Formula 1 | Crisi Ferrari: Vasseur è nervoso e il futuro è in bilico, sarà addio a fine 2026?

Dal paddock di Baku voci sempre più insistenti di un possibile piano alternativo della Scuderia di Maranello per il 2027, c'è lo zampino di Horner?

La Ferrari delude anche a Baku tra prestazioni insufficienti e crescenti tensioni interne. Con la SF-26 costretta alla difesa per via di una power unit non all'altezza, Vasseur si trova sotto una pressione sempre più forte, alimentata dalle parole delle ultime settimane di Hamilton e dall'attacco del francese alla stampa. Ad agitare ulteriormente le acque arrivano le clamorose dichiarazioni d'amore per Maranello di Christian Horner, che accrescono le indiscrezioni su un possibile piano della dirigenza per il futuro del muretto
Formula 1 | Crisi Ferrari: Vasseur è nervoso e il futuro è in bilico, sarà addio a fine 2026?

La Ferrari continua a deludere, e anche a Baku il podio è stato soltanto un miraggio per Leclerc e Hamilton, i quali hanno chiuso rispettivamente al quarto e al sesto posto. La sensazione è che la Scuderia di Maranello sia entrata in un vortice negativo, iniziato a Budapest e continuato anche dopo la pausa estiva, con un piazzamento nei primi tre che manca dallo scorso Gran Premio del Belgio di luglio inoltrato. Cinque gare consecutive che pesano, specialmente per alcune prestazioni al limite dell’imbarazzo, come quella di Monza, ma anche quanto visto in Azerbaijan non si scosta tanto da un’umiliazione tecnica importante.

Vedere la Ferrari sverniciata in rettilineo da tutti i team più diretti è un danno di immagine non indifferente: la power unit, vera protagonista di questo nuovo regolamento, è stata cannata, e gli aggiornamenti ADUO non sono stati minimamente all’altezza della situazione. Tutte queste responsabilità non possono fare altro che ricadere su Frederic Vasseur: il team principal della Rossa è decisamente sotto pressione ormai da qualche settimana, a seguito proprio della debacle nella gara di casa in Brianza. Da lì in poi indiscrezioni, possibili alternative e situazioni gestionali che non lo aiutano di certo.

La Ferrari SF-26 di Lewis Hamilton nel weekend di Baku – Foto XPB Images

Il primo a mettere il carico da 11 (pensate un po’ alla briscola) è stato Lewis Hamilton, il quale ha parlato apertamente di regolamentazioni che all’interno della Ferrari mancano. Un confronto tra i due pare ci sia stato tra la tappa di Monza e quella di Madrid, ma le soluzioni non sembrano essere arrivate. Il sette volte iridato continua a spingere sul cambio di metodologia di lavoro che, probabilmente, non c’è stato, e anche la mancata gestione dei piloti nel Gran Premio d’Italia, con un Leclerc nervoso e non tenuto a bada dal muretto, ha fatto storcere non poco il naso al campione britannico.

Tensioni Ferrari: l’attacco (solito) di Vasseur alla stampa

Da quel momento, Vasseur ha riutilizzato un meccanismo molto caro alla Ferrari quando le cose non vanno, ovvero attaccare la stampa italiana, sempre quella brutta e cattiva, rea di non trasmettere serenità all’ambiente. Il manager francese dovrebbe capire che la pressione a Maranello è sempre stata elevatissima, e nel mondo di oggi, quando tutto viene schiaffato in pubblica piazza tramite social e quant’altro, bisogna avere le spalle larghe ed essere in grado di parare i colpi: questo è il destino di chi veste di rosso e di chi ha cucito il Cavallino all’altezza del cuore.

