Le Pagelle del Gran Premio di Ungheria

Voti al Weekend di Budapest

Le Pagelle del Gran Premio di Ungheria

SEBASTIAN VETTEL 10

Non aveva mai vinto su questo tracciato, ma poco male. D’altronde cosa ci vuole a mangiarsi in un sol boccone le due Mercedes nel giro di una curva con una partenza strepitosa (che ricorda parecchio quella di Massa nel 2008), gestire un vantaggio rassicurante di trenta secondi, vederselo annullato da una Safety Car, resistere agli attacchi di Rosberg, continuare come niente fosse a martellare un passo grandioso mentre dietro succede di tutto, e alla fine tagliare il traguardo per primo? Roba da tutte le domeniche. Vittoria inaspettata che regala un sorriso a tutti i tifosi della Ferrari e strappa una lacrima a tutti gli appassionati di Formula 1 con quella dedica in radio a Jules. Forse la Ferrari non è tornata del tutto, ma riesce ancora a regalarci delle forti emozioni in questo 2015.

DANIIL KVYAT 9.5

“Durante i primi giri ho spiattellato gli pneumatici e la vettura era inguidabile, ho pensato che fosse finita lì.” Ma il segreto è proprio non arrendersi mai. Dopo avere fatto passare Ricciardo per ordine della scuderia nei primi giri, ed avere perso anche un’ulteriore posizione su Hulkenberg trovandosi a quel punto ottavo, la gara sembrava ormai finita. Tuttavia la Safety car ci mette lo zampino, ed un Hamilton stranamente poco pimpante nelle ripartenze oggi, pure. Così Daniil inizia la sua rimonta con gomme Soft, sulla scia dei tempi che stava facendo segnare il suo compagno di squadra. Giunto a quel punto a pochi secondi da Rosberg e Daniel, a cinque giri dal termine si vede spalancate le porte per il secondo posto del podio, nonostante una penalità di cinque secondi rimediata nel sorpassare Hamilton al restart della Safety Car. Primo podio in carriera, sudato, con il motto di non arrendersi mai.

DANIEL RICCIARDO 9

Dopo una partenza con il botto, dove perde tre posizioni a causa di alcuni contatti, rimonta superando Kvyat, Hulkenberg e Bottas riportandosi in quarta posizione, laddove partiva in griglia. Dopo il primo pit si ritrova imbrigliato in un duello con Hamilton, dal quale ne esce sconfitto dopo qualche giro sul lungo rettilineo. Ripreso l’inglese alla ripartenza della gara, alla prima curva in una manovra abbastanza azzardata, Hamilton colpisce la Redbull dell’Australiano mandando in frantumi la sua ala e alcune appendici aerodinamiche della Redbull. Daniel riesce a proseguire, anzi, sembra addirittura favorito dall’aver perso qualche aletta, e procede spedito verso Rosberg, fino a portarsi in zona DRS. Ma il giorno in cui una Redbull supererà una Mercedes sarà quello in cui la scuderia austriaca monterà un motore della casa di Stoccarda. Ma Daniel non si fa scoraggiare, e con una manovra delle sue, alla Gilles, piazza una staccatona atomica alla prima curva, ma quel furbo di Rosberg, invece di riprendersi la posizione con un banale incrocio delle traiettorie cosa fa? Gli taglia la strada danneggiandogli irreparabilmente l’ala anteriore. Costretto ai box riesce comunque a chiudere la gara con un bellissimo terzo posto.

MAX VERSTAPPEN 9

Posizionato al nono posto sulla griglia, il suo start non è proprio dei migliori. Dopo poche curve è già tredicesimo, ed è da lì che il giovane Olandese deve costruire la sua gara. Inizialmente combatte con Sainz per l’undicesimo posto. Al quindicesimo giro riesce a passare Massa e Grosjean ai box. Maldonado e Perez gli danno una mano auto eliminandosi dalla zona punti, lo stesso fanno in ordine Raikkonen, Hamilton e Rosberg. Rimedia una penalità di cinque secondi per essere andato troppo veloce in regime di Safety car, ma il risultato finale è uno splendido quarto posto, in una gara altresì detta “sagra degli errori”, se c’è qualcuno che non ha sbagliato quasi niente, insieme a Vettel, potrebbe essere lui, partenza a parte, tutto il resto è stato pressoché perfetto. Chapeau.

