F1 | Nel segno dei giovani e ambiziosa, sarà una Ferrari votata all’attacco

Più di indizio conferma il deciso cambio di rotta della Rossa diretta da Binotto

F1 | Nel segno dei giovani e ambiziosa, sarà una Ferrari votata all’attacco

E’ una sensazione, con indizi disseminati qua e là a suffragarla, ma nel bene o nel male la Ferrari diretta da Binotto dovrebbe verosimilmente essere molto diversa da quella plasmata da Arrivabene, un team tutto da scoprire, che al di là di inciuci e pettegolezzi – sul colore della livrea e cavolate simili – vuole dimostrare una certa discontinuità col passato più recente.

L’aspirazione ultima è ovviamente vincere il mondiale, ma anche – forse – dare un’immagine di se leggermente diversa. Svecchiarsi, avvicinarsi ai tifosi, rompere quel muro di estrema e ridondante segretezza e riservatezza che riguarda il mondo un po’ troppo snob di Maranello. L’esclusività del marchio è un pregio da preservare, non deve però diventare il difetto che allontana un popolo che si identifica in quella Rossa, altrimenti addio alla felice metafora della Nazionale dei motori.

Non è però una Ferrari che cambia solo nella comunicazione e quindi nella forma. E’ una Ferrari che muta in sostanza, che investe come non mai nell’Academy per giovani piloti, che per la prima volta mette in macchina un talentino di ventun anni e vattelapesca un precedente simile, per una scuderia che ha preso sempre rispettabili professionisti del volante con lunghi curriculum.

Charles Leclerc, il monegasco cresciuto in casa e prelevato dalla Sauber dopo un solo anno di F1, è proprio il simbolo della nuova Ferrari. E’ lui l’uomo che può ribaltare le gerarchie, mettere in difficoltà il capitano Vettel e soprattutto essere libero di farlo, di crescere, di sbagliare, di vincere e anche di perdere, con tutto il carico di freschezza e genunità che porta con se. E’ lui il simbolo di una Ferrari (quasi del tutto) libera da formalismi e gerarchie, da paure e un certo rigore. Perdere in modo pedante e mesto è diventata triste abitudine, era ora di inserire una variabile impazzita, un rischio, un’incertezza ma soprattutto una speranza. Che farà poi da pungolo e sprone in primis a Sebastian Vettel, chiamato nel modo più brusco ad uscire deciso dalla sua comforte zone, dal suo diario degli errori, (ri)trovando la forza di fare la differenza.

Per non dire, poi, che alle spalle del duo titolare la Ferrari, la nuova Ferrari, ha avuto il coraggio di “chiamare” Mick Schumacher. Un segnale fortissimo: guardiamo con ambizione a lungo termine e ce ne frega della pressione mediatica. Non è più il tempo di nascondersi, ma quello di affermare la propria volontà di potenza a testa alta. E’ la stessa sfacciataggine con cui la Rossa “gira” Giovinazzi e Raikkonen alla Alfa Romeo Racing, corredando il tutto di sospensioni posteriore, cambio e motore e tecnici di livello.  Perché l’ambizione non può prescindere dall’avere un vero e proprio team satellite, ma competitivo, performante e non lasciato lì a fare da comparsa (e qui il discorso è duplice e andrebbe approfondito, perché in primis Alfa ha un progetto serio per consolidarsi nella massima categoria).

E’ una Ferrari famelica, la stessa che precetta per il proprio simulatore due piloti come Pascal Wehrlein e Brendon Hartley. Due che per comprovato talento (Pascal) e professionalità nonché velocità (Brendon) potrebbero benissimo fare i titolari in F1 in una scuderia di centro gruppo, portando a casa anche risultati degni di nota. Questo Cavallino è talmente affamato da schierare una squadra titolare al “ragno”, e un vero e proprio dream team, con tutte le incognite del caso, in pista. Per indole e scelte non vedevamo da tempo una Rossa così sbarazzina e aggressiva, ben racchiusa nelle parole di Nicolas Todt, manager di Leclerc e prossimo agente di Schumino: “La Ferrari ha compreso l’importanza di puntare sui giovani. Leclerc deve imparare da Vettel? Certo, deve imparare e deve essere paziente, ma si impara anche portando a casa vittorie, le due cose sono compatibili tra loro”. Ecco.

Antonino Rendina 


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2 commenti
  1. .. non è normale

    6 febbraio 2019 at 19:56

    dai victoridicolo vieni a scrivere le tue perle di ignoranza hahahahahaa

  2. idrija

    6 febbraio 2019 at 20:48

    Bell articolo….

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