F1 | Ferrari: quattro grandi grattacapi per Vasseur

A Maranello inizia l'era del team principal francese, chiamato subito a prendere decisioni importanti

F1 | Ferrari: quattro grandi grattacapi per Vasseur

L’era Frederic Vasseur è ufficialmente iniziata, con il nuovo team principal che ha preso formalmente servizio a Maranello dopo aver già fatto capolino in GeS a dicembre per un primo approccio alla sua nuova squadra. Da monsieur Vasseur non ci si aspetta discontinuità tecnica con la gestione precedente, considerando che la nuova Ferrari 675 è di fatto già pronta e che la F1-75 ha rappresentato in ogni caso una valida base su cui lavorare in ottica 2023, ma sicuramente ci si attende discontinuità gestionale, ovvero decisioni che traccino una linea di demarcazione netta con la sfortunata gestione Binotto.

Sono quattro, più o meno, i problemi che il nuovo team principal dovrà affrontare, provando a risolverli il più celermente possibile per dare alla Rossa quella struttura vincente che fino ad oggi è mancata, non si spiegano altrimenti i cali improvvisi e i fallimenti a stagione in corso anche negli anni recenti in cui la Ferrari è stata in lotta per il mondiale (2017, 2018 e 2022). A Vasseur, alla sua esperienza nel Motorsport, si chiede il salto di qualità organizzativo, con la speranza che il nuovo capo GeS possa contribuire a dare una dimensione vincente ad una squadra che non è tale da ben quindici anni (l’ultimo titolo è stato il Costruttori del 2008).

DIREZIONE TECNICA E RIORGANIZZAZIONE. Il primo grattacapo di Vasseur è la necessaria riorganizzazione della squadra in senso verticale, con ruoli e responsabilità ben definiti, in modo da avere una catena di comando più snella ed efficiente. La Ferrari dovrà abbandonare ogni residuo di metodo cosiddetto orizzontale, con una divisione per reparti alla pari ed un unico responsabile di tutto (che era Binotto). Urge la nomina di un direttore tecnico. Alla suggestione del nome di Aldo Costa o del ritorno di Simone Resta si è aggiunta nelle ultime settimane la candidatura di Enrico Cardile, già responsabile del telaio. Ciò che conta è che ci sia un direttore tecnico che sappia comandare i reparti e che si assuma le responsabilità del progetto. La scelta plenipotenziaria di Binotto, il quale non ha mai nominato un direttore tecnico, restando lui responsabile di tutto, si è rivelata un clamoroso autogol, che ha finito per deresponsabilizzare troppi ingegneri, con verosimili ripercussioni negative sugli sviluppi.

STRATEGIE. Inutile girarci intorno, è manifesto icto oculi che la catena di comando Inaki Rueda, Ravin Jain e  remote garage non funzioni, con la Ferrari che troppo spesso adotta strategie bizzarre o controcorrente, rivelatesi poi errate, basti pensare a quanto visto a Montecarlo, Silverstone o nelle qualifiche di Interlagos. E’ un punto sul quale il nuovo team principal dovrà intervenire per forza.

PILOTI. E qui la questione si fa interessante, perché il 2022 sotto questo punto di vista è stato surreale, con una parità tra Charles Leclerc e Carlos Sainz che di fatto è stata una forzatura. Se non un’ingiustizia, in almeno due occasioni (Montecarlo, Silverstone). Frederic Vasseur è uno della vecchia scuola, affezionato allo schema prima e seconda guida. A lui il coraggio (che poi altro non sarebbe che buonsenso) di eleggere Leclerc prima guida e riservare al buon Sainz il ruolo di scudiero. Lo spagnolo è il prototipo della seconda guida perfetta, un passista consistente e regolare. Leclerc ha le stimmate del vincente, è un fuoriclasse. A monsieur Frederic il compito di correggere la miopia di chi era al timone prima di lui.

PESO POLITICO. Si dice che Vasseur abbia saputo tessere buoni rapporti un po’ con tutti, che sia un ottimo politico e un buon diplomatico. Un uomo, insomma, smaliziato che sa come muoversi nelle stanze del potere. La Ferrari ha un peso politico in F1 pari a quello di un peso piuma nel pugilato, con Mercedes e Red Bull che recitano la parte dei pesi massimi. Nell’ultimo decennio abbiamo visto il Cavallino accettare passivamente qualsiasi decisione regolamentare, sportiva o tecnica che sia. Anche cambiamenti a stagione in corso. I maligni dicono che alla Ferrari va tutto bene perché tanto prende comunque vagonate di soldi. Ma se Vasseur è stato ingaggiato per tornare a vincere allora la Ferrari dovrà tornare ad alzare la voce e sbattere i pugni sul tavolo. La querelle sui motori 2026 è un ottimo antipasto, il no secco della Ferrari alle concessioni alla Red Bull “Powertrains” ha fatto rumore. Bene così, guai a regalare ancora qualcosa a rivali che non regalano nulla.

Antonino Rendina

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