Gran Premio di Ungheria 2017: Anteprima e Orari del Weekend

Undicesimo Appuntamento del Mondiale

Gran Premio di Ungheria 2017: Anteprima e Orari del Weekend

Orari

Venerdì 28 Luglio

Libere 1: 10:00-11:30 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport/Rai Sport HD)

Libere 2: 14:00-15:30 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport/Rai Sport HD)

Sabato 29 Luglio

Libere 3: 11:00-12:00 (Sky Sport F1 HD – Rai Sport/Rai Sport HD)

Qualifiche: 14:00 (Sky Sport F1 HD – Rai 2)

Domenica 30 Luglio

Gara: 14:00  ̶  70 giri  ̶  306,630km (Sky Sport F1 HD – Rai 1)

Gara Precedente

Un solo punto. A metà stagione è questo il distacco tra il leader della classifica generale Sebastian Vettel e il suo rivale Lewis Hamilton. Chi pensava che la Rossa avesse ormai preso il largo si è dovuto, purtroppo o per fortuna, ricredere. La F1 ci insegna che non è finita fino a quando non è finita. Con il podio di casa, a Silverstone, dove il tre volte campione del mondo detiene il record di vittorie al pari di Clark e Prost, Hamilton ha dato un colpo di coda alla lotta iridata, puntando dritto al cuore della Rossa, fino a questo momento apparsa più costante e affidabile. Le Frecce d’Argento sono tornate a brillare e, da quanto visto in Gran Bretagna, c’è da correre ai ripari. Al più presto. Con il secondo posto di Bottas, il terzo, di un bravo ma sempre un po’ sfortunato Kimi Raikkonen, e le Red Bull in ripresa, c’è da chiedersi se da qui in poi torneremo ad assistere a una battaglia su due fronti – la Mercedes in solitaria e dietro gli altri big – o se la “zuffa mondiale” diventerà ancora più affollata e spettacolare.

Pronostici di F1GrandPrix.it

C’è chi, dopo il risultato di Silverstone, avrà subito pensato ‘adesso o mai più’. E’ questo il momento di reagire, per non lasciar scappare la Mercedes, tornata in grande spolvero dopo una partenza in sordina. I numeri parlano chiaro: quelli della tabella dei tempi e della classifica generale. Le Frecce d’Argento ri-viste in Gran Bretagna sono quelle degli ultimi anni d’oro (o meglio, d’argento), quelle che non ce n’è per nessuno, e che hanno messo di nuovo in crisi la Rossa. All’Hungaroring la sensazione è che sarà ancora, e oltre, la monoposto di Brackley a dettare le regole. La pista ungherese però, sulla carta sorride alla Rossa, che dopo un inizio di stagione da padrona ora deve rimettersi al lavoro. E non scordiamoci di un altro team che, seppur con un po’ di ritardo, gara dopo gara sta rimettendo in ordine i tasselli della stagione 2017: la Red Bull è bella che pronta a infilarsi tra i due litiganti…

Circuito

Nome: Hungaroring

Luogo: Mogyoród, Ungheria

Costruzione: Negli annali, la prima gara automobilistica in Ungheria risale addirittura agli anni ’30, tuttavia dopo la seconda guerra mondiale, con l’estendersi della cortina di ferro, l’idea di un gran premio nei territori dell’Unione Sovietica venne abbandonata. Solamente più tardi, negli anni ’80, la Formula 1 cercò di organizzare un evento a Mosca, ma dopo lunghe trattative la scelta ricadde sull’Ungheria, in particolare su Budapest. Venne prima presa in considerazione l’idea di un tracciato cittadino all’interno della città, ma successivamente si optò per costruire un complesso a circa 19km di distanza dal centro. Il primo GP disputato su questo tracciato risale al 1986, e sono state davvero poche le modifiche apportate alla pista da allora fino ad oggi. Da ricordare la modifica della curva 3, della curva 11 e l’allungamento del rettilineo principale. Tutti questi accorgimenti sono stati presi allo scopo di aumentare la spettacolarità della gara, che di solito risulta essere una delle più noiose della stagione. Vi sono però recentemente state numerose edizioni spettacolari, specialmente se le condizioni climatiche mutano improvvisamente. La possibilità di scrosci dovuti a temporali estivi, da sempre conferiscono un piacevole scossone alla gara.

