Gran Premio di Ungheria, Hungaroring: Anteprima ed orari del weekend

Gran Premio di Ungheria, Hungaroring: Anteprima ed orari del weekend

Ad appena sette giorni da un bel Gran Premio di Germania al Nurburgring, il circus riaccende i motori per il Gran Premio d’Ungheria, undicesima prova del mondiale 2011 sul circuito dell’Hungaroring ad una ventina di chilometri da Budapest.

La scorsa domenica al Nurburgring Lewis Hamilton è tornato alla vittoria al termine di un Gran Premio di Germania emozionante e combattuto fino alla fine. L’inglese della McLaren che partiva dalla seconda posizione allo start ha avuto uno scatto fulmineo lasciandosi dietro l’australiano Webber che partiva dalla pole. Gara combattuta fin dai primi giri con Alonso che, scattato quarto, era riuscito a sopravanzare Vettel (partito terzo) mettendosi così a caccia di Webber.

Lo spagnolo ha tuttavia comesso un piccolo errore che ha permesso a Vettel di riprendersi la terza posizione, ma per poco. Grazie a un sorpasso al termine del rettilineo dei box, Alonso si è ripreso la terza piazza.

Tutto il Gran Premio si è giocato sul filo dei decimi di secondo, con Hamilton, Webber e Alonso che si braccavano a distanza ravvicinata; alla fine dal valzer delle soste ai box è uscito vincitore l’alfiere della McLaren, seguito da Alonso e Webber. Hamilton ha così regalato al team di Woking il terzo successo stagionale dopo la vittoria in Cina, e quella ottenuta da Button in Canada. La gioia di Hamilton a fine gara era palpabile, il pilota inglese si è lasciato andare ad urli e ringraziamenti. La vittoria della McLaren è maturata durante tutto l’arco del weekend.

Dopo le prove libere del venerdì Hamilton si era lamentato di una vettura non a posto, ma già al sabato il secondo posto ottenuto in griglia era stato visto come un mezzo miracolo dell’inglese. In gara poi, il ragazzo di Stevenage, ha tirato fuori il meglio del suo talento conducendo una corsa magistrale condita con due freddi e lucidi sorpassi ai danni di Webber e Alonso.

La gara di Vettel è stata invece abbastanza sottotono. Il campione del mondo in carica non è mai parso in condizione di poter lottare tra i primi ed ha concluso al quarto posto, riuscendo a sopravanzare Massa all’ultimo pit stop effettuato al penultimo giro. Il brasiliano della Ferrari è stato tradito da un errore dei meccanici: un dado si è infatti perso e questo ha costretto Felipe ad una sosta più lunga del previsto.

Sottotono anche la gara di Button. A guardare lui e poi a guardare Hamilton, sembrava stessero guidando due vetture diverse. Il campione del mondo del 2009 ha patito serie difficoltà fin dalla qualifica dove ha accusato un ritardo di ben un secondo rispetto ad Hamitlon; in gara mai un acuto, mai un guizzo, nulla. Il tutto poi condito dal ritiro per problemi idraulici. E’ probabile che Jenson avesse una vettura con un assetto orientato completamente al bagnato. Infatti sull’intero weekend incombeva l’incognita pioggia, e per la gara le previsioni indicavano addirittura un 70% di possibilità di rovesci. Invece la pioggia non s’è proprio vista.

Si giunge quindi a Budapest con una classifica che vede ancora saldamente al comando Vettel, il tedesco ha settantasette punti di vantaggio sul compagno di squadra Webber, in parole povere potrebbe limitarsi a fare da spettatore nelle prossime tre gare e sarebbe comunque al comando del mondiale. Alle sue spalle Webber, Hamilton e Alonso sono racchiusi in nove punti.

L’Hungaroring sorge nella piccola cittadina di appena cinquemila abitanti di Mogyorod, alla periferia nord-est di Budapest. Il circuito è caratterizzato dalla breve lunghezza (solo Monte Carlo è più breve) e dalla tortuosità. Tempo fa Hakkinen, campione del mondo con la McLaren nel bienno 98/99, definì l’Hungaroring un “Monte Carlo senza le case e i marciapiedi”. L’unico vero rettilineo è quello del traguardo, lungo poco meno di ottocento metri; per il resto è tutto un complesso di curve e tornanti da affrontare a velocità piuttosto bassa.

