F1 GP Cina | Calvario Alonso: vibrazioni troppo forti sulle mani causate da Aston Martin e Honda

Lo spagnolo costretto al ritiro: "È una sensazione decisamente sgradevole"

F1 GP Cina | Calvario Alonso: vibrazioni troppo forti sulle mani causate da Aston Martin e Honda

Il Gran Premio di Cina 2026 si è trasformato in una domenica da dimenticare per l’Aston Martin, costretta a incassare un pesante doppio ritiro che mette nuovamente a nudo tutte le fragilità della AMR26. Se da un lato Lance Stroll è stato appiedato quasi subito da un blackout elettrico, dall’altro Fernando Alonso ha vissuto una vera e propria agonia fisica a causa di vibrazioni anomale che hanno reso la sua vettura ingovernabile, fino alla decisione inevitabile di parcheggiare l’auto nei box.

Il progetto tecnico nato dalla collaborazione con Honda sembra soffrire di problemi sempre più difficili da estirpare. Le risonanze generate dalla nuova power unit giapponese, già oggetto di discussione a Melbourne, sono riemerse a Shanghai con una violenza inaspettata. Nonostante i tentativi dei tecnici di Silverstone di mitigare il fenomeno con nuove mappature e modifiche strutturali, la situazione è peggiorata drasticamente durante la corsa, sollevando interrogativi sulla capacità del team di risolvere queste criticità in tempi brevi.

Il dramma fisico di Alonso: quando guidare diventa un pericolo

La gara di Fernando Alonso si è interrotta ufficialmente al 34° giro, ma il suo calvario è iniziato molto prima. Lo spagnolo, protagonista come di consueto di uno scatto felino che lo aveva portato nelle posizioni di rilievo della top 10, ha dovuto fare i conti con sollecitazioni meccaniche talmente intense da compromettere la sua incolumità fisica. Con il passare dei chilometri, le vibrazioni trasmesse dalla power unit al telaio sono diventate così forti da provocare l’intorpidimento degli arti del pilota, una condizione estremamente pericolosa quando si viaggia a oltre 300 km/h.

Il leone di Oviedo ha cercato di resistere finché ha potuto, arrivando persino a dover staccare le mani dal volante in alcuni tratti rettilinei per cercare di recuperare sensibilità alle dita. Una volta superata la mezz’ora di gara, la perdita di controllo tattile è diventata totale, costringendo il muretto box a richiamare la vettura numero 14 per evitare incidenti. È un campanello d’allarme serio per il team, poiché non si tratta più solo di una questione di performance pura, ma di ergonomia e sicurezza del pilota all’interno del nuovo pacchetto tecnico 2026.

Ecco le parole di Fernando Alonso nel post-gara: “La fase di avvio della gara rimane un frangente dominato dall’istinto puro, ben diverso dalla gestione energetica che caratterizza l’attuale mondiale basato sulle batterie. È l’unico momento in cui partiamo tutti con lo stesso livello di carica e alla massima potenza, e infatti la nostra vettura è scattata bene sia qui che in Australia. Mi sono goduto nuovamente il momento dello scatto iniziale e pare che questo sia ormai un punto di forza della nostra monoposto, dato che siamo riusciti a risalire fino alla decima piazza”.

“Intorno al ventesimo giro ho iniziato ad accusare pesanti vibrazioni e, considerando che avevamo già un giro di distacco dai primi, alla fine abbiamo optato per il ritiro. Oggi queste oscillazioni erano molto più intense rispetto a qualsiasi altra sessione del weekend, quindi dobbiamo analizzare a fondo le cause. È evidente che ci serva ulteriore tempo per sistemare ogni dettaglio”.

Approfondendo il malessere fisico avvertito nell’abitacolo, lo spagnolo ha aggiunto: “È stata una prova davvero dura. Oggi le vibrazioni erano talmente forti che fisicamente non mi è stato possibile proseguire oltre. Ho cominciato a perdere la sensibilità sia alle mani che ai piedi, una sensazione decisamente sgradevole. Queste risonanze sono sempre presenti, ma un conto è gestirle per pochi minuti, un altro è subirle per quaranta minuti consecutivi. Anni fa nelle palestre si usavano quelle pedane vibranti per l’allenamento: se le utilizzi per dieci o trenta secondi non accade nulla di strano, ma se rimani esposto a quello stimolo per quasi un’ora inizi a sentire gli arti che si addormentano. Questo è esattamente ciò che sta capitando a noi in pista”.

Stroll e il blackout elettrico: un problema di batterie?

Se la gara di Alonso è stata una lenta agonia, quella di Lance Stroll è stata un lampo improvviso quanto amaro. Il pilota canadese è stato costretto a fermarsi al decimo giro a causa di un improvviso spegnimento della sua AMR26 mentre affrontava la prima curva del tracciato cinese. I primi rilievi indicano un possibile guasto al sistema di accumulo dell’energia, un problema critico in questo nuovo ciclo regolamentare dove la parte elettrica della power unit gioca un ruolo paritario rispetto al motore termico.

Nonostante il ritiro, Lance Stroll ha cercato di mantenere un approccio costruttivo: “La vettura si è spenta di colpo mentre stavo percorrendo la curva 1. Dobbiamo ancora fare tutte le verifiche del caso, ma il sospetto principale ricade su un malfunzionamento della batteria. Se guardiamo al quadro generale, in questo fine settimana siamo comunque riusciti a completare un buon numero di giri, raccogliendo dati preziosi che ci permettono di conoscere meglio il comportamento della macchina e del motore Honda, quindi questo resta un punto a nostro favore”.

“Abbiamo moltissimo lavoro da fare in ogni area e dobbiamo impegnarci al massimo per compiere un passo in avanti. Non è un periodo semplice per la scuderia, ma stiamo remando tutti nella stessa direzione e sono convinto che ci sia un grande potenziale ancora da esprimere”.

La voce del muretto: Mike Krack e la sfida Honda

Mike Krack, ex team principal, è colui che mette la faccia ultimamente, e non ha nascosto la delusione per un risultato che vede l’Aston Martin uscire con le ossa rotte dalla trasferta asiatica. La priorità ora è capire perché le contromisure studiate dopo l’Australia non abbiano funzionato e come intervenire prima della gara di casa della Honda a Suzuka.

Questa la sua analisi: “Purtroppo nessuna delle nostre monoposto è riuscita a tagliare il traguardo oggi. Sulla vettura di Lance abbiamo riscontrato un presunto problema alla batteria che ha causato lo stop al decimo giro, mentre la corsa di Fernando è terminata al trentaquattresimo passaggio quando abbiamo deciso di fermarlo a causa di vibrazioni del tutto anomale. Si tratta di un aspetto tecnico sul quale stiamo lavorando intensamente insieme ai partner di Honda per trovare una soluzione definitiva. Da questa trasferta abbiamo comunque ricavato molti insegnamenti e una grande mole di dati che applicheremo immediatamente durante la preparazione per la tappa del Giappone”.

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