Le Pagelle del Gran Premio del Bahrain

Voti al Weekend di Sakhir

Le Pagelle del Gran Premio del Bahrain

NICO ROSBERG 9.5

È un nuovo Nico quello che corre in Mercedes in questo 2016, il Nico che finalmente ci piace, un Nico Rosberg che in apertura di campionato ha già accumulato 50 punti, con due grandi vittorie nelle due gare di apertura. Questa volta manca solo la Pole per siglare il weekend perfetto, e di fatto la prima posizione al sabato gli sfugge di soli 77 millesimi. Al via però, pochi metri gli bastano per bruciare ancora una volta il suo compagno di squadra e issarsi da subito al comando della corsa. Dal primo giro in avanti è un assolo: adotta la stessa strategia di chi lo segue, così da prevenire eventuali recuperi, e dopo 57 tornate passa primo sotto la bandiera a scacchi!

KIMI RAIKKONEN 8.5

Otto podi su questo circuito e mai sul gradino più alto, mai una volta. Quando poi capisci che per otto volte Kimi si è dovuto bere acqua di rose capisci che tremenda tortura deve essere stata. A parte gli scherzi … grande rimonta del pilota Finlandese, che, dopo una brutta partenza si mette subito alla caccia del leader della corsa, ma con ben poche speranze di poterlo raggiungere. Il passo gara c’è, tanto che rimane saldo in seconda posizione anche quando viene messo alla prova dal ritorno di Hamilton. All’ultimo stop, con un ottimo undercut riesce a riportarsi vicino a Rosberg e a mettere secondi preziosi tra la sua Ferrari ed Hamilton. Ad Iceman piace questo tracciato, e ogni anno ce lo ricorda in grande stile.

LEWIS HAMILTON 6

Se arrivare in circuito vestito da sceicco poteva essere un bel modo per assicurarsi il favore di buona parte del pubblico presente, questo nuovo outfit del campione inglese non l’ha di certo aiutato a vincere la gara, che, fin dalla prima curva ha preso una brutta piega. Sbaglia la partenza e fin lì ci può stare, ma il vero guaio si chiama Bottas, che, in un raro momento di nostalgia “maldonadesca”, lo sperona neanche fossimo al Luna Park. Miracolosamente la macchina non si danneggia irreparabilmente e gli permette, nonostante qualche graffio e qualche bandella rotta, di riprendere la pista. Dalla settima posizione che era ritorna dopo qualche giro al terzo posto, e al primo pit tenta l’azzardo con le medie, ma questo non paga. Allora prova a superare il finlandese che lo precede con l’undercut, ma neanche questo funziona. A quel punto si rassega e porta al traguardo la vettura al terzo posto.

DANIEL RICCIARDO 8

Con due quarti posti di fila Daniel diventa sorprendentemente il terzo classificato nel campionato piloti. Anche questa domenica l’australiano riesce a tirare fuori tutto il potenziale della sua RedBull, dovendo combattere con il coltello tra i denti per riuscire a portare a casa questa medaglia di legno. La sua strategia vede due stint di gara con le gomme soft di 18 giri entrambi, in cui ha guadagnato una posizione su Massa mentre ha dovuto guardarsi dagli attacchi della Haas di Grosjean, con gomme più fresche. Chiude la gara montando gomme medie, riuscendo comunque a mantenere la sua posizione.

ROMAIN GROSJEAN 8.5

Anche il francese bissa il grande risultato della gara di apertura campionato, siglando il secondo quinto posto di fila. Con una buona partenza, dalla nona piazza riesce subito a guadagnare la sesta posizione. Al primo stop monta supersoft e comincia a rosicchiare secondi agli avversari. Passa Massa, passa Ricciardo ma quest’ultimo con l’undercut al secondo pit gli si rimette davanti. Per tutto il terzo stint, sempre su supersoft, Romain insegue l’australiano              , senza però riuscire ad avvicinarsi. L’ultimo stop lo vede montare gomme soft, e rientrare alle spalle di Kvyat e Verstappen, che però devono ancora fermarsi a cambiare gomme. A questo punto la strada è spianata verso il quinto posto finale, che forse sarebbe stato anche qualcosa di più senza quel piccolo intoppo all’ultima sosta ai box.

