F1 GP Silverstone | Ferrari, Hamilton 2° nella Sprint Race: “Abbiamo del lavoro da fare”

"Una gara davvero dura, lo avevo detto già ieri che sarebbe difficile tenere dietro Mercedes", ha sottolineato Lewis

F1 GP Silverstone | Ferrari, Hamilton 2° nella Sprint Race: “Abbiamo del lavoro da fare”

Secondo posto per Lewis Hamilton nella Sprint Race di Silverstone. Dopo la splendida prestazione di venerdì, culminata con la pole position conquistata davanti al pubblico di casa grazie a un margine di appena pochi millesimi sulla Mercedes del leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, il sette volte campione del mondo si è confermato protagonista anche nella gara Sprint. L’inglese, però, non è riuscito a difendere la prima posizione fino al traguardo.

Hamilton ha mantenuto il comando della corsa fino all’ottavo dei diciassette giri in programma, quando Antonelli ha sferrato l’attacco decisivo lungo l’Hangar Straight, superando la Ferrari numero 44. Una volta perso il comando, il pilota britannico si è staccato gradualmente dalla Mercedes di Kimi pagando un ritardo di circa due secondi sotto la bandiera a scacchi.

I due hanno imposto un ritmo nettamente superiore rispetto al resto del gruppo, come testimonia il distacco inflitto alla McLaren di Lando Norris. Il campione del mondo in carica ha infatti accusato oltre nove secondi di ritardo dalla Mercedes di Antonelli al termine della Sprint.

“Una gara davvero molto dura, difficilissimo tenere dietro Mercedes: lo avevo detto già ieri, poi c’era tanto vento in faccia in rettilineo. Ho spinto più che potevo, ho dato tutto quello che avevo ma non è stato possibile tenere dietro Kimi. È stato bravo, abbiamo del lavoro da fare per cercare di colmare il divario in modo tale da tenere il loro passo”.

Hamilton ha poi spiegato la gestione dell’energia durante il duello con Antonelli, un aspetto che ha inciso in maniera determinante nella lotta per la vittoria.

“Loro sono particolarmente veloci in curva 6, per cui ho dovuto usare tanta energia lì – ha analizzato Lewis – Ma quando esci da Stowe, alla curva 15, abbiamo poca potenza. Era per questo che lui recuperava tantissimo terreno e poi entrava nell’overtake mode e una volta attivato non potevo più tenerlo dietro perché avevo già utilizzato l’erogazione di potenza nell’altro pezzo del giro”.

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