F1 GP Giappone | Ferrari, Hamilton: “Non è questo il livello a cui vogliamo competere”
"Ero a tutto gas, ma mi sembrava di andare all'indietro: non ho mai avuto potenza in gara"
Suzuka – Il difficile weekend giapponese si conclude con un sesto posto amaro per Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo si ritrova a dover guardare, ancora una volta, il compagno di squadra Charles Leclerc festeggiare sul podio, mentre la sua domenica si trasforma in una lenta e inesorabile agonia prestazionale tra le curve del tracciato nipponico.
Sesto già sulla griglia di partenza, il pilota britannico era riuscito a dare un segnale di reattività al semaforo verde, recuperando subito una posizione e lasciando sperare in una gara d’attacco. La sua corsa è proseguita con un ritmo costante fino alla finestra dei pit-stop, avvenuti sotto regime di Safety Car a causa dello spaventoso incidente che ha coinvolto la Haas di Oliver Bearman. Alla ripartenza, Hamilton ha sfruttato l’esperienza per prendere la posizione sul suo ex compagno di squadra George Russell — anche lui tra i grandi delusi di questa trasferta — mettendosi virtualmente in terza posizione e accarezzando l’idea del secondo podio consecutivo in maglia Ferrari.
Questione di feeling con la SF-26
Tuttavia, la sua SF-26 non ha collaborato come sperato. Hamilton non ne ha mai fatto mistero durante tutto il fine settimana: il feeling con la macchina a Suzuka non è mai scattato veramente. In diverse occasioni, Lewis ha paragonato il comportamento della vettura a quello della fallimentare SF-25 dello scorso anno, un accostamento che ha subito fatto scattare l’allarme tra i tecnici di Maranello. Se in qualifica le cose sembravano essersi parzialmente sistemate, la domenica ha ripresentato il conto.
L’inquietudine di Hamilton era palpabile già nel pre-gara, quando ha atteso fino all’ultimo istante utile per schierarsi in griglia, lavorando freneticamente con i meccanici alla ricerca del perfetto angolo di incidenza per l’ala anteriore. Ma le regolazioni aerodinamiche non sono bastate a compensare un deficit che è apparso subito di natura motoristica. Non è stata infatti una Mercedes a spodestarlo dal podio, ma il compagno di squadra Charles Leclerc, autore di un sorpasso fotocopia a quello subito da Russell: una manovra spettacolare all’esterno di curva 1 che ha certificato la differenza di passo tra le due rosse. Da lì in poi, Hamilton è stato preda facile prima della Mercedes di Russell e successivamente della McLaren di Norris, scivolando nuovamente nella stessa posizione da cui era partito.
Hamilton: “Ero a tutto gas, ma mi sembrava di andare all’indietro”
Nel post-gara, Hamilton è apparso visibilmente provato e confuso dalla mancanza di competitività della sua monoposto, puntando il dito senza mezzi termini sulla gestione della potenza elettrica e del motore termico.
“È stata una gara decisamente terribile per me e chiaramente non è il risultato che volevo dopo le buone sensazioni della vigilia,” ha esordito Lewis davanti ai media. “Il mio primo stint è andato bene in termini di gestione delle gomme, ma semplicemente non avevo il passo necessario per essere competitivo con i primi. Mi trovavo in terza posizione dopo la ripartenza, ma ho finito per andare letteralmente all’indietro col passare dei giri. Ho bisogno di capire esattamente dove stessi perdendo tutta quella velocità nei confronti degli altri”.
Il sette volte iridato ha poi rincarato la dose sulla questione Power Unit:
“Ho accusato una reale mancanza di potenza, in particolar modo durante il secondo stint, ma a dire il vero è stato così per la maggior parte della corsa. Fin dall’inizio non riuscivo a tenere il passo degli avversari proprio per questa carenza di spinta. Non me lo spiego: ero a tutto gas, stavo gestendo il passo nei tratti in cui mi era stato chiesto di farlo dal muretto per risparmiare energia, ma per qualche motivo oggi la potenza semplicemente non c’era. Non capisco davvero questa situazione”.
Hamilton: “Non è questo il livello a cui vogliamo competere”
Hamilton ha chiesto una verifica approfondita sulla sua SF-26, sospettando che il weekend negativo non sia figlio solo di un assetto sbagliato, ma di un vero e proprio guasto tecnico o di un’anomalia nel software di gestione dell’ibrido che ha causato un clipping eccessivo per tutta la durata del Gran Premio.
“Ora devo analizzare attentamente i dati con i miei ingegneri per capire se ci sia un vero e proprio problema tecnico sulla mia vettura oppure no. Se non altro, alla fine siamo comunque riusciti a portare a casa qualche punto prezioso per la classifica costruttori, ma non è questo il livello a cui vogliamo competere. Non so quanto si possa fare concretamente in un mese di pausa, ma speriamo di poter avere un motore nuovo e fresco entro Miami. Vedremo cosa riusciremo a fare con i prossimi aggiornamenti, ma oggi il deficit di potenza era troppo grande per poter ambire a qualcosa di più di un sesto posto”.
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