MAX VERSTAPPEN 7.5

Partito dalla decima posizione, il giovane fenomeno olandese, non manca di regalarci una bella gara come sempre ricca di sorpassi entusiasmanti. Conduce una prima parte di gara abbastanza tranquilla per poi scatenarsi dopo la prima sosta, laddove, rientrato alle spalle di Perez, Magnussen ed Edicsson, li passa tutti e tre nel giro di qualche tornata mettendosi in scia a Grosjean. Al trentesimo giro, al muretto decidono di azzardare la mescola media, ma la scelta si rivela un po’ troppo tirata per i capelli. Max infatti inizialmente gestisce bene le gomme, passa Bottas e riesce a stare in quarta posizione fino a dieci giri dal termine, tuttavia a quel punto la macchina è totalmente inguidabile e lo costringe a fermarsi di nuovo. Negli ultimi dieci giri può ben poco se non arrivare a prendersi il sesto posto finale.

DANIIL KVYAT  8

Rimonta passata un po’ sotto silenzio che vede il pilota russo guadagnare ben otto posizioni rispetto alla griglia di partenza, soprattutto grazie a due lunghi stint su gomme soft nella prima parte della gara, dove gestisce bene le gomme senza curarsi troppo di essere passato da piloti con coperture più fresche. Per due volte poi monta gomme Supersoft, e a quel punto è il suo turno di andare a prendere gli avversari, soprattutto negli ultimi giri quando passa Bottas e proprio nell’ultima tornata anche Felipe Massa.

FELIPE MASSA 6 & VALTTERI BOTTAS 5

I due piloti della Williams si ritrovano in questo deserto caldo a dover guidare in totale difesa a causa di alcune scelte strategiche rivedibili. La gara di entrambi è davvero un eterno duello nella parte centrale del gruppo, specialmente quella di Bottas che si rimedia anche un drive through per avere letteralmente speronato Hamilton in partenza. I due piloti differenziano le strategie andando a preferire la mescola media alle altre, scelta che, a differenza del Gp di Australia, non dà alcun vantaggio. Felipe arriva al traguardo con gomme finite e perde due posizioni negli ultimi sette giri, Valtteri riesce solamente a riportarsi per poco in zona punti, nono. Weekend decisamente deludente al muretto della Williams.

STOFFEL VANDOORNE 9

A nostro giudizio il migliore di questo Gran Premio. Più Rookie che mai, al primo assaggio di quella che è questa Formula 1, il giovane belga, campione Gp2 2015 lascia tutti sbalorditi riuscendo a precedere un certo Jenson Button in qualifica, e raccogliendo il primo punto iridato per la McLaren nel campionato 2016. Deciso più che mai Stoffel mette in pista una grinta degna di un campione e si lancia in sorpassi che – merito anche della McLaren di questa stagione – l’anno scorso sia Fernando che Jenson se li potevano sognare. Per tutta la gara al muretto sono lì che incrociano le dita ma alla fine ce la fa! A punti al suo esordio! Siamo sicuri che appena ci sarà una opportunità, questo grande talento tornerà in pista e ci farà vedere di nuovo di cosa è capace.

KEVIN MAGNUSSEN 7

La leggerezza di entrare in pit lane quando questa era chiusa gli costa la partenza dalla pit lane, handicap che condiziona non poco la sua gara visto il risultato finale, indice del fatto che il margine per un buon risultato c’era tutto. La sua strategia è più che mai aggressiva, con un solo stint, il primo, su gomme soft, e tutti gli altri su supersoft, cercando di guadagnare terreno e di farsi largo tra le due Force India e le Sauber. Gestisce bene le ultime coperture supersoft che gli rimangono in un segmento da 18 giri, chiudendo undicesimo al traguardo.

