F1 GP Giappone | Bearman dopo l’incidente: “Questo è il nuovo regolamento, ero troppo più veloce di Colapinto”
"Ho avuto la netta sensazione di non avere alcuno spazio di manovra, non si era mai vista una cosa simile in F1", ha aggiunto
Il Gran Premio del Giappone ha lasciato in dote al Circus della Formula 1 non solo la conferma del dominio Mercedes, ma anche un profondo e inquietante interrogativo sulla sicurezza intrinseca dei nuovi regolamenti tecnici. Il fine settimana della Haas sul leggendario tracciato di Suzuka è stato lo specchio fedele di questa doppia faccia: da un lato la soddisfazione per il decimo posto di Esteban Ocon, che prosegue la striscia positiva del team, dall’altro il sospiro di sollievo per le condizioni di Oliver Bearman, uscito miracolosamente illeso da un impatto da 50G che ha riacceso le polemiche sulla convivenza tra vetture con velocità così differenti in pista.
L’incidente di Bearman non è stato un comune errore di guida, ma la conseguenza diretta di una dinamica figlia dell’esasperata gestione energetica introdotta quest’anno. Mentre il pilota britannico si trovava all’inseguimento dell’Alpine di Franco Colapinto in prossimità della curva Spoon, la differenza di velocità tra le due monoposto è diventata ingestibile. La nuova architettura delle power unit 2026, che alterna fasi di massiccio recupero energetico a violenti picchi di erogazione, sta creando dei “delta” di velocità che i piloti stessi definiscono senza precedenti.
La dinamica dell’incidente: 50 km/h di differenza
La sequenza che ha portato al ritiro del giovane talento della Haas è avvenuta al giro 18. Bearman, dopo una sosta per montare le mescole dure, stava cercando di ricucire il distacco dal gruppo davanti a sé. Nel tratto che porta alla Spoon, una delle curve più veloci e tecniche del calendario, si è verificato quello che nel gergo tecnico viene definito un “eccesso di velocità relativa”. La vettura che precedeva Bearman si trovava probabilmente in una fase di harvesting (recupero energia), mentre la Haas era in piena spinta.
Il risultato è stato un avvicinamento fulmineo, stimato in circa 50 km/h di differenza, che ha tolto al britannico ogni spazio di manovra. Nel tentativo disperato di evitare la collisione, Bearman ha perso il controllo della monoposto, finendo con violenza contro le barriere. L’accelerometro ha registrato un picco di 50G, una forza d’urto enorme che ha distrutto la vettura ma ha fortunatamente risparmiato l’integrità fisica del pilota, che è stato dimesso dal centro medico con una semplice contusione al ginocchio.
I pericoli dei regolamenti 2026: la voce dei protagonisti
Questo episodio non fa che confermare i timori espressi da più parti: la Formula 1 sembra aver sottovalutato l’impatto di un regolamento che spinge le vetture a comportarsi in modo drasticamente diverso nello stesso tratto di pista. Quando una macchina esaurisce l’energia elettrica a fine rettilineo o in percorrenza di curva, diventa un ostacolo quasi stazionario per chi, alle sue spalle, sta ancora beneficiando della spinta della batteria.
Il team principal della Haas, Ayao Komatsu, non ha nascosto la sua preoccupazione per quanto visto a Suzuka. Sebbene la squadra festeggi il mantenimento del quarto posto nel campionato costruttori con 18 punti, l’incidente di Bearman ha lasciato un segno profondo. La sensazione è che si stia cercando di mascherare i difetti di un regolamento che, nella ricerca della sostenibilità e del risparmio energetico, sta creando situazioni di pericolo reale per i piloti, costretti a gestire differenze di passo che non appartengono alla storia recente di questa categoria.
Le dichiarazioni di Bearman
“Per prima cosa voglio rassicurare tutti: mi sento bene e sono in forma – ha detto Bearman. È stato un momento davvero spaventoso, ma per fortuna non ho riportato gravi conseguenze e questa è l’unica cosa che conta davvero. Ora che l’adrenalina sta calando inizio a sentire un po’ di stanchezza, il viaggio di ritorno sarà faticoso, ma fisicamente sto benissimo. Mi dispiace enormemente per la squadra perché la macchina è seriamente danneggiata e so quanto lavoro ci sia dietro ogni singolo componente; posso solo scusarmi con tutto il team”.
“In pista ci siamo trovati a gestire un eccesso di velocità notevole, circa 50 km/h in più rispetto a chi mi precedeva, una dinamica figlia dei nuovi regolamenti a cui dobbiamo ancora abituarci del tutto. Ho avuto la netta sensazione di non avere alcuno spazio di manovra, proprio a causa della velocità eccessiva che stavo mantenendo in quel tratto. Dobbiamo essere più preparati a gestire questi scenari, perché purtroppo l’incidente è stato il risultato di una discrepanza di velocità enorme, qualcosa che non si era mai vista prima in Formula 1. Ora abbiamo un mese di tempo per rimetterci in sesto e l’obiettivo è tornare più forti a Miami”.
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