F1 GP Giappone | Ferrari, Hamilton in difficoltà: “Sensazioni simili al 2025”

"Trovare il bilanciamento corretto è una sfida enorme", ha detto Lewis

F1 GP Giappone | Ferrari, Hamilton in difficoltà: “Sensazioni simili al 2025”

Il venerdì di prove libere a Suzuka ha restituito un verdetto complesso per la Ferrari. Mentre la Mercedes continua a dettare un passo apparentemente inarrivabile e la McLaren di Oscar Piastri svetta nel giro secco, il box di Maranello si trova a gestire una SF-26 che non sembra ancora aver trovato la sua finestra di funzionamento ideale tra le curve del tracciato nipponico. Al termine della seconda sessione, Lewis Hamilton ha occupato la sesta posizione nella tabella dei tempi, facendo segnare un 1:30.980 che lo pone a circa otto decimi dalla vetta e a un decimo dal compagno di squadra Charles Leclerc.

Al di là del distacco, a preoccupare è stato il tono dei messaggi via radio inviati dal britannico durante i suoi run. Hamilton ha espresso chiaramente una mancanza di fiducia nella vettura, lamentando un comportamento nervoso che gli impedisce di aggredire il primo settore con la necessaria determinazione. In un tracciato dove il pilota deve sentire la monoposto per pennellare la sequenza di S iniziale, l’instabilità del posteriore rappresenta un limite importante per chiunque voglia lottare per le posizioni di vertice.

Ferrari, l’analisi di Hamilton: alla ricerca del posteriore perduto

Incontrando i media nel paddock al termine della giornata, Hamilton non ha cercato scuse, analizzando le difficoltà riscontrate nel bilanciamento della sua Ferrari. Nonostante il lavoro degli ingegneri e le rassicurazioni sulla possibilità di intervenire durante la notte, il sette volte campione del mondo avverte ancora delle similitudini preoccupanti con le criticità già vissute su questo tracciato in passato.

“Stiamo lavorando sodo per migliorare la situazione – ha detto Lewis. Credo che gran parte delle difficoltà derivino proprio dalla natura di questo tracciato, che è incredibilmente esigente sotto ogni punto di vista. È un circuito fantastico da guidare, ma trovare il bilanciamento corretto è una sfida enorme; credo ci sia qualcosa di specifico nel modo in cui è configurata la nostra monoposto. Ho avvertito alcune analogie con le sensazioni provate lo scorso anno, quindi ci stiamo concentrando proprio su quegli aspetti”.

“Rimango fiducioso sul fatto che durante la notte riusciremo a trovare una soluzione per mettere la macchina in una condizione migliore, ma resta il fatto che su questa pista hai bisogno di poter contare sull’appoggio del posteriore. Devi essere tranquillo sapendo che la vettura rimarrà stabile con te nelle curve veloci, mentre oggi ho dovuto fare i conti con diverse perdite improvvise di aderenza, dei veri e propri scatti che mi hanno impedito di eguagliare il ritmo dei primi. Analizzeremo ogni dato stasera, cercheremo risposte interessanti dalle simulazioni e, sebbene senta di avere una sorta di ‘stella polare’ da seguire come direzione tecnica, la vera sfida resta capire come raggiungerla concretamente”.

Tra riasfaltatura e potenziale inespresso

Il circuito di Suzuka si è presentato ai piloti con un manto stradale parzialmente rinnovato e condizioni meteo ottimali, elementi che solitamente favoriscono il miglioramento delle prestazioni. Eppure, per Hamilton, la percezione della SF-26 non è cambiata radicalmente rispetto alla base di partenza del 2025, un segnale che indica come il potenziale della nuova vettura sia ancora parzialmente bloccato da un setup che non digerisce le curve ad alta energia.

“A dire il vero, la sensazione al volante non mi sembra drasticamente diversa rispetto a quella della passata stagione, il che è probabilmente il motivo per cui ci ritroviamo in una posizione simile a quella di un anno fa. La pista è straordinaria, l’hanno riasfaltata e il meteo oggi è stato splendido, per non parlare dei tifosi che sono stati incredibili già dal primo giorno, come sempre accade qui in Giappone. In tutta onestà, la macchina si guida bene in alcuni tratti, ma dobbiamo capire come sbloccarne il vero potenziale. Sono convinto che ci sia molto di più dentro questa vettura, si tratta solo di capire come tirarlo fuori e sarà proprio questo il nostro obiettivo principale nelle prossime ore”.

Le difficoltà di Hamilton non possono essere analizzate senza considerare il contesto tecnico più ampio emerso dalle telemetrie della giornata. La Ferrari SF-26 è apparsa visibilmente nervosa nel primo settore, lo “Snake”. In quel tratto, il continuo cambio di direzione richiede un anteriore preciso ma soprattutto un posteriore solido che permetta di mantenere la velocità minima elevata. Se il pilota è costretto a parzializzare il gas a causa dei “snaps” (le perdite repentine di aderenza menzionate da Lewis), il tempo sul giro si alza inesorabilmente.

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