I dolori di Vettel, fresco Atlante che (non) regge da solo il peso della Ferrari…

Sebastian sembra avere perso il sorriso che l'ha sempre contraddistinto, trascinato dalla stagione sfortunata della Ferrari

I dolori di Vettel, fresco Atlante che (non) regge da solo il peso della Ferrari…

Condannato ad un destino probabilmente più grande di lui, finito sotto processo (mediatico) per l’errore fatale alla prima curva del GP di Malesia, Sebastian Vettel sta vivendo il momento peggiore da quando corre e vince in F1 .

La Ferrari probabilmente è un potere che logora chi ce l’ha, se è vero che dal volto serafico e sempre sorridente di Sebastian è scomparso quel sorriso da scugnizzo impertinente che l’ha sempre contraddistinto, accompagnato poi negli anni delle vittorie in Red Bull dal famoso indice puntato verso l’alto delle vittorie in Red Bull. Sorriso ancor più dispensato urbi et orbi nella comunque esaltante prima stagione in Ferrari, quando s’accarezzava con mano l’inizio di un sogno che poi s’è rilevato incubo.

Le tre vittorie del 2015, i podi in successione, quella scintilla scoccata tra la scuderia italiana e un campione tedesco, corsi e ricorsi storici, l’illusione che quel condottiero biondino e simpatico potesse traformare la zucca in carrozza e via, pronti a vincere già da Melbourne, pronti a mettere nell’angolo una Mercedes che non spaventava più come prima, perché la Ferrari era tornata squadra coesa, unita, forte tecnicamente e perché poi c’era lui, Seb. Il prescelto, il predestinato. E così d’improvviso – come il titano Atlante obbligato da Zeus a portare sulle sue spalle tutto il peso della volta celeste – così a Sebastian è toccato l’onore e l’onere di caricarsi sulle spalle il peso schiacciante di un vecchio gigante malandato.

Più la monoposto non andava, più le noie tecniche aumentavano e più Vettel s’è andato spegnendo, tra un errorino lì e una scivolata là, alternando gare “alla Vettel” ad altre in cui è apparso spaesato, demotivato, quasi svogliato. Quel mondiale diventato già a fine marzo chimera, utopia, sogno irragiungibile, ha paradossalmente avvicinato in pochi mesi il Sebastian senza sorriso all’accigliato predecessore Fernando Alonso. In un’operazione di collettiva empatia, di revisionismo storico alonsista, in tanti hanno capito quanto sia difficile correre non tanto in Ferrari in assoluto, quanto in una Ferrari che non rende. Servono spalle, carattere, nervi, per riuscire a nuotare in un mare in tempesta, riuscendo a fare “fessi e contenti” un po’ tutti, dal presidente ai tifosi, senza dare segni di insofferenza all’esterno, senza deludere in gara, senza poter dire “Non è colpa mia, siamo lenti”.

Alonso ad un certo punto è scoppiato e ha deciso di buttare tutto fuori, rendendo pubbliche le carenze di una squadra impegnata in un periodo di epocale rifondazione, arrivando ad una rottura mai perdonatagli da alcuni, con gesti eclatanti, quasi di lesa maestà. Vettel per fortuna non dà l’idea di voler arrivare allo scontro. Il tedesco, almeno a parole, è ancora pienamente convinto del progetto Ferrari, della sua “missione”, del suo futuro in rosso. A parlare però sono gli sguardi, gli atteggiamenti, che ci raccontanto di un malcelato nervosismo che conduce all’errore, all’imprecisione, ad una stanchezza mentale che si ripercuote inevitabilmente sulla guida e quindi sul rendimento.

