni in frenata consentono ad Alonso di guadagnare una posizione, altri punti gettati. La Mclaren non è stata certamente al livello della Red Bull e non siamo così sicuri fosse al livello della Ferrari. Resta il fatto che, a volte, essere un po’ più accorti non guasterebbe. Durante l’anno soffre quattro stop complessivi. I due già citati di Monza e Singapore, e due rotture, precisamente a Barcellona quando lottava per le prime posizioni e a Budapest. Colleziona complessivamente, durante l’anno, 3 vittorie. La prima ad Instanbul dopo una lotta interna con il compagno Button, la seconda a Montreal dopo una Pole strepitosa (e discussa) e l’ultima a Spa (con rischio annesso) in condizioni climatiche mutevoli durante l’arco della gara. Fino a Spa, appunto, rientra tra i favoriti per la lotta finale. Da Monza in poi spegne un po’ il cervello ed esce, gradualmente, dalla lotta per l’iride, pur rimanendo aritmeticamente possibile Campione.
Voto: 7

Mark Webber

Mark Webber, 34 anni, ha guidato il Mondiale fino al GP di Corea

5 Pole, 4 Vittorie, 4 Secondi posti, 2 Terzi posti, 2 Ritiri, 242 Punti

E’ lui la sorpresa dell’anno. Senza dubbio. Alzi la mano chi, a Febbraio, ha puntato 100€ sulla vittoria finale del lungo australiano credendo fermamente nelle sue prestazioni piuttosto che a diversi cataclismi stagionali. Pochi, immaginiamo. Amici, parenti, non di più. Eppure, per gran parte della stagione, in testa alla classifica c’è stato lui, precisamente fino al suicidio di Yeongam sotto il diluvio. L’anno di grazia 2010, però, non lo incorona iridato e rischia di rimanere, appunto, una stagione isolata (come la 2008 per Massa) e facilmente destinata ad essere dimenticata.
La prima parte di stagione non lo vede protagonista e rispecchia i pronostici. Da Barcellona in poi, però, qualcosa cambia e ottiene 4 vittorie in 8 gare, tra GP di Spagna e di Ungheria, che lo portano in testa alla classifica e ai favori del pronostico finale. Il suo compito è unicamente quello di amministrare il vantaggio, che cala inesorabilmente sotto il segno delle vittorie di Alonso e Vettel sul finale di stagione. Il punto più basso è sicuramente il KO in Corea, che lo vede perdere il primato a favore dello spagnolo. Durante l’anno non soffre problemi tecnici e gli unici stop si riferiscono appunto a Yeongam e all’incomprensione con Kovalainen a Valencia che lo vede volare drammaticamente a testa in giù, per fortuna senza conseguenze. Sugli ultimi quattro gran premi, è notizia di due giorni fa, si è scatenata una polemica riguardo l’infortunio alla spalla nascosto dall’australiano alla sua squadra, che potrebbe aver penalizzato le sue prestazioni sul finire dell’anno. Ha dalla sua l’aver lottato senza sfigurare con Vettel e con una squadra schierata a favore del tedesco. D’altro canto, però, si è visto poco da Monza in poi.
Voto: 7

Fernando Alonso

Fernando Alonso, Campione del Mondo 2005/2006, primo anno in Ferrari

2 Pole, 5 Vittorie, 2 Secondi posti, 3 Terzi posti, 2 Ritiri, 252 Punti

Il vero Alonso, quello del 2005/2006, l’abbiamo visto da Monza in poi. Aggressivo, calcolatore, poco incline all’errore. Se dovessimo dare un voto al suo ultimo terzo di stagione (Monza, Singapore, Suzuka, Yeongam, Interlagos), sarebbe un 9 pieno. Non perfetto ma quasi. Singapore è stata la perla dell’anno. Pole e vittoria in una gara in difesa contro un Vettel sempre alle costole.
La stagione però non è durata un solo terzo, ma è stata completa, e fino a Spa è stata tutt’altro che positiva, da 5. Troppi errori a fronte di una sola rottura,il motore a Sepang, quando era in lotta per un nono posto. Troppi punti persi. Due vittorie frutto di un problema tecnico (a Vettel in Bahrein) e di un team order (Hockenheim). Partenze sbagliate (Cina), e due errori pesantissimi a Monaco (telaio rotto il sabato mattina) e Spa (uscita di pista). Tutti i primi cinque (ed eccezione di Button) hanno fatto errori, ma tra tutti lui è sicuramente quello che ha perso più punti per sue colpe o disattenzioni. Certo, era al primo anno con una nuova squadra, ma lo stesso valeva per Button. Da Spa in poi, dicevamo, il cambio di rotta con due vittorie consecutive e l’ultima dell’illusione in Corea. Si è presentato ad Abu Dhabi con 8 punti di vantaggio su Webber e il suicidio del muretto gli ha negato di lottare per il titolo. Non possiamo sapere come sarebbe andata. Resta il fatto che, se un Mondiale conta 19 gare, è giusto dare il peso corretto a tutte le situazioni. L’errore finale (non suo) è quello che verrà ricordato di più ma conta anche il resto.
Se ci affidiamo alla media matematica e sommiamo il voto dei primi due terzi di stazione (5) con quello dell’ultimo terzo (9), abbiamo una media di 7. Se consideriamo, però, che si è giocato il Mondiale al primo anno con una nuova squadra e con una vettura non al livello della Red Bull, qualcosina in più è giusto concedergli.
Voto: 7.5