Questo rende praticamente impossibili i sorpassi, e anche l’uso del DRS non potrà migliorare di molto la situazione, anche considerando il fatto che inspiegabilmente la FIA ha deciso per una sola zona DRS in questa gara, al contrario di quanto stabilito per il GP del Canada e il GP d’Europa. L’uso dell’ala mobile sarà consentito solo sul rettilineo del traguardo con rilevamento del distacco alla curva 14.

La configurazione della pista è rimasta pressappoco inalterata fino al 2003 quando furono apportate delle modifiche per allungare il rettilineo di partenza e modificare le ultime curve. Le modifiche apportate non hanno comunque stravolto il disegno originale del tracciato, caratterizzato anche da una sede stradale abbastanza stretta. Un’altra delle caratteristiche della pista è rappresentata dalla polvere e dallo sporco che sono perennemente depositate sul manto stradale. Tutto ciò rende il circuito molto abrasivo e mette a dura prova gli pneumatici.

Il Gran Premio d’Ungheria non vanta una storia molto lunga, anche se ormai molti appassionati sanno che il primo Gran Premio in terra magiara non è stato quello disputato nel 1986, un’edizione decisa dal famoso e fantastico sorpasso di Piquet su Senna all’esterno della prima curva, con la Williams in sbandata e controsterzo quasi come fosse un kart.

In realtà, quella fu la seconda volta che le macchine da Gran Premio mettevano le ruote a Budapest, perché per la prima bisogna tornare indietro di cinquant’anni esatti, quindi al 1936, anno in cui gli organizzatori ungheresi, dopo diversi rinvii negli anni precedenti, riescono a mettere in piedi un Gran Premio che si disputa su un circuito ricavato dalle strade di un parco nel centro cittadino della capitale magiara. A vincere è Tazio Nuvolari sull’Alfa della Scuderia gestita da Enzo Ferrari, che batte il dominatore di quella stagione, l’asso tedesco Bernd Rosemeyer sulla sua Auto Union. L’eco di quella vittoria si farà sentire anche cinquant’anni dopo, quando, dopo la mediocre prova delle Ferrari nell’edizione ’86 (la prima sull’attuale Hungaroring), il Drake disse per telefono al fido Franco Gozzi: “In Ungheria io ho già vinto nel ’36 con Nuvolari. Con i giornalisti devi parlare di quella edizione, non di questa!”.

Con l’edizione del 1986, la prima dell’era moderna, il GP d’Ungheria diviene il primo paese di quello che all’epoca era il blocco dei Paesi Socialisti ad ospitare una gara valida per il Mondiale di F1. Il brasiliano Piquet su Williams-Honda bissa il successo nel 1987, sempre davanti al suo connazionale Ayrton Senna (Lotus), che a sua volta trionferà l’anno successivo in un duello serrato col compagno di team Alain Prost, entrambi a bordo della imbattibile McLaren-Honda.

Memorabile l’edizione del 1989: la Ferrari di Mansell parte addirittura 12°, sembra una condanna in una pista dove i sorpassi sono quasi impossibili. Ma Nigel, che in prova si è concentrato a lavorare sull’assetto-gara, riesce a sorpassare uno dopo l’altro tutti gli avversari, fino a raggiungere e superare dapprima la McLaren di Prost, e poi quella di Senna, che resiste fino a quando, nel doppiaggio di Johansson, ha un’esitazione di cui Mansell approfitta immediatamente, andando a vincere una delle sue gare più entusiasmanti.

Ma su una pista come l’Hungaroring, la normalità è costituita dai “tappi” e dai “trenini”, come avviene nel ’90 quando Boutsen su Williams vince dalla pole (mentre infuriano polemiche per le condotte di gara di Senna e Berger, entrambi su McLaren, che “spingono” fuori pista rispettivamente Nannini e Mansell, che lottavano per la vittoria). Anche nel ’91 la pole position si rivela fondamentale, con Senna che vince rintuzzando gli attacchi delle Williams di Mansell e Patrese. Ayrton si ripeterà anche l’anno successivo, ma stavolta la festa è tutta per il secondo arrivato, proprio Nigel Mansell, che in quella gara diventa finalmente campione del mondo con ben 5 gare di anticipo sulla fine del campionato, un record che sarà battuto nel 2001 da Schumacher, che proprio sul circuito magiaro otterrà, oltre alla vittoria, anche il trionfo iridato (il quarto della carriera) con ben 6 gare di anticipo sul termine della stagione.