Si è sempre detto che i piloti non sono il problema di questa Ferrari. Ma raramente si obietta che questa Ferrari può diventare un problema per i piloti. Un mito ingombrante, che nelle difficoltà può arrivare a schiacciare chiunque. Con frettoloso entusiasmo ci siamo lasciati andare, incantati e sognatori, al paragone tra Schumacher e Vettel. Caricando il tedeschino di un destino che in teoria pareva scritto, ma che s’è scoperto di difficile attuazione nella pratica. Per poi comprendere, sgomenti e un po’ tristi, di stare ripercorrendo qualcosa di molto simile ad un Alonso bis. Vettel è un fuoriclasse, così come lo è Fernando. Ma questa Ferrari pare divorare talento ed energie. La Rossa sfinisce i suoi condottieri perché richiede l’impossibile, persa com’è nell’affannata ricerca di ciò che dovrebbe essere e che non è.

Antonino Rendina


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36 commenti
  1. piciacia

    6 Ottobre 2016 at 13:44

    completamente daccordo, parola dopo parola. La cosa che piu mi dispiace è quella di bruciare il talento di Seb, e mi rode da morire dirlo, ma Alonso ha fatto la migliore scelta della sua vita ad abbandonare la Ferrari, mi dispiace per Vettel che ha davvero perduto l entusiasmo, la voglia e soprattutto l ottimismo che la Ferrari potesse colmare il gap con Mercedes. Mi dispiace ancor di piu affermare che anche Vettel come Alonso dovrebbe lasciare la Ferrari perche non vincera nulla se continuano con questo andazzo…

  2. rossa27

    6 Ottobre 2016 at 14:21

    Vero … purtroppo un po’ per mancanza di idee ( o geni) e/anche per troppa “politica” interna la Ferrari di questi ultimi anni non riesce più a sviluppare macchine in grado di dare a questi piloti la giusta carica per gareggiare e.. vincere

  3. Ceppa

    6 Ottobre 2016 at 16:41

    Mi sciacquerò la bocca. Dopo avere detto che anche quest’anno per la mega iper super scuderia…… ZERU TITULI. Again again and again…….

    • 12cilindri

      6 Ottobre 2016 at 18:45

      mentre per la tua mclaren anch’essa zero tituli già da tanti anni ahahah caro ceppa

  4. Daytona

    6 Ottobre 2016 at 18:07

    Per dirla con un francesismo..avete veramente rotto i cogli@ni con “il tuo commento è in moderazione”!!
    Così almeno se non pubblicate questo almeno sarà per per un motivo valido..

  5. 12cilindri

    6 Ottobre 2016 at 18:52

    penso che sia giunto il momento di finirla ogni santo giorno di mettere sotto accusa mediatica la ferrari o di condannarla,è vero per il momento fa schifo, ma non durerà a lungo, intanto tutta questa negatività non rispecchia fortunatamente l’andamento delle vendite delle stradali, le quali sono già vendute prima di uscire dalla fabbrica mentre per esempio la red bull vende soltanto ed unicamente lattine,grande brand della f1!!!
    meditate gente,meditate….

  6. Ceppa

    6 Ottobre 2016 at 19:52

    Daytona mi hai cappottato!!!! Hahahah!!!!
    12cilindri, intanto, sto anche messo peggio, perché non tifo McLaren, poi, cosa vuoi che ti dica, alla fine negli annali si leggerà che nel 2016 il mondiale l’ha vinto La Mercedes mentre della Ferrari ci saranno tante tracce quante quelle dellla Manor: zero.
    E la vostra storia, come quella del mio team, al momento sai a cosa serve?? Di sicuro a non farmi sciacquare la bocca. Ma prendila così, servirà per i musei e i libri da leggere per i futuri appassionati. “Nel lontano tempo, in una galassia, c’era un team che vinceva ogni 20 anni…….. eh, erano quelli con più storia, ma anche con più anni passati a vedere gli altri a vincere dopo aver predicato mega domini e vittorie……… “

    • gtv916c

      6 Ottobre 2016 at 20:23

      Non mi ritrovo…a meno che tu non stia parlando della scuderia più vincente della storia della f1 e il brand numero 1 a livello globale.