Distanza a giro: 4,381km

Numero di curve: 14, otto a destra, sei a sinistra

Senso di marcia: orario

Dati Tecnici:

Carico Aerodinamico: Basso Medio Alto
Apertura del Gas: 50%
Consumo di Carburante al Giro: 1,43 Kg/giro
Velocità Massima: 320 km/h
Possibilità di Safety Car: 15%
Tempo di percorrenza della pit lane con sosta: 22 secondi
Possibilità di Sorpasso: Facile Medio Difficile
Vincitori dalla Pole Position: 13 su 31 edizioni in questo tracciato
Peggior Posizione di Partenza per un Vincitore: dodicesimo (Mansell 1989)

Particolarità del Tracciato: in questo circuito è decisamente sollecitato il cambio, dove sono necessari 78 cambi di marcia al giro e approssimativamente 3.710 per completare la gara. Le marce più sollecitate sono la quarta e la sesta, mentre l’ottava è utilizzata solamente per risparmiare del carburante. Questa pista è molto impegnativa per i piloti, a causa delle alte temperature che si registrano di solito, e delle numerose brusche accelerazioni da affrontare lungo tutto il giro. La media oraria si aggira attorno ai 187 km/h.

Freni:

Categoria di Circuito: Light Medium Hard
Numero di Frenate: 11
Tempo Speso in Frenata: 18%
Energia Dissipata in Frenata Durante il Gp: 159 kWh
Carico Totale sul Pedale del Freno durante il Gp: 83.300 kg
Frenata più Impegnativa: la prima staccata alla curva 1

Gomme:

Gomme 2015: Ultrasoft Supersoft Soft Medium Hard
Stress per le Gomme 1 2 3 4 5
Sollecitazioni Laterali 1 2 3 4 5
Abrasività Asfalto 1 2 3 4 5
Grip Asfalto 1 2 3 4 5
Numero totale di Pit 2016: 44
Strategia Vincente 2016: Supersoft (16) -> Soft (25) -> Soft (29) Hamilton
Stint più Lunghi 2016: Supersoft 24 Giri (Magnussen) – Soft 37 Giri (Ricciardo) – Medium 40 Giri (Massa)

Zona DRS: sul rettilineo principale tra la curva 14 e la curva 1 e tra la curva 1 e la curva 2, entrambe con detection point prima della curva 14

Edizioni Precedenti

Ultime 3 Edizioni:

Edizione 2014: sia nelle prove libere del venerdì che in quella del sabato mattina, Lewis Hamilton su Mercedes fa capire sin da subito che sarà lui l’uomo da battere, stabilendo i migliori crono in tutte e tre le sessioni, mentre il compagno di squadra Nico Rosberg è subito dietro di lui. Le qualifiche tuttavia cominciano appena per l’inglese, che rientra dopo un giro a causa di un principio d’incendio sulla sua W05, costringendolo a partire dalla pit-lane la domenica. La pole position se la aggiudica Rosberg sotto una leggera pioggia, davanti al connazionale Sebastian Vettel (RBR – Renault); seconda fila per Valtteri Bottas (Williams – Mercedes) e Daniel Ricciardo (RBR – Renault). Gara: al via Rosberg mantiene la prima posizione, seguito da Bottas, Alonso e Vettel. Nelle retrovie Ericsson su Caterham perde il controllo della vettura sbattendo violentemente contro le barriere: safety car e distacchi annullati. Valzer di pit stop per montare le gomme soft, ma dopo pochi giri è ancora safety car a causa dell’incidente di Romain Grosjean (Lotus – Renault). Ricciardo è al comando della gara davanti a Button e Massa. Una terza safety subentra al 23° passaggio per rimuovere la Force India di Sergio Pérez, dopodiché è un assolo di rimonte e soste a decidere questo pazzo Gran Premio. Infatti, Alonso, Vergne ed Hamilton sono quelli che più hanno risalito la classifica e potrebbero giocarsi posizioni da podio; davanti, Rosberg e Ricciardo però sembrano non mollare. Al 38° passaggio Alonso è il primo del gruppo a cambiare le gomme, le porterà sino al termine della corsa riuscendo a farsi passare solo da Ricciardo, vincitore grazie a un’ottima strategia con pit stop al 55° giro, tenendo dietro le due Mercedes di Lewis Hamilton – giunto terzo – e Nico Rosberg, il vero sconfitto di giornata, che vede il suo margine su Hamilton ridursi a 11 punti.