Nel 1993 Damon Hill ottiene qui il suo primo successo in F1, che ripeterà due anni dopo sempre al volante della Williams-Renault, ma l’inglese è grande protagonista anche nel ’97 quando alla guida di una modesta Arrows-Yamaha (dotata però delle performanti gomme Bridgestone) conduce sorprendentemente in testa il GP fino all’ultimo giro, quando il cambio va in tilt costringendolo al secondo posto e favorendo la seconda vittoria consecutiva del suo ex-team mate Jacques Villeneuve (Williams-Renault). Nel 1998 Schumacher con la Ferrari riesce a trionfare cambiando in corsa la strategia compiendo ben tre pit stop, in pratica correndo quattro stint di gara sempre a ritmo di qualifica. I due anni successivi vedono la perentoria doppietta di Hakkinen sulla argentea McLaren-Mercedes. Nel 2002 la Ferrari schiacciasassi già campione a luglio con Schumacher, regala una giornata di gloria a Barrichello, mentre il tedesco due anni dopo otterrà la sua quarta vittoria in Ungheria (solo la prima, nel ’94, con la Benetton, le altre su Ferrari) risultando a tutt’oggi il pilota con più affermazioni in questa gara.

Il 2003 è l’anno della prima vittoria della carriera per Alonso, che diviene fino a quel momento anche il più giovane vincitore di un GP dal 1950, mentre la Renault torna al successo in F1 vent’anni dopo la sua ultima affermazione (Austria ’83, Prost) come Costruttore Totale. Negli ultimi anni c’è stata una prevalenza delle McLaren-Mercedes, vittoriose nel 2005 con Raikkonen, poi due anni dopo con Hamilton (dopo le furiose polemiche con Alonso nelle qualifiche, che costano una penalità in classifica al team) che si ripete nel 2009, mentre nel 2008 è Kovalainen a trovare la sua grande giornata che lo porta a ottenere la sua unica vittoria in un GP (finora) approfittando della sfortuna del ferrarista Massa, vittima di una rottura di motore nelle ultime fasi dopo aver largamente dominato la gara sin dall’inizio.

La sequenza delle vittorie delle Frecce d’Argento è interrotta dalla rocambolesca edizione 2006, l’unica finora disputata sotto la pioggia: già nelle qualifiche i due protagonisti della lotta iridata, Schumacher e Alonso, incappano in penalizzazioni che si tramutano in pesanti arretramenti in griglia. In gara Alonso va addirittura in testa ma si ritira per una ruota mal fissata, mentre Schumacher butta via un sicuro piazzamento rompendo lo sterzo in un contatto mentre tenta di resistere sull’asciutto con le gomme ormai finite. Ad emergere dalla lotteria è Jenson Button, che coglie la sua prima vittoria in F1 e regala alla Honda l’unico successo da quando è rientrata nel Mondiale come Costruttore totale. Lo scorso anno a trionfare è stato Mark Webber al termine di un Gran Premio piuttosto anonimo condito dalla penalità inflitta a Vettel per aver rallentato troppo il gruppo in regime di Safety Car.

Il Gran Premio d’Ungheria è stato per anni collocato in calendario alla metà di agosto, da qualche anno a questa parte lo si è spostato a fine luglio in modo da consentire una lunga pausa estiva. Al termine della trasferta magiara infatti, team principals, tecnici e piloti si prenderanno circa un mese di vacanza per poi ritrovarsi tutti sul circuito di Spa-Francorchamps a fine agosto per il Gran Premio del Belgio.

Sebbene il grande recupero della Ferrari visto nelle ultime gare e la possibilità della McLaren di vincere qualche gara, le sorti del mondiale sono ormai segnate. Se è matematicamente ancora possibile una vittoria degli avversari, la logica suggerisce che niente potrà togliere il titolo dalle mani di Vettel; e lo stesso discorso va fatto per il mondiale costruttori dove la situazione è ancor più cristallizzata con la McLaren saldamente al secondo posto e quindi al riparo da un ritorno della Ferrari. Anche grazie al maggior apporto che entrambi i piloti danno al team di Woking.

