F1 | Leclerc non ha ancora fatto quel “clic” per diventare grande: la Ferrari deve intervenire
La Scuderia danneggiata in Messico per una possibile doppietta sfumata: la convivenza con Hamilton deve essere gestita

Il Gran Premio di Città del Messico ha evidenziato ancora una volta, in questa stagione, come Charles Leclerc e Lewis Hamilton purtroppo parlino veramente poco nei vari briefing: come è accaduto a Monza, il pilota monegasco ha fatto di tutto per creare problemi al suo compagno di squadra nelle prime fasi dopo la partenza, rovinando sia la sua gara che quella del sette volte campione del mondo con manovre evitabilissime per chi fa parte dello stesso team. Vasseur è stato molto duro con i due piloti nel dopo gara, giustamente, perché buttare una possibile doppietta all’aria per capricci dei singoli non può andar bene a una squadra che porta il nome della Ferrari.
“Penso che si tratti di una mancanza di rispetto verso il marchio, nei confronti di tutte le persone che lavorano, considerando gli sforzi che facciamo – ha dichiarato il francese -. Non è il risultato che speravamo, soprattutto quando eravamo al primo e al secondo posto dopo la prima curva. In Messico non ricordo un sorpasso per la vittoria negli ultimi 72 anni, quindi faccio fatica ad accettare il fatto che abbiamo chiuso la gara in seconda e in quarta posizione. Abbiamo fatto un vero passo avanti in termini di prestazioni, e penso che sprecare una vittoria in questo modo sia difficile da accettare”.
Purtroppo, il monegasco non è nuovo a certe situazioni. Abbiamo già parlato di quanto accaduto a Monza: per chi non lo ricordasse, ha buttato fuori pista Hamilton alla Prima Variante e poi andando a sbattere alla Parabolica pochi chilometri dopo. Già nel post gara brianzolo, si sono evidenziati i primi malumori di Lewis, che parlava di regole di ingaggio che evidentemente in Ferrari o non erano rispettate oppure non si era mai parlato all’interno del team di certe dinamiche. Da quel momento, la posizione del team Principal Frederic Vasseur è stata molto in bilico, anche per una gestione dei piloti che faticava a essere sufficiente.
Il ritorno al podio della Ferrari e i nuovi screzi tra i piloti
Dopo i risultati delle ultime settimane, con i podi conquistati dai due piloti in Malesia, a Singapore e a Austin, la Ferrari si era presentata a Città del Messico come una delle favorite. La SF 26 aggiornata in Texas, è diventata nuovamente competitiva, tanto da conquistare la pole position, appunto con Hamilton, e dimostrando di avere un passo gara efficace nel momento in cui la prima posizione fosse rimasta dopo le prime curve.
La partenza, però, ci ha detto chiaramente come Leclerc abbia preferito pensare più a se stesso piuttosto che a un risultato di squadra che in questo momento era necessario per la Ferrari, sia in vista del 2027, dove si spera che, con una power unit degna di questo nome, la Scuderia di Maranello potrà pensare davvero a giocarsi qualcosa di importante, ma anche per dare un senso a un campionato dove i risultati sperati non sono arrivati, con soltanto due vittorie in cascina fino a questo momento, e quindi andare alla pausa invernale più sereni.
Purtroppo, però, Leclerc ancora una volta ha dimostrato di avere una foga e un’esuberanza probabilmente eccessive, considerando appunto il momento della Ferrari: il monegasco cerca sempre di vincere e questa, per un pilota, è una dote che va lodata; però bisogna capire anche il momento e il contesto: attaccare sempre il compagno di squadra per cercare di emergere in un duello interno che al momento non porta a nulla, perché la Ferrari non compete per alcun titolo mondiale, è quanto mai fuori luogo.
Leclerc doveva essere quello che spingeva la Ferrari verso il ritorno al successo, perché il suo talento è indiscutibile, se parliamo di manico, ma un pilota forte deve anche associare una mentalità giusta. Solo così puoi diventare campione, puoi passare dall’essere bravo a essere un grande, ed è quello che è accaduto a Verstappen nel 2018, quando dopo aver buttato al vento una quasi certa vittoria a Montecarlo per via di un incidente durante la terza sessione di prove libere, il pilota della Red Bull sembra aver fatto quel clic necessario per diventare il campione che è oggi.
Quel salto di qualità che Leclerc non ha mai fatto
Questo clic non è mai arrivato, nonostante i tanti errori dovuti alla troppa foga che, purtroppo, ormai possiamo dirlo, contraddistinguono il pilota monegasco: a 29 anni dovrebbe avere quella maturità necessaria per non incappare in certi errori di valutazione, sia tecnici che di dinamiche all’interno di una squadra. Chiaramente, l’arrivo di Hamilton e la ritrovata competitività di Lewis possono in qualche modo inficiare sul comportamento di Leclerc, ma questo non può giustificarlo vita natural durante.
Le parole dure di Vasseur nei confronti dei piloti (ci teniamo a specificare che il francese non ha nominato direttamente né Hamilton né Leclerc) colpiscono perché quello che è accaduto a Città del Messico ha danneggiato la Ferrari prima di tutto, e questo per una Scuderia leggendaria ma affamata di vittorie e successi che ormai mancano praticamente da vent’anni non può più essere tollerato.
La prima cosa da fare per il manager francese, è quella di richiamare all’ordine i due piloti e vietare certi comportamenti anche in futuro. Noi non sappiamo quali siano le discussioni all’interno del team e nei briefing, però Hamilton ci ha fatto capire come Vasseur sia in difficoltà nel gestire due galli in un pollaio, quindi la domanda che ci poniamo è: Leclerc e Lewis possono continuare a convivere nello stesso team? Riusciranno a lavorare insieme per riportare la Ferrari in testa al mondiale nei prossimi anni?
E poi, il matrimonio tra la Scuderia e Leclerc può considerarsi compromesso? Sono domande alle quali ora non abbiamo risposte, certamente, ma una cosa è chiara: Charles soffre la poca competitività reiterata della Ferrari e al momento anche un compagno di squadra competitivo, ma non poteva essere altrimenti; avendo al fianco un sette volte campione del mondo con 106 gare vinte in Formula 1, deve essere brava anche la Scuderia di Maranello a porre una sorta di freno a determinati atteggiamenti, e deve essere bravo Leclerc ad assimilare certe dinamiche, perché errori come quelli di Monza e soprattutto di Città del Messico, dove le due Ferrari erano prima e seconda al primo giro, non possono essere più giustificati.
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