F1 | GP Madrid, i residenti insorgono: “Una gara qui è illegale”
Nel mirino rumore, impatto ambientale e possibili conseguenze legali

La Formula 1 deve ancora accendere i motori a Madrid, ma intorno al nuovo circuito è già scoppiata la polemica. Il primo Gran Premio nella capitale spagnola, in programma il 13 settembre, rischia infatti di trasformarsi in una battaglia anche fuori dalla pista, con i residenti delle zone vicine al circuito pronti a sfidare gli organizzatori.
A guidare la protesta è la piattaforma Stop F1 Madrid, nata per contrastare il progetto e dotata anche di un sito web dedicato. Il gruppo riunisce residenti dei distretti di Hortaleza e Barajas e da oltre un anno contesta l’impatto che il nuovo circuito potrebbe avere sulla vita quotidiana dei quartieri.
Il loro slogan è chiarissimo: “I nostri quartieri non sono un circuito”.
“Questo GP è illegale”
Uno dei principali motivi della protesta riguarda l’inquinamento acustico. Secondo lo studio di impatto ambientale degli organizzatori, durante il weekend del Gran Premio il rumore delle monoposto potrebbe superare i 95 decibel, un livello paragonabile a quello prodotto da una motosega.
Un dato che preoccupa particolarmente chi vive a pochi metri dal tracciato. Constantino Blanco, portavoce di Stop F1 Madrid, sostiene che quei livelli siano incompatibili con un’area residenziale.
“Un quartiere rumoroso ha un impatto sulla salute”.
La piattaforma è arrivata a definire illegale lo svolgimento di una gara di Formula 1 all’interno di un quartiere residenziale e prepara una battaglia che potrebbe proseguire anche dopo la bandiera a scacchi.
L’obiettivo è infatti sfruttare proprio il weekend del Gran Premio per raccogliere dati e prove sull’impatto dell’evento, da utilizzare successivamente in un’eventuale causa.
“Il giorno della resa dei conti”, lo definiscono i contestatori.
Dal rumore alle aree verdi: tutte le accuse dei residenti
La protesta, però, non riguarda soltanto i decibel. I residenti contestano anche la trasformazione dell’area e la perdita di alcune zone verdi. Valdebebas era stato presentato come un quartiere moderno, verde e sostenibile, ma l’arrivo del Madring avrebbe modificato profondamente quella realtà.
La piattaforma sostiene inoltre che il progetto abbia conseguenze sulla mobilità e sulla qualità della vita di migliaia di persone.
Sul proprio sito, Stop F1 Madrid riassume le proprie contestazioni attraverso alcuni numeri: oltre 95 decibel di rumore, più di 700 alberi eliminati, oltre 150 giorni all’anno di limitazioni legate ai lavori e più di 10 tonnellate di CO₂ per gara.
Cifre che rappresentano, dal punto di vista dei residenti, il prezzo che Madrid sarebbe costretta a pagare per ospitare la Formula 1.
Il precedente del Santiago Bernabéu
La battaglia potrebbe inoltre seguire una strada già percorsa dai residenti della zona del Santiago Bernabéu.
Le proteste contro l’inquinamento acustico prodotto dai concerti hanno infatti portato allo stop degli eventi musicali nello stadio del Real Madrid. È proprio questo il precedente al quale guarda Stop F1 Madrid per costruire la propria strategia legale.
“Non c’è ancora il reato perché non c’è ancora il cadavere”, ha spiegato Inma Gallego, una delle residenti, riferendosi al fatto che il momento decisivo sarà proprio la disputa del Gran Premio.
E la sua critica va ben oltre la Formula 1:
“Ci sembra terribile che un quartiere senza un centro sanitario, un centro sportivo o una scuola superiore abbia prima di tutto un circuito di Formula 1”.
Anche il circuito sarà monitorato
La protesta dei residenti si inserisce in un contesto nel quale anche gli stessi organizzatori hanno deciso di monitorare attentamente l’impatto del Gran Premio.
Ifema, il consorzio che sostiene l’evento insieme alle istituzioni locali, ha infatti incaricato una società di controllare rumore, vibrazioni, qualità dell’aria e temperatura generati dal circuito. In alcuni edifici vicini al tracciato potrebbero essere installati strumenti per misurare anche le vibrazioni.
Insomma, mentre la Formula 1 prepara il suo debutto nella capitale spagnola, nei quartieri circostanti è già iniziata un’altra gara.
Da una parte c’è Madrid, che vuole trasformare il GP in un grande evento internazionale e consolidare il proprio posto nel calendario della Formula 1. Dall’altra ci sono i residenti, convinti che il prezzo da pagare sia troppo alto.
E la vera partita potrebbe cominciare il giorno dopo il Gran Premio, quando i dati raccolti durante il weekend potrebbero diventare le prove di una battaglia nelle aule di tribunale.
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