Tanti, troppi spifferi continuano ad arrivare dalla Gestione Sportiva, e anche nella settimana che ha preceduto Baku si è parlato di persone non gradite a Hamilton nel team, il quale ha dovuto precisare tramite Instagram di non aver mai chiesto il licenziamento di questo o quell’altro tecnico. Anche il britannico, evidentemente, sta capendo cosa voglia dire correre per la Ferrari dopo 19 anni di nulla cosmico in bacheca, se non una manciata di vittorie annuali che non possono accontentare i tifosi e chi sta al fianco del team più importante della storia della Formula 1.

Fred Vasseur, team principal della Ferrari – XPB Images

Arrivando a Baku, quel poco di serenità che può essere rimasta a Vasseur viene minata dalle dichiarazioni obiettivamente clamorose di Christian Horner. L’ex capo della Red Bull ha detto testualmente: “La Ferrari è il mio sogno, è il gigante addormentato della Formula 1, per la Ferrari rinuncerei anche all’ingresso in un team con quote di partecipazione”. Un fulmine a ciel sereno sulla capoccia del manager francese, con dichiarazioni di chi, negli ultimi 16 anni, ha vinto 14 titoli mondiali tra piloti e costruttori.

Baku da incubo per la Ferrari

Una situazione che un team alla disperata ricerca di successo (o perlomeno, crediamo sia così, vero?) non può certamente ignorare, ma di questo parleremo in un approfondimento a parte. La gara di Baku è stata nefasta dal punto di vista prestazionale, perché se è vero che la Ferrari ha guadagnato punti sulla McLaren più per sfiga e demeriti di Norris e Piastri che per veri meriti delle SF-26, dall’altra parte abbiamo assistito a una gara totalmente in difesa di Leclerc e Hamilton per via di una power unit non all’altezza, e siamo pure buoni.

Si sapeva che Baku sarebbe stata complicata per la Scuderia di Maranello, ma è umiliante, davvero, dover correre costantemente sulla difensiva senza avere mai la reale possibilità di sferrare un attacco. Dall’altra parte, Leclerc dice di aver utilizzato il motore di Monza, cosa che era stata messa in dubbio, e a quanto pare il monegasco non avrebbe dovuto dire nulla di tutto ciò (con buona pace della collega che lo ha accompagnato alle interviste in media pen).

Hamilton continua a denunciare problemi di gestione gomme, Charles stesso lancia un monito dicendo che gli avversari hanno raggiunto la SF-26 in termini di telaio e aerodinamica. La solita manfrina Ferrari quando la macchina nasce bene e poi non si è in grado di svilupparla a dovere, motore a parte chiaramente, quello ha una storia completamente a sé.

Ferrari: i rumor di Horner e la pressione su Vasseur

Dulcis in fundo, nel post gara, Vasseur è nervoso, e forse anche un po’ rassegnato, quando in conferenza deve parlare della situazione Horner, lasciandosi andare in un “Il signor Horner è alla ricerca di lavoro, lo sappiamo”. Non elegantissimo, a dire il vero, e il tutto viene amplificato nel paddock di Baku con le indiscrezioni degli amici e colleghi di RacingNews365, che confermano quanto lanciato anche da PlanetF1 nel corso della giornata di venerdì: pare infatti che la dirigenza Ferrari stia cercando di avviare un piano nel caso in cui Vasseur lasci a fine anno.

Christian Horner, ex team principal della Red Bull e candidato alla “poltrona” Ferrari – XPB Images

Attenzione, non vuol dire che la Scuderia stia cacciando il francese, il quale dovrebbe avere il contratto in scadenza nel 2027 (non è dato saperlo con certezza perché ormai i team faticano a parlare chiaramente della durata dei rinnovi, prediligendo un generico “pluriennale”). Come dicevamo, la Ferrari potrebbe decidere di parcheggiare Vasseur, pagandogli comunque il prossimo anno, ma nel frattempo scegliere un nuovo team principal. Chiaramente il pensiero di tutti, in questo momento specifico, va a Christian Horner, uno dei più vincenti dell’ultimo ventennio, e che vorrebbe far rivedere i sorci verdi a Toto Wolff. Quante cose, volendo, potrebbero incastrarsi…

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