F1 | Le due McLaren fuori dal GP di Cina: c’è un conflitto tecnico con la Mercedes?
Le due MCL40 non sono partite a Shanghai per due problemi diversi sulle power unit
Il Gran Premio di Cina 2026 si è trasformato in un incubo per la McLaren, che ha visto entrambe le sue vetture bloccate ai box ancora prima che i semafori si spegnessero. Una domenica surreale per il team di Woking, culminata con un doppio DNS che pesa come un macigno sulla classifica iridata e sul morale della squadra. Se la stagione era iniziata con l’ambizione di sfidare la Ferrari e difendere il titolo piloti di Lando Norris, il weekend di Shanghai ha messo a nudo fragilità inaspettate proprio nell’area più critica del nuovo regolamento tecnico: la gestione elettrica della power unit.
Andrea Stella, team principal della scuderia britannica, si è presentato davanti ai microfoni con il volto visibilmente segnato dalla delusione. Non è solo la perdita di punti a bruciare, ma la consapevolezza che nel 2026, anno in cui l’efficienza dei sistemi ibridi decide le gerarchie, perdere dati preziosi su un intero Gran Premio può compromettere lo sviluppo per i mesi a venire. Mentre la Mercedes domina, la McLaren deve ora fare i conti con un’affidabilità che sembra essere venuta meno nel momento meno opportuno.
La cronaca del doppio guasto: un pomeriggio da dimenticare
Il primo segnale d’allarme è arrivato dal box di Lando Norris. Mentre le altre vetture si preparavano a uscire per i giri di ricognizione prima della procedura di schieramento, la McLaren numero 1 è rimasta ferma. I meccanici hanno lavorato febbrilmente sul retrotreno della monoposto, nel tentativo disperato di ristabilire la comunicazione tra i sistemi di bordo e la parte elettrica della propulsione Mercedes. Nonostante la sostituzione di diverse centraline esterne, il sistema non ha dato segni di vita, impedendo al campione del mondo in carica di scendere in pista.
Pochi minuti dopo, il dramma si è spostato sulla griglia di partenza. Oscar Piastri, che si era qualificato con un buon quinto tempo, è riuscito a raggiungere la sua piazzola senza apparenti difficoltà. Al momento del riavvio per il giro di formazione, la sua vettura è rimasta muta. Un guasto gemello, ma di natura leggermente diversa, ha colpito la componente elettrica della sua power unit, costringendo i commissari a spingerlo in pit lane mentre il gruppo partiva senza di lui. Per l’australiano si tratta del secondo ritiro preventivo consecutivo, dopo l’incidente che lo aveva messo fuori gioco prima del via anche a Melbourne.
L’analisi tecnica: il rebus del software “fatto in casa”
Il problema che ha colpito le McLaren risiede nel cuore elettrico dell’unità motrice Mercedes HPP. A differenza di altri team clienti, la McLaren gode di una certa autonomia nella gestione del software di controllo che regola l’erogazione dell’energia e la ricarica della batteria. La mancata comunicazione con il componente, citata da Stella, suggerisce un conflitto tra la logica di controllo sviluppata a Woking e l’elettronica fornita da Brixworth.
Collaborare con un fornitore esterno senza avere il pieno controllo della piattaforma fisica è una sfida complessa, specialmente con i nuovi regolamenti 2026 dove la potenza elettrica equivale a quella termica. Il rischio di “lavorare senza libretto di istruzioni”, come sottolineato dagli amici di Formula Tecnica, è quello di incappare in errori sistemici difficili da diagnosticare sotto pressione.
Le dichiarazioni integrali di Andrea Stella
Al termine della giornata, Andrea Stella ha ricostruito i fatti, senza cercare scuse e puntando dritto alla natura del guasto: “È stato un pomeriggio amaro e onestamente frustrante, perché la nostra ragione d’essere è la competizione attiva in pista. Vedere le nostre due vetture ferme ai box mentre gli altri lottavano è un colpo duro. Sulla monoposto di Lando abbiamo rilevato criticità elettriche alla power unit durante i giri per lo schieramento; c’era un’assenza totale di dialogo con un componente specifico. Abbiamo fatto ogni tentativo possibile per ripristinare il sistema senza smontare l’intero pezzo, operazione che avrebbe richiesto troppo tempo, ma la riprogrammazione non ha dato esiti e la macchina non è stata in grado di muoversi”.
Il team principal ha poi spiegato l’eccezionalità del guasto occorso sulla vettura di Piastri: “Il problema di Oscar è emerso una volta raggiunta la griglia: la vettura ha smesso di rispondere e non è stato possibile riavviarla, in modo simile a quanto accaduto al compagno. Sebbene la diagnosi sia stata più rapida, abbiamo accertato che il guasto riguardava lo stesso modulo elettrico della power unit, pur manifestandosi con modalità differenti. È una coincidenza incredibile e decisamente anomala riscontrare due rotture definitive quasi in contemporanea sullo stesso elemento. Collaboreremo strettamente con i tecnici della HPP per capire cosa sia successo, restando compatti come un’unica squadra”.
Spostando l’attenzione sulle conseguenze iridate, Stella non ha nascosto la preoccupazione per i punti persi: “Il danno maggiore di questa domenica non è solo tecnico, ma riguarda la classifica iridata. In questo momento la Mercedes corre in un’altra categoria, ma noi siamo vicini alla Ferrari e la nostra ambizione resta quella di giocarci i piani alti della classifica. Ogni punto perso oggi potrebbe pesare tantissimo a fine stagione; uscire da un weekend con uno zero pesante è la conseguenza più difficile da digerire”.
Infine, un pensiero ai piloti e alla mentalità necessaria per uscire da questo momento di crisi: “Per un pilota giovane come Oscar, non riuscire a prendere il via nelle prime due gare del 2026 è un boccone amaro, ma sia lui che Lando hanno mostrato una maturità incredibile. Dopo la gara abbiamo parlato e l’atteggiamento è rimasto propositivo. Quello che abbiamo costruito in McLaren dal 2023 è un approccio mentale solido, che noi definiamo attitudine vincente. Significa restare concentrati su ciò che è sotto il nostro controllo, imparando dagli errori per ripartire subito più forti”.
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