Maldonado e l’addio alla F1: “É stato un fulmine a ciel sereno”

Il venezuelano non si aspettava un epilogo del genere

Maldonado e l’addio alla F1: “É stato un fulmine a ciel sereno”

Nove giorni fa, con un comunicato apparso sul proprio profilo twitter, Pastor Maldonado annunciava il suo addio al mondo della F1. Sull’allontanamento forzato dalla classe regina del motorsport, avvenuto in tutta fretta, il pilota venezuelano – scaricato dalla Renault, che lo ha sostituito con Kevin Magnussen – ne ha parlato al settimanale Autosprint.

La situazione è cambiata radicalmente in pochissimo tempo e mi sono trovato senza sponsor, e tutto il resto è stato una logica conseguenza. É stato un fulmine a ciel sereno“. Parlando della PDVSA (la compagnia petrolifera venezuelana che garantiva al connazionale la bellezza di 50 milioni di euro a stagione, salvo poi dover fare marcia indietro per lo scandalo di corruzione che l’ha travolta) Maldonado non si è sbottonato più di tanto: “Preferisco non parlarne ora. Ci sono dei lati oscuri di questa vicenda che sono ancora da chiarire. Sto pensando solo al modo per continuare a correre. La PDVSA ha sempre fatto un ottimo lavoro e sostenuto altri piloti in categorie differenti. Sono sicuro che non farà mancare il proprio sostegno a questi colleghi“.

Il driver di Maracay ha ripercorso anche la propria carriera nel Circus, divisa tra Williams e Lotus. Proprio con la scuderia di Grove, Maldonado colse nel 2012 uno straordinario successo a Barcellona: “É stata una delle più grandi sorprese della storia della F1“. Poi sull’ultima stagione passata in Lotus, dove la crisi finanziaria ha costretto Enstone a vedere scuderia e strutture alla Renault, il venezuelano non ha peli sulla lingua: “É stata una vergogna, perché la macchina era buona, ma i problemi finanziari non ci hanno permesso di svilupparla. Purtroppo i problemi di affidabilità provenivano da vecchi pezzi rotti che non potevano essere sostituiti perchè non c’erano le risorse economiche per farlo“.

Piero Ladisa

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2 commenti
  1. Jess

    10 Febbraio 2016 at 19:31

    La vera vergogna è che un pilota del genere sia rimasto così tanto tempo in F1, oltretutto con Team di un certo livello, non di certo con la Manor. La vittoria del 2012 è stata frutto del caso, in un periodo in cui nessuno capiva nulla delle nuove gomme e ad ogni gara i valori si ribaltavano, a seconda di chi azzeccava o meno l’assetto (ogni gp un vincitore differente per le prime 7-8 gare della stagione).
    Ha corso fino ad oggi solo perchè ha pagato il suo sponsor, non per reali meriti e la cosa è dimostrata dai pessimi risultati.
    Spero di non rivederlo più su una monoposto di F1.

  2. MSC Crociere

    11 Febbraio 2016 at 13:17

    Concordo, se sei ancora giovane e allo stesso tempo già molto esperto e devi ancora aspettare i dollaroni della PDVSA per trovare un sedile faresti una figura migliore a stare zitto e accettare il verdetto, senza cercare scuse nel mancato sviluppo di una macchina che puntualmente sbriciolavi..

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