FERNANDO ALONSO 9

Che miracolo signori, segnatevi questa data da qualche parte, domenica 26 Luglio. Il giorno in cui un motore Honda ha chiuso un gran premio davanti a tutti i motori Mercedes in gara. Dopo il siparietto del sabato, in cui Fernando si è improvvisato commissario di pista e ha riportato la sua vettura ai box a spinta, la domenica è tutta un’altra storia. Dal quindicesimo posto, si porta giro per giro fino al nono posto, e quando tutti si autoeliminano negli ultimi giri di questa pazza gara, lui è lì pronto a cogliere l’occasione. Ala fine non ci si vuole credere, sul rettilineo finale la McLaren numero 14 precede la Mercedes numero 44! Robe da matti!

LEWIS HAMILTON 4

Potrà anche vincere il suo terzo titolo mondiale alla fine di questa stagione, e potrà anche riderci su ripensando a questa domenica, ma se Lewis ha un modo di rovinarsi la vita, state tranquilli che lo farà. Al primo giro, per esempio, cosa gli costava rimanere dietro a Nico invece di provare un sorpasso alla chicane, dove neanche con un kart passeresti. E così scende in decima posizione. Safety Car. Va di fortuna oggi, Lewis, trenta secondi di distacco annullati, ora si corre per la vittoria. E invece no, alla ripartenza dorme come un bambino e sbaglia l’ultima curva facendosi risucchiare la scia da Ricciardo, per altro speronandolo alla prima curva, rovinando la sua ala e rimediando un drive through. Alla fine rimonta fino al sesto posto, e gli va anche bene visto il suicidio del suo compagno di squadra, ma quante cappellate oggi…

ROMAIN GROSJEAN 6.5

Una gara un po’ sporca quella del Francese oggi, a cominciare dalla partenza, dove perde molte posizioni dalla decima dove partiva. Al primo pit si ritrova in battaglia con Massa che doveva scontare cinque secondi di penalità, e nella foga di stargli davanti rimedia anch’esso cinque secondi di penalità per unsafe release. Viaggia sulla dodicesima posizione fino al sessantesimo giro, quando davanti succede di tutto e di più, e lui si ritrova con Hamilton alle calcagna che tutto incattivito cerca di passarlo. Si difende con il coltello tra i denti facendo prendere non poca strizza a Luigino e al Box Mercedes. Alla fine resiste a Rosberg e chiude davanti al tedesco di soli due decimi.

NICO ROSBERG 2

La sua gara in sintesi: ronfata + cagata. Viene superato dalle due Ferrari e si ritrova con Lewis decimo e cosa fa? Sorpassa le Ferrari? No, ronfa. Dopo la Safety Car è a meno di un secondo da Vettel, cosa fa? Attacca Vettel? No, ronfa. E quando Lewis è ai margini della zona punti e lui è virtualmente leader del campionato cosa fa? Una manovra da tirargli il collo: chiude la traiettoria a Ricciardo, laddove un semplice incrocio delle traiettorie sarebbe stato più che sufficiente e come un pistola fora la posteriore sinistra dovendosi fare un intero giro imprecando in tutte e cinque le lingue che conosce. Massimo danno con minimo sforzo: Hamilton guadagna su di lui altri quattro punti. Imbarazzante.

JENSON BUTTON 7.5

Che weekend per la McLaren. Entrambe le vetture a punti. Jenson partiva ben indietro, eliminato in Q1 al sabato, eppure è riuscito a chiudere nella top 10. La sua è stata una buona gara, senza troppi errori, diciamo ad inseguire il proprio compagno di squadra, che lo ha sempre preceduto in pista. Ha risalito la china per i primi quaranta giri portandosi al decimo posto. Sfruttando il ritiro di Sainz guadagna una posizione portandosi nel finale al nono posto, per i due punti in più da fare segnare sul tabellino del 2015.

MARCUS ERICSSON 6.5

Nel piattume generale delle prestazioni della Sauber dell’ultimo periodo, il pilota Svedese riesce a portare, dopo una qualifica disastrosa, quasi a livello delle Manor, a portare la scuderia svizzera in zona punti. Non di certo un risultato spettacolare se si pensa che entrambe le McLaren lo hanno preceduto al traguardo, ma un punto è pur sempre un punto.

FELIPE NASR 5.5

La gara non è molto differente da quella del compagno di squadra, la differenza è che in zona punti c’è Marcus e non lui. Gara alquanto anonima per una vettura altrettanto anonima.

FELIPE MASSA & VALTTERI BOTTAS 4

Per la serie “team che vanno a Circuito” signore e signori ecco a voi la Williams. Bissa lo strepitoso risultato di Monaco, con entrambi i piloti in posizioni ingrate, dopo che tre settimane fa erano lì a combattere con il coltello tra i denti per il podio. Felipe sbaglia in partenza la piazzola in cui fermarsi e per questo si becca cinque bei secondi di penalità da scontare al pit. Ad ogni modo per tutto il resto della gara fatica a trovare il passo, anzi diciamo che è proprio un A.A.A. passo cercasi con le medie. Bottas invece rovina la sua gara con una foratura, non ritrovando poi alcun ritmo per una eventuale rimonta, ritmo che anche prima del default dello pneumatico stentava ad essere all’altezza dei primi. Weekend senza nemmeno un punto per la Williams, che segna un ko drammatico per la classifica costruttori.

