F1 GP Giappone | Ferrari pasticcia con il recupero energia: piloti inermi di fronte alle regole 2026
La chiave della gara sarà ancora una volta la partenza, con la speranza di dare fastidio alle Mercedes
Le qualifiche del Gran Premio del Giappone hanno confermato un trend che sta caratterizzando la prima parte di questa nuova era regolamentare della Formula 1. Sullo storico e tecnico tracciato di Suzuka, la Ferrari ha piazzato Charles Leclerc in quarta posizione e Lewis Hamilton in sesta, evidenziando ancora una volta una dicotomia marcata tra la prestazione pura in curva e l’efficienza dei sistemi ibridi nei tratti rettilinei. Se da un lato la SF-26 si dimostra una monoposto agile e precisa nei tratti guidati, dall’altro continua a soffrire di un “clipping” precoce (il taglio della potenza elettrica a fine rettilineo) che impedisce ai piloti di lottare ad armi pari con la Mercedes per la pole position.
Questa criticità nella strategia di erogazione dell’energia (deployment) non è una novità per il reparto corse di Maranello. Già a Melbourne e successivamente in Cina, le rosse avevano mostrato una tendenza simile, faticando a gestire il recupero e lo scarico dei megajoule previsti dal regolamento 2026 durante il giro secco. I precedenti sorridono però alla Scuderia: in entrambi i casi, una volta passati alla configurazione gara, la Ferrari è riuscita a trasformare la solidità del proprio assetto e la gestione degli pneumatici in un ritmo tale da sopravanzare le McLaren e infastidire le Mercedes.
Purtroppo bisogna fare i conti, ancora una volta, con un regolamento che castra le abilità del pilota. Lo ha sottolineato Leclerc, sempre più frustrato di questa situazione, e lo ha ammesso anche il team principal Vasseur, parlando di azioni contro-intuitive per piloti abituati a dare il 100% in qualifica.
Ferrari, Leclerc: la frustrazione del pilota spettatore
Charles Leclerc ha vissuto un sabato pomeriggio di forti contrasti emotivi. Nonostante una prestazione di guida che lui stesso ha definito molto soddisfacente, il cronometro ha presentato un conto salato proprio nei tratti dove il pilota può intervenire meno: i rettilinei. Il monegasco ha spiegato come il suo giro non sia stato tecnicamente perfetto, ma comunque di alto livello, sottolineando però quanto sia frustrante perdere decimi preziosi mentre si preme l’acceleratore al 100%. La sensazione di impotenza è totale quando si vede il vantaggio accumulato nelle curve svanire nelle zone di accelerazione tra la Spoon e la Chicane del Triangolo.
Il pilota della Ferrari ha osservato come la gestione del sistema ibrido in Q3 sia diventata un’operazione estremamente complessa, portandolo a perdere terreno nei settori 2 e 3 nonostante una spinta aggressiva nel primo settore. La scelta di aggredire il primo settore non ha però sacrificato il resto del giro; si tratta piuttosto di un limite intrinseco all’ottimizzazione dell’energia elettrica su questa specifica pista. Guardando alla domenica c’è fiducia e la sensazione di poter avere la meglio sulle McLaren, mentre sfidare le Mercedes sarà un compito proibitivo a meno di non riuscire a rimanere agganciati alla loro scia sfruttando l’Overtake e l’apertura delle ali.
Ferrari, Hamilton e il divario con la Mercedes
Lewis Hamilton, al sesto posto, ha offerto una lettura tecnica complementare a quella del compagno di squadra. Il britannico ha evitato di scaricare l’intera responsabilità delle prestazioni sottotono esclusivamente sulla parte elettrica del motore. Pur riconoscendo che l’erogazione della potenza e la spinta pura dell’ibrido giochino un ruolo fondamentale a Suzuka, la Mercedes è superiore alla Ferrari anche nel primo settore guidato, segno che il divario risiede anche nell’efficienza aerodinamica e meccanica della vettura.
Il campione inglese si è detto comunque soddisfatto del lavoro svolto sul setup, percependo un feeling discreto con la sua SF-26, in miglioramento rispetto alla giornata di ieri, ma ha ribadito che la mancanza di velocità nei settori centrali e finali sia un ostacolo difficile da arginare con le sole doti di guida. In vista della gara, il sette volte iridato ha espresso cautela riguardo alla sfida con la McLaren, che in questo fine settimana sembra aver compiuto un sensibile passo avanti. La sua speranza è riposta in una partenza fulminea, marchio di fabbrica Ferrari in questo avvio di 2026, che potrebbe permettergli di guadagnare posizioni subito e gestire poi la difesa grazie alla velocità sul passo gara mostrata durante le simulazioni del venerdì.
La pragmatica analisi di Fred Vasseur
Al muretto box, Frederic Vasseur mantiene la calma e sposta l’attenzione sulla domenica, giorno in cui vengono assegnati i punti. Il risultato di oggi non è solo frutto della gestione energetica o della prestazione pura, ma anche della capacità di estrarre il massimo dalla vettura in condizioni di massimo stress meccanico. Il manager francese ha posto l’accento sulla natura contro-intuitiva del regolamento attuale, che a volte impone ai piloti di non andare subito a tavoletta o di parzializzare l’energia in certe curve per avere un’erogazione migliore in uscita. È una sfida tecnica che richiede un adattamento continuo e che la Ferrari punta a risolvere già dai prossimi appuntamenti.
Vasseur non ha nascosto che il deficit prestazionale rispetto alla Mercedes sia evidente, ma ha sottolineato la vicinanza dei distacchi e la capacità della squadra di rimontare nelle fasi di gara, come già accaduto nei primi due GP della stagione. Inoltre, ha guardato con ottimismo al debutto del pacchetto di aggiornamenti previsto per Miami, che dovrebbe segnare l’inizio di una nuova fase del campionato.
Il Gran Premio di domani si preannuncia come una partita a scacchi tattica. Se la McLaren ha dimostrato una maggiore incisività sul giro secco, la Ferrari punta tutto sulla consistenza e sulla partenza. La SF-26 ha finora mostrato di saper gestire meglio tutto il pacchetto sulla distanza, un fattore che a Suzuka, con le sue curve d’appoggio infinite, può fare la differenza nella seconda metà di ogni stint.
Se Leclerc e Hamilton riusciranno a scavalcare almeno una delle McLaren al via, la strategia energetica della gara (meno estrema di quella da qualifica) potrebbe livellare i valori in campo, permettendo alle rosse di puntare con decisione al podio. La sfida sarà non perdere il contatto con le Mercedes nelle prime fasi, per evitare che Antonelli e Russell scappino via sfruttando la pista libera. In una Formula 1 dove il “deployment” dell’energia elettrica è diventato il nuovo terreno di scontro tecnologico, la Ferrari è chiamata a una prova di forza per dimostrare che la domenica resta ancora il suo territorio preferito in queste prime fasi di questo mondiale tanto discusso a livello regolamentare.
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