Edizione 2015: la mattina del 18 Luglio viene comunicata la morte del pilota Jules Bianchi, in coma da 9 mesi dopo l’incidente di Suzuka. I piloti si raccoglieranno intorno al suo casco prima della partenza, la domenica. Venerdì: subito in spolvero le due Mercedes, con Lewis Hamilton davanti a Nico Rosberg, terzo Kimi Räikkönen con la Ferrari. Nelle FP2 è ancora Hamilton a comandare, ma dietro ci sono le due Red Bull di Kvyat e Ricciardo. Sabato: nelle terze prove libere del mattino ancora l’inglese davanti a Rosberg e Sebastian Vettel. Qualifiche: come immaginabile, Lewis Hamilton domina Q1, Q2 e Q3 ed agguanta la 47° pole position in carriera davanti a Nico Rosberg e Sebastian Vettel. Completano la top ten Ricciardo, Räikkönen, Bottas, Kvyat, Verstappen e Grosjean. Gara: al via le due Ferrari scattano rapidamente, tanto che Vettel prende il comando davanti a Rosberg e Räikkönen che, a sua volta, ha sopravanzato Hamilton; già alla terza curva il finlandese della Ferrari passa anche Rosberg. Poco dopo Hamilton, nel tentativo di superare a sua volta Rosberg, esce di pista, e precipita al decimo posto. Tra il 20° ed il 23° passaggio le due Ferrari vanno al cambio gomme, seguite dalle Mercedes. La situazione vede sempre Vettel davanti a Kimi, poi Rosberg, Ricciardo ed Hamilton, che ingaggia un aspro duello con l’australiano, sorpassandolo. Al 40° giro noie per la vettura di Räikkönen, che perde potenza e deve cedere a Nico Rosberg, dopo l’ingresso della safety car intervenuta per rimuovere la Force India di Hülkenberg. Negli ultimi giri accade di tutto: il finlandese della Ferrari è costretto al ritiro, da dietro Ricciardo rimonta ingaggiando battaglia con Rosberg: i due si toccano e sono costretti ai box, con il tedesco ad avere la peggio (all’uscita è solo 7°). Dopo 69 giri Sebastian Vettel vince con la Ferrari, è la sua 41° volta; dietro di lui Kvyat e Ricciardo completano il podio.

