F1 GP Cina | Verstappen rassegnato: “Non mi aspetto miracoli”

“È stato un weekend difficilissimo finora, uno dei peggiori che io ricordi”

F1 GP Cina | Verstappen rassegnato: “Non mi aspetto miracoli”

Shanghai – Tempi duri in casa Red Bull. Il weekend cinese conferma il calvario tecnico per la scuderia di Milton Keynes. Max Verstappen termina la prima Sprint Race della stagione mestamente fuori dalla zona punti, e il trend negativo non accenna a invertirsi nelle qualifiche ufficiali, dove il quattro volte campione del mondo olandese non va oltre l’ottava posizione. A seguirlo a breve distanza c’è il giovane Isack Hadjar, quindicesimo nella Sprint, ma nono in qualifica.

È un momento difficile per Max, ora più che mai lontano dal vertice della classifica e dalle prestazioni siderali delle Mercedes e delle Ferrari. Non serve ribadire ulteriormente quanto Verstappen detesti il nuovo quadro regolamentare: sono già diventate virali le sue dichiarazioni al vetriolo rilasciate nella conferenza stampa del giovedì, dove ha ironizzato dicendo di “stare facendo pratica su Mario Kart” per prepararsi alle gare. Tuttavia, la realtà della pista è ben diversa e, purtroppo per lui, neanche l’allenamento virtuale sembra poter risolvere i problemi cronici della vettura di Milton Keynes.

La RB22 sembra essere nata sotto una stella opaca. La monoposto soffre in ogni fase cruciale del weekend: è lenta e impacciata in partenza, fatica enormemente nella gestione delle temperature degli pneumatici e, soprattutto, appare deficitaria nella gestione energetica, vero cuore pulsante di questo regolamento 2026. Tra la Sprint Race e la sessione di qualifica ufficiale, il box guidato da Laurent Mekies ha lavorato freneticamente, tentando di stravolgere il setup per ridare fiducia ai piloti, ma i risultati sono stati pressoché nulli.

I numeri sono impietosi: Verstappen si era classificato ottavo nelle Sprint Qualifying e si riconferma ottavo anche nella griglia della domenica. Ma il dato che preoccupa maggiormente è la forbice cronometrica: se al venerdì il distacco dai leader era di otto decimi, nelle qualifiche ufficiali il gap è salito a un intero secondo. Una regressione preoccupante che fotografa una squadra attualmente priva di bussola tecnica.

Lo sfogo di Max: “Ogni giro è un’insidia”

Al termine delle sessioni, Verstappen non ha cercato scuse, descrivendo una situazione di estremo disagio all’interno dell’abitacolo:

“È stato un weekend difficilissimo finora, uno dei peggiori che io ricordi,” ha esordito Max. “Nella Sprint abbiamo avuto una partenza complicata che ha compromesso immediatamente ogni possibilità di rimonta; sappiamo cosa è andato storto, ma oltre allo spunto iniziale abbiamo sofferto di un graining pesantissimo e di un bilanciamento della vettura che definire precario è poco. In vista della Qualifica abbiamo cambiato moltissimo sulla macchina, quasi l’abbiamo ricostruita, ma sfortunatamente non ha fatto molta differenza sul cronometro. Al momento la RB22 è molto complicata da interpretare e piuttosto difficile da guidare: fatico a trovare un punto di riferimento costante su cui costruire il ritmo, quindi ogni giro è un’insidia. I problemi sono gli stessi della Sprint, ci sarà molto da analizzare durante la notte, ma non mi aspetto miracoli per domani”.

Hadjar resta incollato a Verstappen

Nonostante il clima cupo che si respira nel box austriaco, c’è un elemento che può far sorridere i vertici del team: la crescita di Isack Hadjar. Il franco-algerino è, di fatto, il primo compagno di squadra capace di tenere realmente il passo di Verstappen sin dalle prime battute. Problemi della Sprint a parte — dove un contatto con Antonelli lo ha relegato nelle retrovie — in qualifica Hadjar è stato quasi perfetto, chiudendo in nona posizione a poco più di un decimo di distacco dal capitano olandese.

“Il team ha lavorato duramente per migliorare la performance e sento di aver estratto tutto il possibile dalla vettura,” ha commentato Hadjar. “Siamo riusciti a trovare un po’ più di passo, ma la costanza è ancora un miraggio. Nella Sprint tutto stava funzionando bene fino al contatto, il che rende difficile avere un’idea chiara per la gara lunga. Essere vicini a Max in qualifica è una bella sensazione, ti dà fiducia, ma allo stesso tempo vorremmo entrambi lottare per il podio, non per la nona posizione. La nona posizione è comunque un punto di partenza discreto. Domani il mio obiettivo è portare a casa i primi punti per il Team. Sarà una gara di sofferenza e gestione, ma daremo il massimo”.

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