F1 | Pagelle GP Ungheria – Hamilton accarezza il mondiale, Ferrari affonda

Stupiscono Sainz e Russell, male Gasly

Verstappen non può nulla contro la forza Mercedes, Vettel e Leclerc si giocano le briciole
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LEWIS HAMILTON 9 Non brilla in qualifica, visto che Valtteri Bottas riesce a strappargli la prima fila proprio al fotofinish. Alla domenica, però, torna il mastino che tutti quanti conosciamo. Brucia il team mate alla partenza e si mette a caccia di Max Verstappen, il quale non può nulla contro l’ottima strategia del team Mercedes (STRATEGIA MERCEDES 10). La sua gara, almeno certi versi, ricorda quella di Michael Schumacher in Francia nel 2004. Vola via nella classifica riservata ai piloti e l’impressione è quella di essere giunti al capolinea di questo mondiale 2019. INARRESTABILE

MAX VERSTAPPEN 8,5 Dopo le splendide vittorie conquistate in Austria e in Germania, Verstappen sogna un terzo clamoroso colpo che rimetterebbe quasi tutto in discussione la classifica mondiale. La caparbietà di Lewis Hamilton, unita alla genialità del Mercedes, gli negano però il successo, spezzando senza remissione di peccato ogni minimo sogno di gloria. La vittoria all’Hungaroring sarebbe stata assolutamente meritata, soprattutto dopo la super qualifica e la costanza mostrata nella prima parte di gara, ma siamo certi che l’appuntamento col gradino più alto del podio sia solamente rimandato. Avrà altre occasioni. RE SENZA CORONA

SEBASTIAN VETTEL 7 Il podio era il massimo a cui poteva ambire all’Hungaroring e diciamo che l’obiettivo è stato raggiunto con successo. Viene beffato in qualifica dal compagno di scuderia, ma alla domenica risulta più incisivo, visto che il passo mostrato con gomma media usata gli consente di seguire una strategia differente. La soft sul finale di gara gli permette di completare una rimonta furiosa, regalandogli un podio assolutamente meritato. Non poteva chiedere di meglio. RINATO

CHARLES LECLERC 6 Veloce e imperfetto. Charles lotta continuamente con un bilanciamento che non lo soddisfa al 100%, aspetto che non gli permette di spremere al massimo il potenziale della SF90. Al sabato rischia di gettare tutto alle ortiche, sbattendo violentemente contro le barriere esterne dell’ultima curva. Un contatto violento, ma che fortunatamente non intacca la meccanica della vettura. In gara tiene il ritmo durante il primo stint, ma accusa un consumo anomalo che lo costringe a seguire una strategia standard. Viene beffato sul finale da Vettel, ma parliamo di una quarta posizione tutto sommato meritata. SENZA INFAMIA E SENZA LODE

FERRARI 4 Bisogna tornare al Gran Premio di Abu Dhabi del 2014 per trovare una corsa in cui la Rossa accusò un gap superiore al minuto sotto la bandiera a sacchi. Tutto ciò basta e avanza per far capire che non ci siamo. AMMUTOLITA

CARLOS SAINZ 7 Quinto a Hockenheim, quinto a Budapest. Lo spagnolo si conferma nelle posizioni di vertice della classifica, mostrando velocità, maturità e costanza di rendimento. Una prestazione perfetta che lo mette clamorosamente in scia a Gasly nella classifica riservata ai piloti. Che sia giunto il momento del salto di qualità? TOP

PIERRE GASLY 4,5 Passerà alla storia come l’eterno incompiuto del team Red Bull. La situazione si fa sempre più difficile e la presenza di Sainz alle sue spalle di certo non lo aiuta. Serve una reazione. ULTIMA SPIAGGIA

KIMI RAIKKONEN 7 Kimi, al contrario di Gasly, passerà alla storia come il Robocop della Formula 1. Ormai non sappiamo più come descriverlo. Parte bene, tiene il ritmo e difende alla grandissima la posizione su Bottas con gomme molto più vecchie. Regala alla squadra punti importanti per il costruttori e da appassionati non possiamo far altro che toglierci il cappello. INTRAMONTABILE

VALTTERI BOTTAS 5 Parte bene, ma un contatto con Leclerc gli rovina praticamente la gara, costringendolo a una sosta che non gli permette di battagliare per le posizioni di vertice della classifica. Rimonta dal fondo, ma si mostra arrendevole in certi frangenti di gara (vedi la battaglia con Kimi.ndr), aspetto che lo porta a prendere un voto negativo. La bocciatura di Wolff al termine della gara sa di condanna. SFORTUNATO

ALEXANDER ALBON 6 Il thailandese si conferma un osso durissimo, soprattutto nel corpo a corpo, e conferma il piazzamento in top ten ottenuto a Hockenheim. Sfida a viso aperto il compagno di squadra e conquista una zona punti fondamentale non solo per la squadra, ma anche per il morale. PROMOSSO

LANCE STROLL 4,5 Arriva dietro a una Williams. Serve aggiungere altro? BOCCIATO

GEORGE RUSSELL 7 In qualifica tira fuori un giro titanico, aspetto che gli permette di sfiorare una clamorosa qualificazione al Q2. In gara fa il massimo, tenendosi alle spalle gente come Lance Stroll e Antonio Giovinazzi. La squadra non poteva chiedergli di più. STELLA INCOMPLETA

SERGIO PEREZ 6 Spinge al massimo per tutta la gara, mostrando a tutti le proprie capacità, ma sfortunatamente non riesce a chiudere all’interno della top ten. SUPERSTITE

LANDO NORRIS 6,5 Tiene il ritmo di Sainz per tutta la gara, ma una sosta troppo lenta gli fa perdere due posizioni. Chiude nono, ma parliamo di un’opportunità sprecata, visto che il sesto posto sarebbe stato più che mai meritato. OCCASIONE SFUMATA

DANIIL KVYAT 5 Il russo perde lo scontro diretto col compagno di scuderia e non riesce a confermare il piazzamento in top ten ottenuto in Germania. Andrà meglio alla prossima. APPAGATO

GLI ALTRI: Antonio Giovinazzi (4,5); Nico Hulkenberg (5); Daniel Ricciardo (4,5); Kevin Magnussen (5); Romain Grosjean (6)

GP UNGHERIA 6,5 Nonostante il layout poco incline ai sorpassi, l’Hungaroring riesce a regalare agli appassionati una corsa frizzante e molto strategica, animata da alcuni bei duelli a centro gruppo. Una conferma importante dopo lo spettacolo ammirato nelle ultime settimane.

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