GP Canada: analisi del weekend di Montreal

Facciamo il punto dopo il finesettimana canadese

GP Canada: analisi del weekend di Montreal

Non si può certo dire che la gara di Montreal sia stata poco avvincente: prima il duello interno fra il duo Mercedes, i problemi ad entrambe le frecce d’argento con il ritiro di Lewis Hamilton, poi la rimonta del gruppo sul leader Nico Rosberg, l’impresa di Daniel Ricciardo ed infine il gran botto finale tra Felipe Massa e Sergio Perez. Insomma una di quelle gare che i fan adorano con l’esito incerto fino alle ultime curve.

Standing ovation per Daniel Ricciardo. La vittoria è il giusto riconoscimento per un ragazzo che ha un gran talento e non si è fatto intimorire dal ben più blasonato compagno di squadra quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel. Ovviamente una vittoria sarebbe potuta maturare solamente nella circostanza in cui il duo Mercedes avesse avuto problemi di affidabilità, ma si sà la fortuna aiuta gli audaci e quindi onore e tantissimi complimenti all’emozionato Daniel. La vittoria arriva in quello che sembrava essere il miglior week-end della stagione per Sebastian Vettel: incredibilmente terzo in qualifica e secondo nelle prime battute di gara, il tedesco tenta il jolly cambiando la strategia, ma, complice anche una poca incisività quando è il momento di sorpassare, non riesce a valorizzarla finendo dietro al compagno di squadra. Deve essere molto dura avere un compagno di squadra del genere per il tedesco. Il risultato finale del team, ossia vittoria e terzo posto, sembra fantascientifico se consideriamo dov’era la Red Bull durante i test invernali, a conferma della grande capacità di reagire alle difficoltà del team anglo-austriaco.

Conquista punti pesantissimi Nico Rosberg nella giornata più sfortunata per il team Mercedes. Sul circuito preferito di Hamilton, il tedesco gli rifila una sberla qualificandosi in pole e difendendosi con le unghie (e con taglio di chicane) dai ripetuti assalti dell’inglese, il quale alla fine a causa di problemi tecnici è costretto al ritiro. Anche Nico vede l’affidabilità della sua vettura traballare ma resiste e porta a casa un secondo posto molto pesante in ottica campionato piloti. Chi pensava che l’assegnazione del titolo sarebbe stata una faccenda scontata si sbaglia di grosso: la stagione sarà combattuta fino alla fine e non mancheranno altri duelli/scontri entusiasmanti. Fallisce l’opportunità per il team di rompere il record di numero di doppiette consecutive, fallendo di ottenere la sesta consecutiva.

Incredibile Jenson Button che coglie un insperato quarto posto viste le premesse: l’inglese è autore di una gara solida e sfrutta la bagarre finale fra Alonso e Hulkenberg per infilarli entrambi. Va peggio al compagno di squadra Kevin Magnussen che raccoglie 2 punti arrivando nono al traguardo dopo un week-end difficile in cui è sempre stato dietro al compagno di squadra non riuscendosi neanche a qualificare in Q3.

Sarebbe stato un week-end da incorniciare per la Force India che invece si ritrova solo il buon quinto posto di Nico Hulkenberg quando invece a un giro dalla fine il team indiano stava pregustando il terzo gradino del podio con Sergio Perez, autore di una gran gara. Sull’incidente fra il pilota messicano e Felipe Massa non ci esprimiamo: nonostante la FIA abbia ritenuto colpevole il primo penalizzandolo di cinque posizioni sulla griglia di partenza della prossima gara, sono in tanti a pensare che la colpa sia invece del pilota brasiliano. Quel che si può dire è che è stata una ghiotta occasione sprecata.

Per la Williams vale quanto detto sopra per la Force India, semplicemente sostituite Felipe Massa con Sergio Perez e Valtteri Bottas con Nico Hulkenberg: possiamo quindi affermare che il gp canadese è stata una grande occasione non colta per il team. Anzi, se Massa fosse riuscito a fare in maniera più spedita i sorpassi su Bottas e Hulkenberg avrebbe avuto la seria opportunità di vincerla questa corsa. A Felipe ci sentiamo di dire “ritenta la prossima volta sarai più fortunato”.

Cosa dire della Ferrari? Il Canada doveva rappresentare una tappa fondamentale in cui la Rossa avrebbe dovuto tirar fuori più cavalli dalla sua power unit e invece si è ritrovata dietro a Red Bull, Force India e Williams. Un Fernando Alonso abbastanza rassegnato a questa vettura giunge sesto mentre Kimi Raikkonen chiude dodicesimo con tanto di testacoda a riprova che è sembrato un po’ spaesato per tutto il week-end. Probabilmente su altri tipi di circuiti la Rossa andrà meglio, ma la situazione vista sul circuito di Montreal è abbastanza desolante.

Ottimo ottavo posto per Jean-Eric Vergne che porta alla Toro Rosso importanti punti iridati. Il francese era andato molto bene in qualifica aggiudicandosi l’ottava posizione sulla griglia di partenza e mettendosi dietro la Mclaren di Jenson Button e la Ferrari di Kimi Raikkonen. Continua invece la sfortuna di Daniil Kvyat costretto anche stavolta a ritirarsi dopo appena 15 giri, anche se c’è da dire che non sembrava il miglior week-end della stagione per il pilota russo.

Adrian Sutil è l’ultimo qualificato di questo gran premio in tredicesima posizione con un giro di ritardo, tutto il resto del gruppo non è riuscito a finire la gara. Da sottolineare il doppio ritiro della Lotus in quello che non sembrava essere un week-end troppo positivo: Pastor Maldonado è stato costretto al ritiro per problemi alla power unit mentre Romain Grosjean ha chiuso in anticipo a causa di un danno alla ala posteriore quando era in decima posizione. Una nota di (de)merito va ai due della Marussia capaci di farsi fuori dopo poche curve dall’inizio della gara in seguito ad un contatto fra Jules Bianchi e Max Chilton. Quest’ultimo ha interrotto la striscia di gare consecutive terminate a podio (26 un record) subendo il primo ritiro della carriera. Stavolta il detto “chi va piano, va sano e va lontano” non è valso…

Davide Gambardella

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