MARCUSS ERICSSON 5.5

Partendo già dalle ultime posizioni, la scelta di azzardare una strategia piuttosto che sperare in una rimonta dovuta alla bontà delle proprie prestazioni sembra anche abbastanza giustificata. Purtroppo tenere un set di medie per 29 giri di fatto non si rivela la strategia giusta per lo svedese, che, quasi arrivato in zona punti, si vede sfumare un piazzamento degno di nota nelle ultime tornate, dovendo lasciare strada a Vandoorne e Magnussen.

PASCAL WEHRLEIN 7.5

Se far sfigurare il proprio compagno di squadra era il suo obiettivo, ci è riuscito benissimo. Ora la Manor è associata solo al suo nome – tranne che in Indonesia, sia chiaro – vista la sua brillante prestazione in Bahrain. Una Manor che sorpassa una Force India? Difficile da credere, ma è quello che è successo poche ore fa a Sakhir. Ora, il fatto che il giovane campione DTM fosse un talento non indifferente, lo si sapeva, ma che la Manor riuscisse a fare un salto di qualità di questa entità … altro che Redbull ti mette le ali, qui Mercedes ti mette un razzo sotto al …

FELIPE NASR 5

Discorso analogo al suo compagno di squadra, anche Felipe cerca di azzardare una strategia un po’ troppo ottimista sulla durata di certe coperture. A dieci giri dal termine è costretto a correre ai ripari ai box montando un set di supersoft per gli ultimi giri. Il risultato è abbastanza impietoso, con solo il quattordicesimo posto finale.

NICO HULKENBERG 5 & SERGIO PEREZ 5

Più nero che mai è il fine settimana della Force India. Entrambi i piloti sono protagonisti di contatti che li costringono ai box nei primi due giri. Da lì in poi non c’è più gara, ed entrambi non riescono più a colmare il gap accumulato sugli altri rimanendo sempre tra le ultime posizioni.

RIO HARYANTO 5

Totalmente assente dalle cronache domenicali, dovrebbe cominciare a preoccuparsi di mettersi un po’ più in luce, altrimenti il suo compagno di squadra gli ruberà tutte le attenzioni dei media.

CARLOS SAINZ JR. s.v.

Prima vittima di una foratura causatagli da un contatto con Perez, poi costretto al ritiro da un guasto. Gara sfortunata.

ESTEBAN GUTIERREZ 7

Buono scorcio di gara considerando che al momento del ritiro viaggiava attorno alla quinta posizione. La Haas può essere fiera del lavoro fatto fino ad ora.

JENSON BUTTON s.v.

La solita proverbiale fortuna lo vuole ritirato dopo pochi giri.

JOLYON PALMER s.v.

Rientra ai box dopo il giro di formazione e non ritorna in pista.

SEBASTIAN VETTEL s.v.

Un problema all’ERS non gli permette neanche di cominciare la gara, fermandolo durante il giro di ricognizione. Sarà sempre causa del fantomatico turbo troppo grande?

 

Matteo Bramati.

 

 

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9 commenti
  1. Ceppa

    3 aprile 2016 at 23:33

    La punizione a Bottas è a dir poco ridicola. Hamilton è stato largo e poi ha chiuso come se non ci potesse esser nessuno all’interno. In in partenza oltretutto. Quindi non condivido il commento sul fatto che è stato bottas a speronare l’inglese. Uguale situazione avuta in Messico tra Vettel e Ricciardo.

  2. lucaraikkonen

    4 aprile 2016 at 02:24

    Si è buttato dentro un po troppo sicuro. Hamilton li non poteva vederlo. Doveva allargare e uscire di pista immaginando che ci fosse bottas? Forse dimentichiamo che dalla tv la visuale è molto piu alta e completa di quella che vede il pilota.
    Magari invece che un drive tru avrei dato 5 sec a fine gara.

  3. Actarus

    4 aprile 2016 at 13:00

    Diciamo che Hamilton avrebbe dovuto chiudere un po’ di più immaginando che qualcuno avrebbe potuto approfittarne ma Bottas (e molti altri) deve ricordarsi che le gare non finiscono alla prima curva..

