F1 | Ferrari, ritorno a Città del Messico

Il Cavallino ha presentato sul proprio sito ufficiale la trasferta di Città del Messico

F1 | Ferrari, ritorno a Città del Messico

La Ferrari si appresta a partecipare al week-end del GP del Messico con cauto ottimismo. L’obiettivo della Rossa è quello di riuscire a stare davanti alla McLaren in ottica terzo posto Costruttori, ricucendo lo strappo di tre punti e mezzo che la separa ancora da Woking in classifica iridata.

Di seguito la presentazione della gara che si disputerà domenica all’Autodromo Hermanos Rodriguez, come pubblicata sul sito ufficiale della Scuderia.

“Questo fine settimana va in scena il secondo dei tre appuntamenti americani del campionato. Dopo il Gran Premio degli Stati Uniti tocca a quello di Città del Messico che, come la tappa di Austin, torna in calendario dopo una stagione di assenza.

Circuito storico. La gara, fino a due anni fa nota come Gran Premio del Messico, si è sempre disputata nella capitale centramericana, sullo stesso circuito – che nel corso degli anni ha cambiato nome e layout – situato all’interno del grande polo sportivo Magdalena Mixhuca, non distante dal centro di uno degli agglomerati urbani più popolosi al mondo. Il tracciato, ora denominato Autódromo Hermanos Rodríguez, presenta un lungo rettilineo nel primo settore, un tratto centrale misto e una parte finale che, prima dei cambiamenti introdotti nel 2015, quando il GP è rientrato in calendario dopo 23 anni di assenza, si caratterizzava soprattutto per la curva conclusiva detta Peraltada – che in spagnolo significa sopraelevata – inclinata di circa dieci gradi. Il layout è stato profondamente rivisitato con le modifiche più rilevanti proprio nel settore conclusivo: la Peraltada è stata sostituita dal Foro Sol, un passaggio molto lento e dal punto di vista della guida assai meno impegnativo, che permette però al pubblico di vedere da vicino le vetture a bassa velocità. Le monoposto in questo tratto transitano in mezzo a tribune particolarmente alte di solito gremite di tifosi così rumorosi da essere chiaramente udibili anche dai piloti in abitacolo. Le curve sono 17, la lunghezza del giro è pari a 4.304 metri e ci sono tre zone DRS. Da percorrere 71 giri, per un totale di 305,354 km.

Aria rarefatta. Il fattore distintivo della tappa messicana è l’altitudine: si corre infatti alla quota record di 2.285 metri. L’aria è più rarefatta, quindi, con una densità e una concentrazione di ossigeno inferiori di circa un quarto rispetto al livello del mare. Questo ha effetti su diversi aspetti della monoposto, come il raffreddamento, tanto delle gomme che delle altre componenti interne, a cominciare dalla power unit. Inoltre l’aria rarefatta costringe il compressore a un lavoro maggiore per fornire al motore l’ossigeno per la combustione aumentando lo stress di questo elemento. A livello aerodinamico la ridotta resistenza all’avanzamento fa sì che sui 1.310 metri del rettilineo principale le monoposto raggiungano velocità superiori ai 360 km/h e questo nonostante si giri con una configurazione aerodinamica simile a quella di Monaco. Il carico generato è infatti pari al 75% di quello che si avrebbe correndo al livello del mare.

Programma. I piloti della Scuderia Ferrari Mission Winnow, Charles Leclerc e Carlos Sainz, scenderanno in pista per la prima volta venerdì alle 11.30 locali (18.30 CET) per la prima sessione di prove libere, mentre la seconda è prevista alle 15 (22 CET). La terza è in programma sabato alle 11 (18 CET), mentre le posizioni sulla griglia verranno definite a partire dalle 14 (21 CET). Il 21° Gran Premio di Formula 1 valido per il Mondiale disputato in Messico prenderà il via domenica 7 novembre alle 13 (20 CET)”.

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