Edizione 2015: Le Mercedes davanti alle Ferrari. Comincia così il weekend in Ungheria, con Hamilton autore del giro più veloce nelle FP1 del venerdì, il cui rinnovo biennale con la casa di Stoccarda viene annunciato proprio in quei giorni. Le Red Bull inseguono le due coppie di testa. Al pomeriggio Hamilton lascia il posto a Rosberg in cima alla lista dei tempi, concludendo la sessione al quinto posto e in anticipo, dopo un’uscita di pista. Ricciardo è secondo davanti a Vettel e Verstappen. Rosberg non molla la vetta nemmeno al sabato mattina, ma Verstappen, secondo, lo marca stretto a soli 2 millesimi. Terzo giunge Ricciardo, seguito da Hamilton, Raikkonen e Vettel. Qualifiche: una pioggia battente e oltre due ore spese tra pista e box, per decretare il poleman del GP di Ungheria. Alla fine di una sessione estenuante, costellata da quattro bandiere rosse per le continue uscite di pista, il tedesco della Mercedes ha rubato la partenza al palo al compagno di box per 143 millesimi, con Hamilton bloccato da una bandiera gialla causata da Alonso. La seconda fila se l’aggiudicano le due Red Bull, davanti a Vettel, Sainz, Alonso, Button, Hulkenberg e Bottas. Gara: partenza asciutta con le due Mercedes che se la giocano alla prima curva. Hamilton ha la meglio sul rivale Rosberg, che deve difendersi da Ricciardo alle sue spalle. Verstappen e Vettel mantengono la posizione, Alonso guadagna su Sainz. Seguono quindi Button, Bottas e Hulkenberg. Button lamenta problemi di potenza via radio e scivola sul fondo, beccandosi un drive-through per aver violato il regolamento in merito alle comunicazioni con il muretto. Raikkonen intanto attacca Grosjean per la decima posizione. Al giro 20, dopo i primi cambi gomme, Hamilton è sempre al comando seguito da Rosberg, Ricciardo, Vettel, Raikkonen, Verstappen, Perez, Palmer, Magnussen e Alonso. Raikkonen, Perez e le due Renault devono ancora fermarsi. Kvyat deve scontare 5 secondi di penalità per non aver rispettato il limite in entrata della pit lane. A metà gara circa Hamilton è saldo in prima posizione davanti a Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Kimi, Alonso, Sainz, Bottas e Perez. Segue un doppio pit stop per Hulkenberg e Palmer, con la Renault che ruba l’undicesima piazza alla Force India in pit lane. Seconda sosta per Hamilton al giro 42, seguito da Vettel. La Mercedes rientra in seconda posizione, la Ferrari quinta dietro alla Rossa di Kimi. Rosberg si ferma al giro successivo e fa di nuovo suo il secondo posto. A 15 giri dal termine Hamilton non si schioda, inseguito da Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Raikkonen, Alonso, Sainz, Bottas e Hulkenberg. Le fasi finali della gara vedono Vettel avvicinarsi a Ricciardo e più dietro Kimi a Verstappen. Al giro 63 Button si ritira dopo una gara sofferta. Hamilton vince il GP di Ungheria davanti a Rosberg, Ricciardo, Vettel, Verstappen, Raikkonen, Alonso, Sainz, Bottas e Hulkenberg.

Migliore edizione per gli Autori:

Edizione 1989: a conquistare la pole position è per la prima volta un pilota non della scuderia di Woking (la quale ne aveva inanellate 16 consecutive), bensì Riccardo Patrese (Williams Renault) davanti al campione del mondo Ayrton Senna (McLaren – Honda), in seconda fila un sorprendente Alex Caffi su Dallara – Cosworth  e Thierry Boutsen, compagno di squadra di Patrese; quinto è Alain Prost affiancato, dalla prima Ferrari di Gerhard Berger, mentre l’altro ferrarista Nigel Mansell è soltanto dodicesimo. Tuttavia, nel warm-up della domenica mattina il Leone d’Inghilterra si dice fiducioso riguardo la gara e con la solita flemma risponde che punta alla vittoria, spiazzando i giornalisti, increduli a quelle parole. Gara: scatta bene Patrese, inseguito da Senna, mentre Caffi cede subito a Berger e Prost, con il francese che poco dopo supera l’austriaco e tenta di riagganciare i primi due. Dietro invece compie una strabiliante rimonta Mansell: con una partenza azzeccata sorpassa subito due vetture e continua imperterrito la sua scalata, sebbene i primi sembrino già lontani. Al 22° giro aggancia Caffi e lo passa, dopo il primo cambio gomme è davanti al compagno di scuderia Berger (che dovrà ritirarsi per noie al cambio), Prost può solo assistere in quanto non tenta nemmeno di bloccare l’avanzata del Leone inglese. Ora davanti si presentano Patrese e Senna, in lotta sin dal primo giro, ma l’italiano al 53° passaggio deve rallentare per problemi ai radiatori, causa di lì a poco del suo ritiro: soltanto Senna davanti a Mansell. Anche “Magic” deve cedere alla Ferrari guidata da un inarrestabile Mansell al 58° giro di gara, dopo che l’inglese sfrutta il traffico creato dal doppiaggio di Stefan Johansson (Onyx – Cosworth) per il sorpasso. Al 77° giro Nigel Mansell taglia il traguardo con oltre venticinque secondi di vantaggio su Senna mandando il pubblico in visibilio; terzo Boutsen, poi Prost, Cheever, Piquet e Caffi, settimo e fuori dalla zona punti ma primo dei non doppiati quel giorno dal vincitore.