La Ferrari infatti continua a fare punti e prestazioni importanti con il solo Fernando Alonso. Felipe Massa è molto in difficoltà e nonostante il presidente Montezemolo abbia recentemente riconfermato Massa anche per il 2012 le voci di un possibile addio del brasiliano al cavallino non si sono mai sopite. La casa di Maranello ha sotto contratto piloti giovani e molto promettenti come il messicano Perez, in forza alla Sauber, e il francese di origine italiana Bianchi, impegnato con il team ART nel campionato di GP2.

La sensazione è che dopo il terribile incidente del 2009 qualcosa in Massa si sia spezzato, anche da un punto di vista psicologico. E’ brutto a dirsi, ma un team che intende lottare per il titolo non può approcciarsi alla lotta con un solo pilota in grado di ottenere buone prestazioni; serve un buon compagno di squadra che sia veloce ed in grado di togliere punti agli avversari e all’occorrenza anche di vincere. Massa non pare più soddisfare questi requisiti.

Negli ultimi giorni si è anche tornato a parlare della possibilità di ripristinare delle sessioni di test durante la stagione, per la gioia della Ferrari che ne chiede da anni a gran voce il ritorno, a partire dal prossimo anno. Pare prendere sempre più corpo l’ipotesi avanzata dal Presidente della FIA Todt di una tre giorni di test collettivi da tenersi in aprile durante le tre settimane di pausa che precedono l’inizio della stagione europea. La Pirelli tuttavia ha rilanciato, dicendosi favorevole a sessioni di test da tenersi il lunedì successivo alle gare consentendo in questo modo notevoli risparmi.

E’ tutto in divenire, ma ormai pare che anche i più intransigenti oppositori al ritorno dei test stagionali si stiano ricredendo. E’ assurdo che ad oggi la Formula 1 sia di fatto l’unico sport in cui sono vietati gli allenamenti, subordinando i dati della pista a quelli dei computer e dei megasimulatori che hanno tolto a questo sport anche il fascino mistico dei test.

Domenico Della Valle – Francesco Ferrandino

INFO
Lunghezza del circuito: 4,381 km
Giri da percorrere: 70
Distanza totale: 306,630 km
Numero di curve: 14
Senso di marcia: orario
Mescole Pirelli: supersoffici/soffici
Apertura farfalla: 58% della percorrenza

RECORD
Giro prova: 1:18.436 – R Barrichello – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:19.071 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Distanza: 1h35:26.131 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 4 – M Schumacher
Vittorie team: 9 – McLaren
Pole pilota: 7 – M Schumacher
Pole team: 7 – McLaren, Ferrari
Km in testa pilota: 1.215 – M Schumacher
Km in testa team: 2.467 – McLaren
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher
Migliori giri team: 9 – Williams
Podi pilota: 7 – A Senna, M Schumacher
Podi team: 20 – McLaren
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Albo d’oro

01. 1936 T Nuvolari – Alfa Romeo*
02. 1986 N Piquet – Williams Honda
03. 1987 N Piquet – Williams Honda
04. 1988 A Senna – McLaren Honda
05. 1989 N Mansell – Ferrari
06. 1990 T Boutsen – Williams Renault
07. 1991 A Senna – McLaren Honda
08. 1992 A Senna – McLaren Honda
09. 1993 D Hill – Williams Renault
10. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
11. 1995 D Hill – Williams Renault
12. 1996 J Villeneuve – Williams Renault
13. 1997 J Villeneuve – Williams Renault
14. 1998 M Schumacher – Ferrari
15. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
16. 2000 M Hakkinen – McLaren Mercedes
17. 2001 M Schumacher – Ferrari
18. 2002 R Barrichello – Ferrari
19. 2003 F Alonso – Renault
20. 2004 M Schumacher – Ferrari
21. 2005 K Raikkonen – McLaren Mercedes
22. 2006 J Button – Honda
23. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
24. 2008 H Kovalainen – McLaren Mercedes
25. 2009 L Hamilton – McLaren Mercedes
26. 2010 M Webber – Red Bull Renault

*Edizione non valida per il Campionato del Mondo di Formula 1
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Orari del Gran Premio d’Ungheria

Venerdì 29 Luglio
10:00-11:30 Prove Libere 1
14:00-15:30 Prove Libere 2

Sabato 30 Luglio
11:00-12:00 Prove Libere 3
14:00-15:00 Qualifiche – Rai Due

Domenica 31 Luglio
14:00 Gara – Rai Uno

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