  7. seldon

    6 Ottobre 2016 at 21:52

    Complimenti Antonino, si comincia a vedere il reale stato delle cose!
    Le opzioni di Vettel erano poche tuttavia:
    1)masticare amaro e lavorare per la squadra, e lo sta facendo, ma purtroppo in modo deludente. Troppo fragile per essere paragonato al Kaiser, che peraltro dietro le quinte godeva di personaggi di tutt’altro spessore. Lontano anche dall’impenetrabilità caratteriale di Alonso, che si è arreso ma ha incassato meglio!
    2) dire che guida un camion (verità di prostiana memoria), sfasciando così il teatrino della felicità dipinto spesso da Arrivabene ma che vede solo lui, e forse forse….!
    3)prendere per mano la squadra e guidarla nel momento difficile, cosa che non è riuscita ad Alonso il quale preferiva inveire coi TR. Ma non è Shumi, e qui repetita juvant.

    E’ senz’altro vero che il problema più grande è la macchina, ma i piloti non sono l’ultimo…

  8. Federico Barone

    6 Ottobre 2016 at 22:13

    Vorrei ricordare che la situazione che rispecchia la normalità della Ferrari in F1 è più quella attuale che quella vincente. Il dominio dei primi anni 2000 è stato un evento eccezionale, più unico che raro. Scordatevela. una Ferrari così vincente e dominante. Gioite piuttosto di quelle rare volte in cui la Ferrari sarà finalmente competitiva per il titolo. Io ho vissuto questa situazione 2 volte e mezza, prima del dominio con MSC:

    1979 / 1982 (tragico) e metà 1985 (poi ci si sgonfiò, purtroppo).

    Detto questo:

    non rimpiango il fatto che Alonso se ne sia andato, ha fatto bene lui (come la Ferrari) a prendere un’altra strada, non esistevano più presupposti e motivazioni sufficienti per continuare insieme. Forse questo si ripeterà presto con Vettel, io spero ancora di no. Ho sperato a suo tempo per 21 anni, cosa vuoi che sia… 😉

  9. elakos

    7 Ottobre 2016 at 00:20

    Troppo facile accanirsi sulla ferrari in questo modo. Vi ricordo che con alonso abbiamo lottato per due mondiali, a parte due anni fa non è che ferrari fosse da centro schieramento, siamo sempre stati a giocarcela coi primi. Cosa dovrebbe dire mc laren allora?? Scuderia storica quanto noi, con base in Inghilterra, che nemmeno deve preoccuoarsi dello sviluppo motoristico ma può investire tutto in aerodinamica e telaio?? Se noi siamo capre loro soni birri. Ci stanno i cicli non vincenti, tutti ne hanno e possono essere più o meno lunghi. Da quando non vince mc laren?? Mercedes è partita con due anni di anticipo, prima faceva pena e non riusciva a gestire le gomme, red bull ha budget astronomici che investe solo in aerodinamica senza spendere energie sul motore, in più ha un genio tra i tecnici e ahimè di quello ce n’è solo uno.

  10. ecgf1

    7 Ottobre 2016 at 10:33

    Dopo solo due anni in Ferrari Vettel pare essere messo peggio di come era Alonso.

  11. f1erally

    7 Ottobre 2016 at 23:40

    Alonso??

    Alonso ha lottato fino all’ ultima gara di Campionato per il Mondiale, con una macchina che non lo meritava…

    Tutto e soltanto merito suo!!

    Ricordate soltanto le distanze in qualifica fra lui e Massa e fra lui e Raikkonen!!

    Invece ora Vettel si fà anche mettere dietro, al massimo gli da 2 decimi…

    Vettel è già bollito, ma grazie all’ esperienza di Alonso che ci ha perso 5 anni in rosso lui almeno se ne può andare prima, anzi: per me il 2017 sarà il suo ultimo anno in rosso, al 1° test questo si cerca una nuova squadra, sicuro!!

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