Ferrari: Da Sepang a Shanghai

Ferrari: Da Sepang a Shanghai

Non c’è un attimo di respiro per il circus della Formula 1, impegnato in una doppia trasferta in Asia Orientale. Archiviata la prima tappa in Malesia, ora tocca alla Cina, con la terza gara della stagione in programma questo fine settimana sul circuito di Shanghai.

E c’è ancora meno tempo per respirare per chi, come la Scuderia Ferrari Marlboro e i suoi piloti, si trovano già a dover inseguire in entrambi i campionati. Il bottino di punti, 18, raccolto a Sepang è stato uguale a quello di Melbourne, anche se ripartito in modo diverso: in Australia Fernando aveva ottenuto il quarto posto mentre Felipe si era classificato settimo, in Malesia il brasiliano ha chiuso quinto mentre il suo compagno di squadra ha terminato la gara immediatamente alle sue spalle anche se poi gli è stata inflitta una penalizzazione di 20”, peraltro ininfluente per il piazzamento finale. Così la squadra si ritrova con esattamente la metà dei punti della Red Bull mentre Fernando e Felipe sono rispettivamente al quinto e al sesto posto, con un ritardo di 30 e 34 lunghezze dal leader Vettel.

Il verdetto del Gran Premio della Malesia ha confermato quanto si era visto in Australia: in qualifica la 150° Italia non è in grado di lottare per le prime due file, avendo almeno due macchine nettamente più veloci di lei, in gara soltanto una delle Red Bull, quella di Vettel, rimane fuori portata. Si capisce quindi perché ieri sera sia Stefano Domenicali che Pat Fry non potessero essere contenti di questi 18 punti che non rispecchiano il potenziale espresso in gara.

Ci sono stati due episodi che hanno pesato in maniera decisiva sulla gara dei ferraristi. Il guasto che ha fatto diventare da mobile ad immobile l’ala posteriore della vettura numero 5 ha impedito ad Alonso di superare con facilità Hamilton quando si è ritrovato alle spalle del pilota inglese: Fernando si è quindi dovuto assumere dei rischi in fase di sorpasso e si è arrivati così al contatto che gli è costato, al giro 46, il podio. Un vero peccato, perché il ritmo dello spagnolo è stato costantemente fra i migliori. Anche Felipe è stato molto competitivo ma un problema nella sostituzione dell’anteriore sinistra in occasione del primo pit-stop gli ha fatto perdere secondi e posizioni preziosi, impedendogli probabilmente di lottare per le prime piazze fino all’ultimo. Questo episodio evidenzia una volta di più quanto sia diventata frenetica l’attività dei team in pit-lane durante la gara. Con molto più pit-stop dell’anno scorso – e, a differenza di quanto accadeva in passato, non più dettati dal quantitativo di benzina a bordo e da imbarcare, un fattore che dava sia una maggior probabilità di sapere in congruo anticipo quando la sosta sarebbe avvenuta sia un tempo di lavoro più ampio, proprio perché la durata del rifornimento era nota – l’errore è sempre più in agguato. A Melbourne era stata la Ferrari ad avvantaggiarsi di un problema al pit-stop di Webber, ieri i ragazzi in rosso hanno pagato dazio. Peraltro, su sette pit-stop effettuati, soltanto uno, il primo di Felipe, può entrare nel novero di quelli sbagliati: altri sono stati più o meno nella norma, alcuni – compreso l’ultimo di Alonso, in cui è stato sostituito il musetto – sono stati molto buoni. E’ chiaro che una squadra come la Ferrari deve essere sempre eccellente ed è quindi logico aspettarsi un impegno ancora maggiore per raggiungere un livello di ripetibilità più elevato delle prestazioni migliori.

La squadra è già arrivata a Shanghai, in anticipo rispetto a tutto il materiale tecnico usato fino a ieri in pista in Malesia. Il cargo della FOM è in viaggio per la Cina: soltanto verso mezzogiorno di domani le casse potranno essere aperte in circuito, considerato anche il tempo necessario per le operazioni doganali. C’è qualcuno che, invece, ha preso la via del ritorno in Italia già ieri notte. Domenicali, Costa e Fry sono infatti attesi questo pomeriggio a Maranello dove seguiranno più da vicino il programma di sviluppo della monoposto. Priorità numero uno resta, naturalmente, l’investigazione sull’aerodinamica e sulla definizione die motivi per cui la prestazione data dalla macchina in pista non corrisponde ai numeri che si leggono in galleria del vento. E’ un aspetto molto delicato, con delle conseguenze su tutto il processo di sviluppo: meglio seguirlo in prima persona, anche per dare un’ulteriore accelerazione che potrebbe consentire di avere in anticipo, magari già in Cina, alcuni aggiornamenti previsti altrimenti per le gare successive.