Sebastian Vettel

Sebastian Vettel, secondo anno in Red Bull, neo Campione del Mondo a 23 anni

10 Pole, 5 Vittorie, 2 Secondi posti, 3 Terzi posti, 3 Ritiri, 256 Punti

Dispone della monoposto velocisticamente più forte tra quelle di testa, ma anche della meno affidabile.
Vince il Mondiale con soli 4 punti di distacco su Alonso ma è giusto ricordare che, erroracci suoi a parte (autoscontro con Webber in Turchia e Button in Belgio), si ferma troppe volte per cause non sue. Rompe in Australia e Corea con la vittoria in pugno. Deve lasciare la prima posizione in Bahrein per non rischiare lo stop. A Barcellona deve rallentare e perde altri punti. Gode del supporto pieno della squadra nei confronti di Webber, ma alla RB6 pare non stare troppo simpatico. Nonostante questo infila 10 pole e conquista 5 vittorie, tre delle quali negli ultimi 4 gp della stagione. Che sarebbero state 4 consecutive senza il fumo coreano. Nel momento decisivo non perde la concentrazione e dà prova di grande maturità a fronte della sua giovanissima età. Mentre l’attenzione di tutti è, infatti, su Webber e Alonso, lui quatto quatto inanella una serie di vittorie che lo avvicinano prima alla coppia di testa per poi dare la stoccata finale e decisiva. E’ il più giovane vincitore di un titolo Mondiale della storia della Formula 1, e questo dettaglio (i soli 23 anni) viene spesso considerato poco nella valutazione delle prestazioni di Vettel, o di altri giovanissimi in generale. Nel 1992, un Michael Schumacher 23enne coglieva appena la sua prima vittoria in F1. Erano anche altri tempi, certo, ma 23 anni sono davvero pochi.
Gli errori più grossolani di Sebastian (citati poco più sopra) sono riconducibili alla troppa foga nei sorpassi. Gli scontri ravvicinati sono, infatti, i particolari nei quali Sebastian deve sicuramente migliorare. Ma ha tutto il tempo per provvedere. Con il vantaggio di avere, però, già un titolo in tasca. Non è una stagione perfetta, la sua, ma ne è uscito comunque alla grande meritando l’iride.
Voto: 8

Alessandro Secchi – F1Grandprix

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42 commenti
  1. Jean

    10 Dicembre 2010 at 23:20

    Vettel

    Turchia: Pasticcio con Webber, ritiro

    Silverstone: partenza sbagliata

    Hockenheim: partenza sbagliata, si fa scavalcare da entrambe le Ferrari

    Hungaroring: errore di valutazione dietro la Safety, butta al vento un’ altra vittoria, arriva 3° con una macchina che da 1 secondo a tutte le altre

    Spa: va addosso a Button, ritiro

    una valanga di errori, nonostante una macchina stellare, senza i quali avrebbe chiuso i giochi ad Agosto… non è difficile pensare che uno Schumacher dei bei tempi, ma anche un Alonso o un Hamilton non avrebbero commesso tanti errori con quel mezzo.

  2. Francesco

    11 Dicembre 2010 at 23:03

    tutti rammentano quello che fa comodo: nessuno si ricorda di dire che Valencia e Silverstone hanno tolto ad Alonso almeno 20>25 punti per errori dei commissari della federazione.
    a valencia alonso era dietro a hamilton in seconda posizione, ma per la vaccata della safety car (hamilton ha passato la SC le due ferrari NO!!!) si è trovato in mezzo al gruppone…
    a silverstone lasciamo perdere…
    le due gare, oltre alla malesia dove ha fatto peggio non per colpa sua…

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