F1 | Imola bella fuori, un disastro dentro: rabbia e delusione tra i tifosi

Dalla Rivazza alla Tosa passando per le Acque Minerali: un vero calvario su prati e tribune

F1 | Imola bella fuori, un disastro dentro: rabbia e delusione tra i tifosi

da Imola, Italia

Il Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna 2022 ha visto il ritorno del grande pubblico all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. 120.000 più o meno i biglietti venduti nell’arco dei tre giorni per un evento attesissimo e che accoglieva la Ferrari assoluta dominatrice nelle prime tre tappe della stagione. I risultati della pista non sono stati soddisfacenti per le migliaia di tifosi vestiti di rosso, visto il ritiro di Sainz e il pasticcio di Leclerc, ma quantomeno possono essere contenti del ritorno in circuito dopo la pandemia e soprattutto sugli spalti di Imola, visto che le due edizioni del 2020 e del 2021 sono state a porte chiuse.

Non tutto però è oro quel che luccica: nel weekend del Gran Premio siamo stati presenti sulle tribune dell’autodromo, volevamo raccogliere le impressioni e le emozioni dei tifosi, italiani e non, al loro ritorno sugli spalti per un evento mondiale come la Formula 1. La forte pioggia caduta giovedì, venerdì e nella mattinata di domenica non hanno certamente fermato gli appassionati, a frenarli però sono state le condizioni del circuito per quanto riguarda quelle aree volte al raggiungimento delle tribune, con fango a mai finire e che ha creato enormi disagi al pubblico, ma anche ad addetti ai lavori e colleghi giornalisti.

Venerdì, forte pioggia come detto, arriviamo in circuito attorno alle 10: non c’era molta calca e si è potuti entrare con relativa facilità, grazie anche a controlli, come dire, un po’ blandi, e questo è stato accentuato man mano che i giorni passavano e che inevitabilmente l’autodromo si riempiva. Ad una precisa domanda ai controllori, ai quali chiedevamo se i biglietti sarebbero stati ricontrollati una volta entrati, ci rispondono con un secco “Boh”. Vabbè, sarà stato un caso. Arriviamo nei pressi della fan zone, volevamo raggiungere l’uscita della Rivazza, la Tribuna R, era lì il nostro posto, uno steward ci ha mandato alle Acque Minerali, senza alcun cartello né indicazione, sotto una pioggia torrenziale.

Arrivati alle Acque, lo steward all’ingresso della tribuna ci ha detto che non era in grado di aiutarci, non sapeva come raggiungere la Rivazza, lui era lì solo per verificare o meno la validità dei biglietti. Nel mentre, tra una scivolata e un’altra nel fango, capiamo che il racconto del weekend potrebbe essere molto diverso da come ce lo eravamo immaginati. Arrivati alla nostra tribuna, vediamo le condizioni pessime e soprattutto pericolosissime del prato sottostante, che è andato a peggiorare di giorno in giorno, per non parlare proprio della zona Prato Rivazza, assolutamente indecente. Abbiamo assistito, non stiamo scherzando, a centinaia di cadute nel corso del weekend, alcune anche parecchio violente. Si è provato a mettere della ghiaia in alcuni punti per assorbire il tutto, ma troppo poca e non con la tempestività dovuta.

Non è andata meglio agli addetti dei team e ai colleghi giornalisti (per quei pochi italiani che sono stati fatti entrare, complimenti vivissimi che vanno condivisi con la Federazione, ndr). In sala stampa si è fatto fatica a lavorare con il Wi-Fi, non sempre si è potuto avere un desk a disposizione e le macchine parcheggiate erano immerse nel fango, tant’é che venerdì ci sono volute ore prima di poter ripartire, e qualcuno ha anche danneggiato la propria autovettura nel tentativo di recuperarla. Per questi motivi, domenica subito dopo la gara abbiamo deciso di interpellare quanti più tifosi possibili per avere le loro impressioni in merito a questo weekend, e questo e quanto ci hanno detto.

“Sicuramente la situazione del fango é stata pessima – ci ha detto Riccardo – anche perché la pioggia era prevista, perciò la ghiaia poteva essere messa prima, sabato (giorno in cui é stata messa la ghiaia all’entrata della Rivazza) era troppo tardi. Io ero su Rivazza 1 e ho avuto la fortuna di avere tribune e gradini, ma chi era su Rivazza 2 o peggio ancora sul prato praticamente doveva rotolare giù dalla riva, rischiando di farsi male. Non abbiamo fatto una bella figura neanche a livello internazionale, perché sabato mattina sono andato a rubare qualche selfie ai piloti all’entrata del paddock. Allo stesso modo c’era un parcheggio vicino dove dovevano parcheggiare meccanici, giornalisti e addetti, ma visto che il prato era infangato dal venerdì (e anche lí andava previsto prima) le macchine non potevano parcheggiare, per la rabbia di chi è dovuto scendere ed entrare a piedi nel paddock e per chi ha dovuto parcheggiare chissà dove”.