Migliore edizione per i Lettori:

Edizione 1998: sull’ostico tracciato ungherese dove le qualifiche sono (quasi) tutto, sono le due McLaren–Mercedes a occupare la prima fila, con Mika Hӓkkinen in pole e David Coulthard secondo; dietro di loro Michael Schumacher con la Ferrari, staccato di 4 decimi, e la Jordan–Honda di Damon Hill. Gara: ottima partenza delle due McLaren, con Schumacher che non può far altro che accodarsi; dietro, Irvine con l’altra Ferrari riesce a scavalcare Hill per la quarta piazza, poi Villeneuve, Frentzen, Wurz, Alesi. Sorprendentemente è la Ferrari del nordirlandese a girare più forte, trascinando con sé tutto il gruppo, ma al 13° passaggio deve dire addio ai sogni di rimonta a causa di un guasto elettronico; il terzetto davanti a lui può così incrementare il proprio vantaggio sugli inseguitori che erano spinti proprio da Irvine. Dal 24° giro in poi comincia la prima serie di rifornimenti, senza che nulla cambi nelle posizioni di testa, mentre più dietro Frentzen ha problemi al dado di una ruota, costringendo i suoi meccanici a un lungo intervento. Al 28° giro si ritira Jarno Trulli (Prost–Peugeot) per problemi al propulsore. Mossa a sorpresa della Ferrari, che cambia strategia facendo rientrare Schumi ai box per un pit-stop nel corso della 43tornata: ripartito con poco carburante e gomme fresche, stacca parziali record superando Coulthard, dopo che questi è rientrato ai box, e mettendosi a caccia di Hӓkkinen. Così accade che al 46° giro Schumacher sia in testa alla corsa, e Hӓkkinen costretto a inseguirlo; tuttavia quest’ultimo sembra avere dei problemi al cambio e perde vistosamente terreno, costretto a lasciare pista a Coulthard. Seppur con una sosta in più Schumacher riesce a uscire dalla corsia box primo e portare così a casa la quinta gara stagionale davanti a Coulthard e Jacques Villeneuve (Williams). Solo sesto il finlandese, a causa delle noie al cambio. Si riapre così anche la classifica piloti, con Schumacher a quota 70 e a 7 punti dal leader finnico.

RECORD

Giro prova: 1:19.146 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Giro gara: 1:19.071 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Distanza: 1h35:26.131 – M Schumacher – Ferrari – 2004
Vittorie pilota: 5 – L Hamilton
Vittorie team: 11 – McLaren
Pole pilota: 7 – M Schumacher
Pole team: 8 – McLaren
Migliori giri pilota: 4 – M Schumacher
Migliori giri team: 9 – Williams
Podi pilota: 7 – A Senna, M Schumacher
Podi team: 22 – McLaren

Albo d’oro

  1. 1936 T Nuvolari – Alfa Romeo
  2. 1986 N Piquet – Williams Honda
  3. 1987 N Piquet – Williams Honda
  4. 1988 A Senna – McLaren Honda
  5. 1989 N Mansell – Ferrari
  6. 1990 T Boutsen – Williams Renault
  7. 1991 A Senna – McLaren Honda
  8. 1992 A Senna – McLaren Honda
  9. 1993 D Hill – Williams Renault
  10. 1994 M Schumacher – Benetton Ford
  11. 1995 D Hill – Williams Renault
  12. 1996 J Villeneuve – Williams Renault
  13. 1997 J Villeneuve – Williams Renault
  14. 1998 M Schumacher – Ferrari
  15. 1999 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  16. 2000 M Hakkinen – McLaren Mercedes
  17. 2001 M Schumacher – Ferrari
  18. 2002 R Barrichello – Ferrari
  19. 2003 F Alonso – Renault
  20. 2004 M Schumacher – Ferrari
  21. 2005 K Räikkönen – McLaren Mercedes
  22. 2006 J Button – Honda
  23. 2007 L Hamilton – McLaren Mercedes
  24. 2008 H Kovalainen – McLaren Mercedes
  25. 2009 L Hamilton – McLaren Mercedes
  26. 2010 M Webber – Red Bull Renault
  27. 2011 J Button – McLaren Mercedes
  28. 2012 L Hamilton – McLaren Mercedes
  29. 2013 L Hamilton – Mercedes
  30. 2014 D Ricciardo – Red Bull Renault
  31. 2015 S Vettel – Ferrari
  32. 2016 L Hamilton – Mercedes

Fonti: Brembo, Pirelli

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