PASTOR MALDONADO 2

Non ci sono parole per definire la gara del Venezuelano. Una penalità dietro l’altra. Ogni cinque/ sei minuti compare in sovraimpressione una comunicazione dei commissari riguardo la vettura numero 13. Ragazzi ma la superlicenza l’ha presa nei migliori bar ci Caracas?

ROBERTO MERHI 6 & WILL STEVENS 4

Lo spagnolo porta la sua Manor al traguardo con soli due giri di ritardo, mentre Stevens ci arriva con quattro tornate da Vettel. Questa volta il britannico le ha prese e non poco dal proprio compagno di squadra.

CARLOS SAINZ 7

Abbandona anzitempo il gruppone dopo una prestazione più che convincente. Lotta in zona punti per tutta la gara, con il proprio compagno di squadra e anche con i piloti della Redbull. Purtroppo un guasto lo mette furi gioco a pochi giri dal termine. Poteva senz’altro essere un altro gran risultato per il team Tororosso.

KIMI RAIKKONEN 8

“Nel complesso direi che questa gara è abbastanza rappresentativa per quanto riguarda mia stagione. In più occasioni ho dimostrato di essere veloce, tuttavia per un motivo o per l’altro non sono stato in grado di raccogliere. Speriamo in una seconda parte di stagione più consistente”. Veramente lapidario Kimi dopo una gara che poteva essere un tripudio della Ferrari. La sua cavalcata è durata fino a circa metà gara, quando ha cominciato ad accusare problemi di potenza al motore. Il declino è durato pochi giri, giusto il tempo di vedere che una McLaren era in grado di sdoppiarsi. Il ritiro è seguito da lì a pochi giri.

SERGIO PEREZ s.v.

Viene messo fuori gioco prima da Maldonado poi da un guasto ai freni.

NICO HULKENBERG s.v.

Questa volta i santi di Le Mans non intercedono per lui, e in frenata offre uno spettacolo per gli occhi a tutti gli appassionati, quando la sua ala anteriore collassa in maniera grandiosa in fondo al rettilineo. Uno spettacolo un po’ meno gratificante visto dagli occhi di Nico oserei dire.

 

LE PAJELLE (il meglio e il peggio del weekend)

La Pizza all’Arrabbiata (ma esiste?): “Senza fare nomi, voglio solo dire che ieri sera non abbiamo mangiato spaghetti, ma una bella pizza all’arrabbiata che calzava a pennello e che ci ha dato la giusta carica”. Così Maurizio risponde a Niki “la Ferrari sa solo fare gli spaghetti” Lauda. Risposta epica a commento molto meno epico, anche perché, durante questa stagione in Mercedes hanno cucinato molte più frittate che in Ferrari.

Maldonator: Film Horror o Psycho Triller, meglio le Tragicomiche forse? “Tornerò!”, e il nostro eroe è tornato. Triplete di penalità più … un eliminato in gara. Che bilancio alla Call of Duty per il supereroe sudamericano! In ordine: un drive through per il contatto con Perez, un secondo drive through per essere andato troppo veloce in pit lane, e dieci secondi di penalità per avere sorpassato Stevens in regime di Safety Car. Signori io qui mi inchino ad un artista nato. Maldonator si nasce, non si diventa.

Mazzoni e la teoria del complotto: dopo avere visto sabato sera uno speciale di Voyager (pare lo trasmettano anche in Ungheria), Gianfranco, affascinato dalla teoria del complotto, ci svela un ipotetico misterioso caso in cui Ecclestone avrebbe dato indicazioni alla regia internazionale di non inquadrare le due monoposto della scuderia di Maranello. E convinto passa metà della telecronaca ad inveire contro la FOM e compagnia bella invocando tutti i santi per qualche misera ripresa al duo di testa. Ma la perla con cui voglio lasciarvi è di quelle che raramente sentiremo ancora: “ci scusiamo noi per il comportamento della regia internazionale, ma se volete sapere perché le Ferrari non vengono inquadrate potete provare a mandare una mail al sito www.formula1.com, magari vi daranno qualche spiegazione.”. Grande Gianfranco, hai tutta la nostra solidarietà. Genio.

Matteo Bramati.

 

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