“Poi un’altra criticità é stata la gestione del pubblico. Zero steward nelle tribune che controllavano, c’era gente che si metteva a ridosso della recinzione e chi era in prima fila non vedeva nulla, con questi soggetti che non volevano spostarsi. E in più, cosa grave, c’era gente che si sedeva in posti non loro. Per farli spostare ci dovevi litigare. A me è capitato sabato. I nostri tre posti occupati da dei ragazzi che non volevano andarsene, fin quando a suon di litigio e minaccia di chiamare gli steward, se ne sono andati. Anche questa mancanza si è sentita molto, specie sabato e domenica quando l’autodromo era pieno”.

Antonello non le manda certo a dire: “Avevo un biglietto Prato Rivazza, che come ben sai è costato 90 €. Prima nota dolente è stata la difficoltà nel raggiungere il settore; nessuna indicazione, nessun cartello e pochissimo personale a cui chiedere informazioni in merito. Per chi come me conosceva il circuito la cosa era fattibile lo stesso, ma sicuramente ci saranno persone che hanno avuto difficoltà maggiori. Ad ogni modo una volta raggiunto l’ingresso, un poliziotto molto gentilmente ci dice di tornare indietro perché l’ingresso stesso risulta impraticabile; la gente scivolava, quindi al Prato Rivazza ti facevano accedere dallo stesso ingresso della tribuna con conseguente caos. La sorpresa peggiore però te la ritrovi una volta entrato: si camminava nel fango, non potevi muoverti perché rischiavi di cadere, tant’è vero che tantissime persone sono scivolate. Io personalmente appena ho potuto mi sono posizionato ma senza potermi muovere per la paura di cadere. Capisco che da un posto prato non ci si può aspettare tanto, ma qui a mio avviso non c’era nemmeno il minimo. Veramente una pessima organizzazione a fronte di prezzi veramente altissimi”.

E poi: “Sui controlli ti posso dire che sono stati praticamente assenti. A noi nessuno ha chiesto il documento d’identità, quindi se mi avessero fregato il biglietto chiunque sarebbe potuto entrare al mio posto. Io che sono una persona corretta sono andato nel settore che avevo acquistato, ma molte persone piuttosto si sono fermate nella Tribuna Rivazza. Poi nessun controllo con metal detector, lo zaino solo aperto di sfuggita e nessun controllo su quello che potevi avere addosso. Insomma nulla”.

Matteo rincara la dose: “Sono contento di aver speso “solo” 100 euro di biglietto per il Prato Tosa visto ciò che sto leggendo riguardo le tribune. Detto ciò, indecente l’assenza di maxi schermo per chi era al prato della Tosa e anche l’assenza dei megafoni. Siamo stati praticamente all’oscuro di tutto ciò che succedeva. Riguardo la situazione del fango, no comment, per non parlare delle porte aperte a fine gara, uno steward ci aveva detto che avrebbero aperto le porte all’altezza della Piratella, salvo poi dirci l’opposto a fine gara con annessa corsa per uscire dal primo punto disponibile e rischio di cadere. Davvero delusissimo dell’organizzazione, non mi spiego come nel 2022 per apprezzare una gara in autodromo dopo aver speso 100 euro di biglietto debba usare Sky Go“.

In centro a Imola abbiamo incontrato un gruppo di ragazzi infangati, i quali ci hanno detto più o meno le stesse cose, sbigottiti di come possa essere stato gestito un evento del genere: “Alla Rivazza c’erano molte più persone del dovuto, saranno entrate probabilmente dal prato, si sono sedute sugli scalini pericolanti in legno e hanno anche oscurato la visuale”.

Marcello ci dice: “Tantissime macchine impantanate fuori dai parcheggi della Rivazza, fortunatamente altri tifosi si sono fermati ad aiutare per sbloccarle”.

Ne avremmo altre da dire e scrivere, abbiamo raccolto bene o male tutte le disavventure e i disagi degli appassionati accorsi numerosissimi a quello che rappresenta la storia del motorsport non solo in Italia, ma nel mondo dei motori in generale. Ed è un vero peccato che questo evento, attesissimo non solo per la Ferrari tornata finalmente grande, ma anche soprattutto per la gioia di andare di nuovo in autodromo e seguire la Formula 1 dal vivo sia stato ricco di insidie. Il parco all’interno è stupendo, è un luogo dove si respira veramente il racing, e per questo motivo andrebbe salvaguardato. La pioggia non può e non deve essere una scusante, siamo stati in giro per molti circuiti in Europa e di questi problemi ne ricordiamo ben pochi. Vanno fatti dei lavori per permettere alle persone di assistere all’evento in maniera innanzitutto sicura, senza avere l’ansia di farsi male ad ogni passo, dopodiché agevolarle e fare in modo che questa esperienza non risulti soltanto una faticaccia, perché non è così e sarebbe sbagliato far passare questo messaggio.

In molti ci avete parlato anche dei prezzi esorbitanti per gadget e cibo, ma qui l’Autodromo non c’entra assolutamente nulla, sono disposizioni del mondo Formula 1 ed è così in ogni circuito.

La nostra non è e non vuole essere una critica a prescindere, chi scrive ama Imola e tutta la storia che questo stupendo impianto ha raccolto negli anni, ci piacerebbe solo vederlo splendere per quel che merita, e i grandi appuntamenti servono anche a questo.

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