F1 GP Giappone | McLaren, pesa l’affidabilità del motore Mercedes sulla qualifica di Norris
"Ho uno svantaggio rispetto agli altri, non ho girato a sufficienza", ha detto Lando, ora a rischio penalità
Le qualifiche del Gran Premio del Giappone 2026 hanno riconsegnato alla Formula 1 una McLaren estremamente competitiva sul piano cronometrico, ma allo stesso tempo preoccupata per una solidità tecnica che sembra mancare nei momenti decisivi. Sullo storico tracciato di Suzuka, Oscar Piastri ha confermato le buone impressioni di ieri, ottenendo la terza posizione in griglia, issandosi come la prima alternativa credibile allo strapotere Mercedes, quantomeno sul giro secco, perché nel passo gara le cose potrebbero essere diverse. A fare notizia a Woking è soprattutto il fine settimana travagliato di Lando Norris. Il pilota britannico, nonostante una quinta posizione finale di tutto rispetto, ha dovuto fare i conti con l’ennesimo guasto tecnico di weekend iniziato sotto i peggiori auspici.
Il sabato mattina si è aperto con una corsa contro il tempo all’interno del garage della McLaren. Dopo i problemi idraulici che avevano già limitato l’attività di Norris durante le prove libere del venerdì, un nuovo allarme è scattato durante le procedure di preparazione della terza sessione. I tecnici hanno individuato un’anomalia nel pacco batterie del sistema ERS (Energy Recovery System) all’interno della power unit Mercedes. Il guasto ha reso necessaria la sostituzione integrale del componente, un’operazione che solitamente richiede ore di lavoro e che rischiava di far saltare l’intera ultima sessione di prove prima della qualifica.
L’incognita affidabilità per Lando Norris
Il cambio della batteria sulla monoposto numero 4 non è un dettaglio trascurabile nell’economia del campionato. Si tratta infatti del terzo pacco batterie utilizzato da Norris in questa primissima fase della stagione. Secondo il regolamento tecnico, la soglia prima di incorrere in penalità sulla griglia di partenza è ormai vicinissima: alla prossima sostituzione, Lando sarà costretto a retrocedere in griglia. Questo dato evidenzia una fragilità preoccupante della power unit Mercedes quando installata sul telaio della MCL40. Sebbene il team ufficiale sembri non soffrire degli stessi mali, l’integrazione tra il motore tedesco e il packaging McLaren sta diventando il vero tallone d’Achille per le ambizioni del pilota inglese e dell’intera squadra.
L’impegno straordinario dei meccanici ha permesso a Norris di scendere in pista per una parte della FP3, recuperando almeno parzialmente i riferimenti necessari per affrontare la qualifica. La mancanza di continuità e i pochi giri consecutivi effettuati hanno pesato come un macigno sulla preparazione del setup per la gara. In una Formula 1 dove la gestione dell’energia elettrica è fondamentale per evitare i cali di potenza improvvisi nei rettilinei, non aver potuto testare a fondo il nuovo sistema ERS mette Norris in una posizione di svantaggio strategico rispetto ai diretti avversari.
La gestione delle qualifiche e il guizzo di Piastri
Nonostante le nubi dell’affidabilità, la McLaren ha dimostrato una gestione impeccabile del formato di qualifica. L’obiettivo dichiarato era preservare il maggior numero possibile di set di pneumatici Soft per la fase finale. Grazie a un’ottima efficienza aerodinamica, sia Piastri che Norris sono riusciti a superare il Q1 e il Q2 utilizzando un solo set di gomme nuove ciascuno, effettuando i secondi tentativi con coperture usate solo per raccogliere ulteriori dati sul comportamento del fondo stradale.
In Q3, la sfida si è accesa. Nel primo tentativo, Piastri e Norris si sono issati rispettivamente in terza e quarta posizione, mostrando una velocità di percorrenza nelle curve veloci del primo settore che ha fatto tremare la concorrenza. Tuttavia, nel secondo e decisivo assalto al tempo, le condizioni della pista sono leggermente peggiorate, impedendo ai piloti di migliorare sensibilmente i propri crono. Questo ha permesso a Charles Leclerc di inserirsi tra le due McLaren, strappando la quarta piazza a Norris per una manciata di millesimi. Piastri ha comunque conservato un prezioso terzo posto, dimostrando di aver trovato un bilanciamento quasi perfetto con la sua MCL40, esente finora dai problemi tecnici che hanno perseguitato il compagno di squadra.
Le parole di Lando Norris
Al termine della sessione, Lando Norris ha espresso un mix di sollievo per il risultato ottenuto e realismo per le difficoltà incontrate. La sua analisi si concentra sulla mancanza di chilometri accumulati e sulla gestione dei sistemi di bordo in vista di una gara che si preannuncia molto tattica.
“Devo ritenermi soddisfatto di aver agguantato la quinta posizione in griglia – ha ammesso il campione inglese. Se guardiamo alla quantità di problemi tecnici che abbiamo dovuto affrontare in questo weekend e a tutti i giri che ho perso per strada, il risultato odierno è davvero positivo e va dato merito alla squadra per aver saputo estrarre il potenziale della macchina lavorando senza sosta per risolvere ogni intoppo. È stato un fine settimana in salita fin dal primo momento, nel quale ci siamo trovati costantemente a dover rincorrere senza mai riuscire a stabilizzare un ritmo che mi facesse sentire davvero a mio agio. Abbiamo certamente fatto dei progressi e la macchina sembra più vicina ai primi, il che è un ottimo segnale, ma è chiaro che non aver girato a sufficienza ha condizionato la mia preparazione complessiva”.
“In vista della corsa di domani, sento di partire con un certo svantaggio rispetto agli altri. Senza aver avuto la possibilità di testare i carichi di benzina pesanti, diventa difficile fare previsioni su come reagirà la monoposto o su come andrà gestita la batteria nell’arco dell’intero Gran Premio. Non ho la fiducia che vorrei in questo momento, ma la velocità della macchina è innegabile e il terzo posto di Oscar conferma che il potenziale per fare bene c’è tutto. Stasera studierò ogni dato possibile per colmare le lacune, sapendo però che molto lo imparerò direttamente domani in pista. Non è lo scenario ideale, ma siamo comunque lì davanti per giocarcela”.
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