F1 GP Baku | Ferrari, Leclerc: “Cambio motore e penalità? Non posso dirlo”

"Abbiamo fatto fatica ultimamente, sta a noi migliorare", ha detto Charles

Charles Leclerc si ripresenta sul tracciato cittadino di Baku per il Gran Premio dell'Azerbaijan con l'obiettivo di invertire un trend negativo che non lo ha mai visto vincere nonostante le quattro pole position conquistate in carriera. Tra il rischio di una penalità in griglia per la sostituzione della power unit e le difficoltà prestazionali in qualifica della SF-26, il pilota monegasco fa il punto sul confronto interno con Lewis Hamilton, sulla crescita della McLaren e sulle insidie millimetriche del circuito azero
F1 GP Baku | Ferrari, Leclerc: “Cambio motore e penalità? Non posso dirlo”

Charles Leclerc torna a Baku, laddove ha conquistato quattro pole position, senza però riuscire mai a vincere una gara per diversi motivi. Una pista che piace al pilota della Ferrari, anche se in passato è stato autore di un paio di incidenti contro le barriere, memorabile quello del 2019, quando andando a sbattere all’ingresso del Castello si lasciò andare in radio con il famoso “I’m stupid”.

Al di là di questo, il fine settimana del monegasco potrebbe essere condizionato dalla penalità che dovrebbe ricevere in griglia di partenza per la sostituzione della power unit, vista che quella utilizzata a Monza non sembra dare le giuste garanzie, ma ancora nulla è stato deciso.

“Non so se questo sarà l’anno buono per sfatare il tabù, ma di certo quest’anno la qualifica è proprio l’ambito in cui facciamo più fatica a livello di prestazioni della vettura – ha spiegato Leclerc in conferenza stampa -. Se dovessimo riuscire a partire davanti, sarei fiducioso per la gara, ma prima di pensare a questo dobbiamo preparare il weekend nel migliore dei modi. Con la monoposto di quest’anno si notano prestazioni altalenanti da un fine settimana all’altro, legate prevalentemente all’ottimizzazione della power unit”.

“Su un tracciato come questo l’impatto sarà notevole, motivo per cui penso che ci dovremo concentrare proprio su quell’aspetto. Poi, per quanto mi riguarda, è senz’altro una pista su cui amo guidare e che mi ha regalato grandi soddisfazioni al sabato, anche se la domenica le cose si sono rivelate più complesse. Spero quindi che quest’anno riusciremo a invertire la rotta”.

Il rendimento della SF-26 e la crescita della concorrenza

Il calo di rendimento evidenziato dalla Ferrari nelle ultime uscite non viene attribuito dal pilota monegasco alla sola conformazione dei tracciati, ma a un generale progresso mostrato dagli avversari. La gestione delle risorse tecniche e l’eventuale arretramento sullo schieramento di partenza impongono una preparazione rigorosa per estrarre il massimo potenziale dalla vettura nei momenti chiave.

“Quel motore fa parte dei propulsori utilizzabili nel nostro lotto ed è tornato a far parte delle unità a nostra disposizione, il che è una buona notizia, ma non entrerò nei dettagli sulle strategie o su quale motore impiegheremo perché si tratta di informazioni riservate che non vogliamo rivelare agli avversari – ha precisato Leclerc sul tema della penalità -. Non sarebbe corretto addossare la colpa degli ultimi risultati ai singoli tracciati, dato che dal rientro estivo abbiamo già disputato diverse gare”.

“Non credo dipenda dalla pista, ma penso piuttosto che la McLaren abbia compiuto grandi passi in avanti. La Mercedes si conferma il punto di riferimento ed è sempre un top team a prescindere dal circuito o dal momento della stagione, ma la McLaren si è riaffacciata con decisione dalle nostre parti. Negli ultimi weekend noi abbiamo faticato con qualche dettaglio qua e là, ma spetta a noi fare un lavoro migliore. Di certo il divario con la McLaren si è assottigliato e la Mercedes resta la squadra da battere”.

Il duello interno con Hamilton e la pressione mediatica

I confronti diretti in pista tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton continuano a catalizzare l’attenzione all’interno del box Ferrari. Nonostante gli incontri piuttosto ravvicinati delle ultime settimane, la gestione dei rapporti personali rimane improntata alla massima trasparenza per evitare tensioni dannose per il team e spegnere le speculazioni esterne.

“I duelli con Lewis mi divertono molto e sono decisamente soddisfatto di come lottiamo ruota a ruota. Ci sono stati frangenti in cui io sono andato oltre il limite e altri in cui lo ha fatto Lewis, ma la chiave sta nel confronto diretto. Sono in Ferrari dal 2019 e so bene come ogni nostra azione venga ultra-analizzata e sviscerata, portando spesso a conclusioni del tutto errate dopo questo tipo di bagarre. Basta parlarsi tra noi e con Lewis per chiarirsi al volo: entrambi vogliamo vincere e la rivalità c’è, ma vogliamo anche vincere come squadra e fare in modo che la Ferrari finisca davanti a tutti”.

“Questa è la priorità assoluta. Il bello della Formula 1 è proprio misurarsi con i migliori e Lewis è indiscutibilmente al vertice, per me rappresenta una bellissima sfida. Quanto accaduto a Curva 2 a Monza è qualcosa che non vogliamo mai più rivedere in pista, ed è stato un mio errore andare oltre il limite, ma ci sono già passato sopra. Le regole d’ingaggio sono limpide. Ho l’impressione che quando si tratta delle vetture rosse tutto venga ingigantito e analizzato oltre misura: a Monza tre dei quattro top team hanno avuto duelli simili finiti con vetture sull’erba, ma l’unico argomento di discussione sono ancora e solo le rosse, il che non mi sembra giusto”.

Le prestazioni di Antonelli, i limiti del tracciato e il nodo VSC

L’analisi del weekend azero si estende anche alle prestazioni degli avversari emergenti nel campionato e alle specificità di un tracciato cittadino privo di margini di errore, dove il livello di rischio definisce la griglia di partenza.

“Kimi sta facendo qualcosa che funziona maledettamente bene e la cosa non mi sorprende più di tanto, dato che nelle categorie propedeutiche era evidente che avesse un talento cristallino. Dopo un primo anno complesso, quest’anno sta impressionando: dalla prima gara a oggi è stato impeccabile, guidando a livelli altissimi contro un pilota che stimo enormemente come George Russell. I suoi giri sembrano sempre al limite e riesce costantemente a piazzare la stoccata quando conta”.

“Per quanto riguarda le insidie di Baku, la trappola numero uno per me è Curva 15: ci sono finito contro due o tre volte in passato, quindi quest’anno cercherò di evitarla. Il segreto su qualsiasi tracciato cittadino risiede nell’aggressività e in quanto si è disposti a rischiare. Sfruttare quei due, tre o cinque centimetri in più per sfiorare i muretti fa una differenza enorme su piste del genere: è una questione di decisione e precisione millimetrica quando si entra in Q3”.

Sollecitato infine sulle dinamiche legate all’impiego della Virtual Safety Car e sulle possibili modifiche ai regolamenti sportivi, il pilota della Ferrari ha ribadito una posizione neutrale.

“Non ho riflettuto seriamente su modifiche alla Virtual Safety Car: può favorire o rovinare una gara, e ogni soluzione rischia di creare nuovi problemi. A Madrid il tempismo è stato sfavorevole, ma fa parte del gioco: ci saranno momenti positivi e negativi. Sono aperto a proposte se FIA e piloti troveranno un accordo per ridurre l’imprevedibilità, ma per ora mi va bene così”.

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