F1 GP Australia | Norris ha cambiato idea: “Queste macchine fanno schifo”

Il campione del mondo era di un'idea completamente opposta soltanto un paio di settimane fa

F1 GP Australia | Norris ha cambiato idea: “Queste macchine fanno schifo”

Le prime qualifiche del 2026 sul tracciato dell’Albert Park sono state sportivamente e televisivamente pessime. Quello che doveva essere il punto di inizio di una rivoluzione tecnologica si sta trasformando, ora dopo ora, in un processo di alienazione per i veri protagonisti: i piloti. La critica, che già serpeggiava durante i test invernali, è esplosa con virulenza nel paddock di Melbourne, dove l’analisi tecnica ha lasciato spazio a una riflessione molto più amara sulla natura stessa della Formula 1.

Il cuore della polemica risiede nella gestione maniacale delle nuove power unit, che costringe Verstappen, Hamilton e compagnia bella a una guida conservativa persino durante il giro secco in qualifica, il momento che per eccellenza dovrebbe celebrare la ricerca del limite assoluto. Invece di potersi concentrare sulla traiettoria perfetta o sulla staccata millimetrica, i piloti sono oggi costretti a operare come contabili dell’energia, monitorando costantemente i flussi elettrici per evitare il tracollo prestazionale.

L’apatia di Verstappen: un grido d’allarme

Il pilota che più ha manifestato il proprio dissenso è stato, ancora una volta, Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo, nonostante il suo innegabile talento, sembra aver smarrito la scintilla che lo ha sempre contraddistinto. Il suo incidente nelle fasi iniziali della Q1 è passato quasi in secondo piano rispetto alla pesantezza delle sue dichiarazioni post-sessione, che delineano un quadro di totale distacco emotivo nei confronti della categoria regina.

Verstappen ha analizzato il suo stato d’animo, lasciando intendere che il problema risieda nelle fondamenta stesse del progetto tecnico: “In questo momento non provo assolutamente alcuna emozione e avverto una sensazione di vuoto totale mentre mi trovo all’interno dell’abitacolo. Sinceramente non riesco a trovare alcuno stimolo in questo modo di correre. Non ha alcuna importanza quale sia la mia posizione finale in griglia oggi, che io fossi stato il più veloce o che mi trovi dove sono ora poco cambia: dal punto di vista delle sensazioni alla guida, il vuoto è assoluto”.

“Già durante le sessioni al simulatore avevo percepito quanto fosse pessimo questo approccio, al punto che ti passa persino la voglia di metterti al volante. Avevo già esposto chiaramente queste mie perplessità in passato e ora mi sto preparando mentalmente a sopportare un’intera stagione vissuta in questo modo. So già fin da questo momento che mi divertirò molto di più quando correrò con le vetture GT3, perché questa realtà è priva di qualsiasi emozione”.

Le parole dell’olandese pesano come macigni, specialmente quando ricorda come le criticità attuali fossero ampiamente prevedibili già durante la fase di stesura dei regolamenti, rendendo di fatto inutile ogni lamentela tardiva.

Il fenomeno che più di ogni altro sta snaturando lo spettacolo in pista è il cosiddetto Super Clipping. Vedere le monoposto “piantarsi” letteralmente a metà dei rettilinei dell’Albert Park è uno spettacolo osceno. La meccanica del fenomeno è spietata: quando il sistema ibrido esaurisce l’energia elettrica, il motore termico da 540 CV resta solo a combattere contro la resistenza aerodinamica, ricaricando nel contempo la batteria, causando un taglio di potenza brutale. Il risultato è una lenta agonia lungo i rettifili.

Il dietrofront di Lando Norris: “Queste macchine fanno schifo!”

Se in Bahrain Lando Norris aveva ironizzato sulle lamentele di Verstappen suggerendo un ritiro anticipato per chi non gradiva le nuove regole, il brusco contatto con la realtà di Melbourne gli ha fatto cambiare radicalmente opinione. Il pilota della McLaren, che domani scatterà dalla sesta posizione, ha espresso un giudizio durissimo sulla qualità dell’esperienza di guida offerta dalle attuali monoposto. Secondo Norris, il passaggio dalle auto più spettacolari e gratificanti della storia a quelle attuali è stato un trauma sportivo.

“Siamo passati da quelle che erano probabilmente le migliori vetture mai costruite nella storia della Formula 1, eccezionali da pilotare, a macchine che sono forse le peggiori di sempre – ha detto il campione del mondo in carica. È una situazione pessima e dobbiamo conviverci, nonostante tutti siano perfettamente consapevoli di quali siano i problemi strutturali. Il punto centrale è che la ripartizione della potenza al cinquanta per cento tra energia termica ed elettrica semplicemente non è funzionale”.

“Le sfide che dobbiamo affrontare sono moltissime, poiché ci ritroviamo a decelerare così tanto prima di affrontare le curve che siamo costretti a sollevare il piede dall’acceleratore ovunque, solo per garantire che il pacco batterie torni al livello massimo; se però l’energia accumulata è troppa, si finisce comunque per essere penalizzati. Non è affatto una sensazione piacevole per un pilota, anche se sono certo che George Russell stia sorridendo in questo momento vista la loro competitività. Non ci resta che accettare la situazione”.

Oltre al piacere di guida, Norris ha sollevato un’importante questione legata alla sicurezza stradale in pista. L’incidente occorso in qualifica, dove il britannico ha centrato un detrito perso dall’auto di Antonelli, è stato causato proprio dalla necessità di monitorare ossessivamente il volante per gestire i parametri energetici.

Lando ha spiegato come la saturazione di informazioni all’interno dell’abitacolo stia diventando un fattore di rischio: “Nel momento in cui ho colpito i detriti stavo guardando fisso il display sul mio volante, ed è proprio per questo motivo che non li ho visti in tempo. Mi trovo costretto a monitorare continuamente la velocità che raggiungerò alla fine del rettilineo per poter decidere se frenare dieci metri dopo o addirittura trenta metri prima rispetto al punto di corda ideale. Questo costante controllo dei dati è un altro problema serio che incide sulla nostra capacità di restare concentrati esclusivamente sulla pista”.

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