F1 | Mercedes, ora la lente di ingrandimento è sulle attivazioni delle ali della W17

Wolff: "Abbiamo rischiato di buttare via i primi due weekend per dei piccoli inconvenienti"

F1 | Mercedes, ora la lente di ingrandimento è sulle attivazioni delle ali della W17

Il mondiale di Formula 1 arriva alla sua terza tappa stagionale, il Gran Premio del Giappone, portando con sé un carico di dubbi tecnici che hanno acceso il dibattito nel paddock. Al centro delle discussioni c’è una particolare soluzione adottata dalla Mercedes sulla sua monoposto, la W17. Dopo le prime due gare in Australia e Cina, diversi team rivali hanno sollevato dubbi sulla regolarità delle ali anteriori della vettura tedesca, spingendo la FIA ad avviare un approfondimento.

Come riportato dettagliatamente in un’analisi dagli amici di Formula Tecnica nei giorni scorsi, il cuore della questione riguarda il modo in cui le ali anteriori della Mercedes cambiano posizione durante la guida. In Formula 1, le ali servono a generare carico aerodinamico, ovvero una forza che spinge l’auto verso il basso per permetterle di curvare più velocemente. Questa forza crea anche resistenza al vento nei rettilinei, rallentando la macchina. Per risolvere il problema, il regolamento permette che alcune parti delle ali (chiamate flap) possano muoversi, ma entro limiti di tempo e modalità prestabilite nei tratti denominati Straight Mode.

Il segreto della Mercedes: un’ala che “legge” le curve

Il sistema della Mercedes sembrerebbe capace di adattare la velocità di movimento di queste componenti in base alla tipologia di curva che il pilota sta affrontando. Per spiegare il concetto in modo semplice a chi non segue abitualmente la tecnica dei motori, potremmo immaginare l’auto come un’altalena: se c’è troppo peso davanti, l’auto è instabile dietro; se c’è troppo peso dietro, l’auto fatica a girare.

Nelle frenate molto brusche e lunghe, come quella che precede il tornante di Shanghai, la vettura passa da oltre 300 km/h a meno di 90 km/h in pochi istanti. In questa fase, la Mercedes ha bisogno che il peso dell’aria prema molto sulla parte posteriore all’inizio della frenata per non perdere il controllo, per poi spostarsi gradualmente verso l’anteriore per aiutare l’auto a curvare meglio nel finale. La W17 riesce a farlo facendo alzare i flap dell’ala anteriore in modo parziale e controllato, quasi con un effetto “ritardato” che accompagna il pilota durante tutta la manovra.

Al contrario, in curve più veloci dove la frenata è solo un breve tocco sul pedale, il pilota ha bisogno di avere immediatamente tutta la forza dell’aria sull’anteriore per far girare la macchina senza esitazioni. In questi casi, il sistema Mercedes farebbe scattare i flap molto più velocemente. Il mistero che la FIA sta cercando di risolvere riguarda il “cervello” di questo sistema: non è chiaro se la macchina utilizzi il segnale GPS per capire dove si trova in pista o se sfrutti semplicemente la pressione dell’aria che, aumentando con la velocità, oppone resistenza al movimento dell’ala.

La zona grigia del regolamento e i dubbi della FIA

La questione non è solo di ingegneria, ma di legalità sportiva. Il regolamento attuale stabilisce che l’apertura di queste parti mobili debba avvenire entro un tempo massimo di 400 millisecondi (meno di mezzo secondo). Se la Mercedes impiegasse più tempo per far muovere l’ala, la soluzione diventerebbe illegale perché verrebbe considerata una “appendice aerodinamica mobile” non consentita, utilizzata per aggirare i limiti della fisica.

Sempre secondo le indiscrezioni raccolte da Formula Tecnica, alcune misurazioni suggerirebbero che il sistema Mercedes impieghi circa 800 millisecondi per completare il movimento, ovvero il doppio del tempo permesso. Nonostante queste voci, la Federazione non ha ancora preso una decisione ufficiale. Riteniamo difficile che un team esperto come quello di Brackley abbia rischiato una squalifica con un sistema così visibile alle telecamere, ma la complessità delle nuove vetture 2026 lascia spazio a molte interpretazioni.

Questa indagine si inserisce in un quadro di inizio stagione dove la Mercedes è al centro di molteplici discussioni, come il caso del rapporto di compressione, che ricordiamo verrà misurato anche a caldo a partire da giugno, confermando che i dubbi sollevati dagli altri team e dagli addetti ai lavori possano avere più di un fondo di verità.

Mercedes, Wolff intanto si gode Antonelli

In attesa di capire come si evolverà l’indagine sulle ali, il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha preferito concentrarsi sulla gestione della squadra e sulle sfide umane e tecniche che il calendario propone, a partire dai risultati di Kimi Antonelli, entrato ufficialmente nell’Olimpo dei vincitori di una gara di Formula 1, e dall’imminente gara di Suzuka.

“Abbiamo inaugurato questa nuova stagione con una serie di risultati positivi, ma siamo consapevoli che si tratta soltanto di un punto di partenza – ha detto l’austriaco. Sia durante la trasferta australiana che in quella cinese, abbiamo corso rischi concreti di rovinare i nostri fine settimana a causa di piccoli inconvenienti. Le monoposto di questa nuova generazione sono oggetti estremamente complessi e delicati; finora siamo stati capaci e fortunati nel gestire i problemi riscontrati senza che questi influenzassero pesantemente la nostra classifica”.

“Il nostro impegno ora è rivolto a stabilizzare questa situazione per il futuro. Dobbiamo tenere presente che tutto lo schieramento impara e migliora ogni volta che le auto scendono sull’asfalto, portando sfide sempre diverse che ci obbligano a un perfezionamento costante. Sappiamo bene che in questo sport, nel momento esatto in cui pensi di aver compreso ogni segreto, la realtà finisce puntualmente per smentirti”.

“Questo ragionamento si applica perfettamente sia al lavoro del team che alla crescita di Kimi. Il successo che ha ottenuto in Cina rappresenta un traguardo eccezionale di cui andiamo profondamente fieri, ma il suo sguardo, così come il nostro, è già proiettato in avanti. Quella prima vittoria deve essere considerata solo un punto d’inizio e la cosa che conta davvero è il modo in cui lui sarà in grado di gestire questa eredità”.

“Il nostro compito sarà quello di sostenerlo nel bilanciare le aspettative crescenti che derivano dal frequentare stabilmente le posizioni di testa. Per quanto riguarda il prossimo appuntamento, ci auguriamo di assistere a gare spettacolari come quelle di Melbourne e Shanghai. Suzuka è universalmente riconosciuto come uno dei circuiti più affascinanti al mondo, nonostante negli ultimi anni i sorpassi siano diventati merce rara su questo nastro d’asfalto. Speriamo che le nuove regole del 2026 permettano ai piloti di lottare più da vicino e di offrire un grande spettacolo a tutti i tifosi”.

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