  4. Ceppa

    4 aprile 2016 at 14:30

    Germania 2014: Magnussen e Massa stessa cosa. Venne chiuso come incidente di gara con la dichiarazione che Massa avrebbe dovuto aspettarsi qualcuno all’interno della prima curva in una partenza dove tutti sono vicini. Come già detto, stessa cosa tra Vettel e Ricciardo l’anno scorso in Messico. 3 esempi praticamente identici e due misure diverse da parte della federazione. Solo che sto giro ci ha rimesso la Williams, a mio parere, perché ha avuto contatto con il beniamino di turno. Di tutti gli incidenti visti ieri solo nel primo giro, l’unico Under investigation è stato Bottas.

  5. Ceppa

    4 aprile 2016 at 14:34

    Sul sito F1 ufficiale c’è il video della partenza c’è parla di questo fatto e si vede bene come Hamilton vada a sinistra largo e poi chiuda la traiettoria dove Bottas non poteva smaterializzarsi vista la porta spalancata.

    • Paolo C.

      4 aprile 2016 at 16:26

      Scusa se mi permetto di fare un’osservazione:

      Ammettiamo che Hamilton non ci fosse e Bottas potesse fare la traiettoria che volesse. Pensi davvero che il Finlandese sarebbe riuscito a fare la curva se non avesse avuto il “freno” dato dalla macchina di Hamilton?

      Secondo me sarebbe andato lunghissimo fuori traiettoria o addirittura fuori tracciato.

      Questo per dire che Bottas ha si visto lo spazio aperto, ma ha mal calcolato gli spazi di frenata ed inserimento curva, portandolo ad un sicuro errore, contatto o uscita di pista che fosse.

      • Paolo C.

        4 aprile 2016 at 16:39

        Ritiro quello che ho detto. Ho Visto e rivisto il video della partenza.

        Hai ragione. Bottas aveva già impostato e percorso parte della curva prima che Hamilton sterzasse e arrivassero alla collisione.

        Hamilton è andato all’esterno su Rosberg, lasciando una parta aperta per chiunque arrivasse e doveva sapere che qualcuno ne avrebbe approfittato.

        Avesse chiuso di meno, la curva l’avrebbero fatta entrambi. 60-40 colpa di Hamilton.

  6. Driver

    4 aprile 2016 at 21:31

    Io sono d’accordissimo con la penalizzazione di Bottas, è palese che le auto tagliano su quel cordolo, non puoi arrivare così in ritardo e pensare che un’auto davanti che ha impostato una curva ed in lotta con quella che la precede si sposti per farti passare.
    Cmq le statistiche sugli incidenti di Bottas valgono più di ogni opinione. Dopo l’agognato ritiro di Maldonato lui e Perez sono tra i più pericolosi in circolazione.

  7. Ceppa

    4 aprile 2016 at 22:51

    Paolo C grazie per il tuo commento, comunque anche pre correzione, sempre garbato. Le immagini dall’alto mostrano che la faccenda andava risolta senza penalità come un incidente di gara. Rimane che Hamilton ha lasciato troppo spazio per poi chiudere come se non ci fosse nessuno e avrebbe dovuto considerare la situazione di una partenza con piloti ammucchiati in una curva. Dal momento che poi è stato consapovele di aver sbagliato lo start, forse avrebbe dovuto pensarci ancor di più.
    Per quanto riguarda DRIVER direi che le tue parole lasciano spazio alle chiacchiere del classico tifoso da bar. Parlo di statistiche, IO, dove se analizzo gli scontri avuti dal Finnico della Williams dal 2013 a oggi li conto su una mano e dove nella maggior parte delle volte sono stati penalizzati gli avversari. A partire dal Brasile 2013 proprio con Hamilton. Andrei a riguardare lo storico del pilota, se mai hai fatto una cosa del genere, per capire come e dove puoi paragonare Maldonado o Perez a Bottas o peggio ancora, dove puoi fare un’immagine da demolition man per il finlandese. 2013 e 2014 ha avuto solo uno scontro con Hamilton nel gp già citato e nel 2015 due scontri con Raikkonen, entrambi senza colpe. Si può discutere del gp messicano, ma le immagini parlano chiaro. Auto affiancata e Raikkonen che chiude da pollo. Per il resto di cosa stai parlando??? Te lo dico io, stiamo parlando del NULLA.

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