ACI | Antonelli trionfa in Giappone, i complimenti di La Russa: “Kimi fa la storia della Formula 1”

"Ci sono voluti 20 anni per ritornare in testa al mondiale con il genio di un talento italiano", ha aggiunto

ACI | Antonelli trionfa in Giappone, i complimenti di La Russa: “Kimi fa la storia della Formula 1”

Il Gran Premio del Giappone segna un punto di svolta. Con la vittoria ottenuta sul circuito di Suzuka, Kimi Antonelli non ha solo consolidato il suo status di nuovo fenomeno della Formula 1, ma ha spezzato un digiuno per i colori italiani che durava da decenni. Il pilota bolognese, al volante della Mercedes, ha centrato il secondo successo consecutivo dopo quello ottenuto in Cina, balzando in testa alla classifica piloti e superando il compagno di squadra George Russell.

Il trionfo di Antonelli riporta un italiano sul gradino più alto del podio in Giappone a 34 anni di distanza dall’impresa di Riccardo Patrese nel 1992. Il dato statistico più rilevante riguarda la continuità: erano 74 anni che un pilota del nostro Paese non vinceva due Gran Premi di fila. L’ultimo a riuscirci fu Alberto Ascari nel 1952, l’anno del suo primo titolo mondiale. Inoltre, a 19 anni e 7 mesi, Antonelli diventa il più giovane leader del campionato nella storia della Formula 1, superando un primato che apparteneva a un’epoca ormai lontana.

La cronaca della gara: dalla crisi al dominio

La domenica di Antonelli non era iniziata sotto i migliori auspici. Al via, la sua Mercedes è rimasta piantata sulla griglia, vittima di un pattinamento eccessivo che lo ha fatto sprofondare a centro gruppo. In una Formula 1 dominata dai regolamenti 2026, dove la gestione dell’energia è purtroppo tutto, recuperare da un simile svantaggio sembrava molto complicato. Mentre Russell e le Ferrari cercavano di scappare, Kimi è rimasto bloccato nel traffico, faticando a gestire le temperature degli pneumatici in aria sporca.

La svolta è arrivata al giro 18, quando Oliver Bearman è finito contro le barriere, rendendo necessario l’ingresso della Safety Car. In quel momento, il muretto Mercedes ha reagito con prontezza, richiamando l’italiano per il cambio gomme. La neutralizzazione ha rimescolato i valori, permettendo ad Antonelli di scavalcare chi aveva già effettuato la sosta, come Russell, e di trovarsi in testa alla ripartenza. Da quel momento in poi, non c’è stata più storia. Sfruttando la pista libera e una gestione magistrale della parte ibrida della sua power unit, Antonelli ha scavato un solco incolmabile tra sé e gli inseguitori, chiudendo la corsa con oltre 13 secondi di vantaggio sulla McLaren di Oscar Piastri.

Il commento di Geronimo La Russa (ACI)

Il successo di Antonelli è stato accolto con entusiasmo dai vertici dell’Automobile Club d’Italia. Il Presidente Geronimo La Russa ha sottolineato come questo risultato sia il frutto di un lavoro di programmazione iniziato anni fa con il supporto della Federazione.

“Più che entrare nella storia, Kimi Antonelli fa la storia: da 74 anni un pilota italiano non vinceva due Gran Premi consecutivi. L’ultimo a riuscire nell’impresa è stato Alberto Ascari nel 1952, in una stagione coronata con il titolo iridato. Oltre al bis, celebriamo oggi un altro traguardo: ci sono voluti 20 anni per riconquistare la leadership nel mondiale con il genio e il talento di un 19enne italiano. Un giovane in cui ha creduto anche la Federazione sportiva nazionale, contribuendo a perfezionare doti e capacità del promettente campione con il programma formativo dell’ACI Team Italia”.

L’analisi di Antonelli: “Il passo era incredibile”

Nonostante l’euforia per la leadership iridata, Antonelli ha mantenuto i piedi per terra nelle interviste del dopo gara, analizzando con onestà i propri errori e i punti di forza della Mercedes. La consapevolezza dei propri limiti, specialmente nelle procedure di partenza, è il segno di una maturità che va oltre l’età anagrafica.

“Mi sento piuttosto bene in questo momento. Ovviamente è ancora molto presto per iniziare a pensare seriamente al campionato, ma è chiaro che siamo sulla strada giusta. La partenza oggi è stata terribile, sicuramente un errore che non doveva succedere. Successivamente ho avuto fortuna con l’ingresso della Safety Car che mi ha permesso di portarmi in testa, ma da quel punto in poi il passo è stato davvero incredibile. Ho vissuto un secondo stint molto buono, mi sono sentito benissimo all’interno della macchina e sono davvero soddisfatto del risultato”.

“Per fortuna ora avrò delle settimane in cui potrò concentrarmi esclusivamente su questo aspetto, così da cercare di avere delle sensazioni migliori al via. Senza dubbio la partenza è stata un mio punto debole finora e devo assolutamente migliorarla, perché in Formula 1 puoi facilmente vincere o perdere le gare proprio in quel momento. Abbiamo avuto fortuna con la Safety Car, però con le gomme medie eravamo già molto forti una volta che riuscivamo ad avere aria pulita davanti. Poi, quando siamo passati alle hard, il ritmo è diventato straordinario. Non so cosa sarebbe successo o quale sarebbe stato l’esito finale senza la Safety Car, ma senza dubbio quella situazione mi ha reso la vita molto più semplice”.

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