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30 commenti
  1. Enzo ( Siderno)

    11 Aprile 2011 at 22:52

    Per pasquale ……..mi sembri la barzelletta di toto’ , e cioè , quando lo riempivano di ceffoni e lui nn reagiva dicendo e che mi frega mica mi chiamo pasquale. morale……….
    nn sai proprio quello che dici . ma va a dormire che e meglio.

  2. Enzo ( Siderno)

    11 Aprile 2011 at 22:54

    a giacomiiiiiiii m ma va a cagare.

  3. Enzo ( Siderno)

    11 Aprile 2011 at 23:00

    Luca sei un povero troglodita. NN sai quello che ” farnetichi” sei solo invidioso di chi possiede una ferrari xkè tu neanche campi 100 anni te la potrai permettere. Per cui il tuo lercio deretano nn lo poggerai mai sull’unico vero orgoglio di noi e dico noi Italini.

  4. Fernando

    12 Aprile 2011 at 00:34

    Leggo e rido: Ferrari poco affidabile? Poco competitiva? Alonso brocco? Cavolo… Allora Hamilton cos’è??? Distrugge le ruote ed il fondomacchina come fossero cartapesta, Button le porta nuove all’arrivo! La macchina è identica! Button è lento? Hamilton invece è veloce?? A che serve correre come matti se poi ti perdi 30″ ai box? Con queste regole idiote vince la regolarità, che nemmeno Alonso o Massa hanno!
    Alonso sarebbe arrivato terzo ed a mani basse: avendo le ruote più fresche, forse (molto forse…) avrebbe potuto attaccare Button, ma certamente arrivava terzo.
    Riguardate bene i tempi in gara giro per giro. Come in Australia erano veloci quanto le RedBull e molto più veloci delle McLaren.
    Un attuatore (non fatto dalla Ferrari, ma per tutti da una ditta americana) si può anche rompere (capitato a tanti e tutti nella stessa gara!).
    Imparate a leggere i numeri…

  5. 7

    12 Aprile 2011 at 01:04

    a mio parere non sono tato le qualifiche il problema quanto la capacità dei piloti ferrari nell’ effettuare buone partenze… guardate Alonso per esempio, dalla quinta posizione si è fatto passare da entrambe le lotus renault e dal sottovalutato (o sopravvalutato, dipende dai punti di vista) Massa. http://www.youtube.com/watch?v=dU2ig6Vssgc
    quando Alonso inmparerà a partire decentemente si vedranno i primi buoni risultati della Ferrari, visto anche il buon rendimento in gara della monoposto… chi davvero pensa che Alonso sia il miglior pilota del circus a mio parere si sbaglia, e di grosso…

  6. leonardo

    12 Aprile 2011 at 10:01

    pasquale: heidfeld era già dietro ad alonso…capisco essere sportivi ma almeno guardare le gare prima di commentarle…

  7. quickest

    12 Aprile 2011 at 10:10

    Denis, Peccato che Alonso sarebbe arrivato terzo solo perche’ Webber aveva il kers che non funzionava, Heidfeld ha perso 4 posizioni ai box e Hamilton aveva problemi. Sicuro che se si fermano in 5 vinciamo!!!!!

  8. quickest

    12 Aprile 2011 at 10:11

    Leonardo, sei tu che non hai guardato la gara allora, Pasquale ha ragione: Heidfeld dopo la partenza era secondo e ci e’ rimasto tranquillamente fino a che ai box gli hanno fatto perdere 3 posizioni. Guardare le gare prima di commentare

  9. quickest

    12 Aprile 2011 at 10:16

    x konradkid

    ti sei dimenticato di Button che era secondo. Hamilton terzo e Alonso era quarto

  10. Pasquale

    12 Aprile 2011 at 12:15

    @enzo
    non ho risposto perchè avevo il computer spento! solo stamattina ho visto questi commenti e mi sono fatto una bella risata! Io ho solo espresso il mio parere(in un paese democratico non è un reato!) poi se voi decidete di commentare sarcasticamente il mio commento a me non me ne frega un cazzo! NON POSSO MANDARE AFFANCULO OGNUNO DI VOI CHE MI DA DELL’IMBECCILE!

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