F1 GP Australia | Alonso, bordate a Honda: “Criticità continue, siamo legati alle scorte di ricambi”

"L'impegno di Aston Martin è totale, nel team c'è meno pessimismo rispetto a quanto viene raccontato dai giornali", ha detto

F1 GP Australia | Alonso, bordate a Honda: “Criticità continue, siamo legati alle scorte di ricambi”

L’avvio del mondiale 2026 di Formula 1 a Melbourne ha scoperchiato un ennesimo vaso di Pandora che l’Aston Martin avrebbe preferito mantenere sigillato. Quello che doveva essere il weekend della celebrazione per la nuova era tecnica si è trasformato, già dalle prime sessioni di test e quindi anche nelle libere di oggi, in un autentico dramma sportivo. Le AMR26 arrivate in Australia faticano a completare una manciata di giri consecuitivi, trascinate in un vortice di inefficienza che sta mettendo a dura prova la tenuta del progetto di Silverstone.

Nel paddock dell’Albert Park le indiscrezioni si rincorrono con una velocità superiore a quella mostrata in pista dalle vetture britanniche. La preoccupazione principale dei giorni scorsi è ormai diventata una certezza, ovvero l’incapacità strutturale di concludere la distanza del Gran Premio d’Australia di domenica. Circolano voci secondo cui il team starebbe valutando modalità per incappare in una squalifica pur di evitare l’umiliazione globale di un doppio ritiro nel corso della gara.

Il fallimento della partnership tecnica

Al centro della tempesta si trova il propulsore Honda, protagonista di un ritorno alla massima serie che rievoca i fantasmi del 2015, quando il binomio con McLaren naufragò tra guasti continui e prestazioni imbarazzanti. Nonostante l’esperienza maturata e gli investimenti colossali, il colosso giapponese pare non aver interpretato correttamente le sfide della nuova architettura motoristica.

La situazione rasenta l’incredibile: Honda è arrivata in Australia con appena due pacchi batterie, ovvero il componente che si è dimostrato più vulnerabile nel delicato equilibrio tra power unit e telaio Aston Martin. L’assenza totale di ulteriori ricambi pone il team in una condizione di precarietà assoluta, dove ogni chilometro percorso rappresenta un rischio per l’integrità del materiale rimasto.

Durante il venerdì di libere, questa fragilità è emersa in tutta la sua evidenza. Fernando Alonso è stato costretto a saltare interamente la prima sessione a causa di un guasto, mentre Lance Stroll ha concluso la sua attività dopo appena tre passaggi sul traguardo. Sebbene nel pomeriggio il campione spagnolo sia riuscito a completare 18 giri, il divario di chilometraggio rispetto alla concorrenza resta una voragine difficile da colmare in vista della gara.

Tensioni interne e scenari di rottura

Il clima all’interno dei box di Silverstone è certamente buio. Le accuse nei confronti del partner motoristico sono sempre più esplicite e minano la stabilità di un matrimonio tecnico che molti considerano già al capolinea, nonostante sia appena iniziato. La prospettiva che questa impasse possa protrarsi per diversi appuntamenti stagionali è considerata inaccettabile non solo dai vertici del team, ma anche dagli organi di governo della Formula 1 e dalla FIA, preoccupati per il danno d’immagine causato da un costruttore così prestigioso in evidente difficoltà.

In questo contesto di crisi profonda, iniziano a emergere ipotesi estreme che prevedono una separazione consensuale anticipata. Sebbene cambiare fornitore di motori a stagione in corso sia una manovra ai limiti dell’impossibile sotto il profilo regolamentare e ingegneristico, il livello di esasperazione è tale da rendere plausibile ogni tentativo di rottura pur di dotare l’Aston Martin di un propulsore differente. Chiaramente sono tutte ipotesi, non c’è nulla di concreto e forse di pensato, è bene sottolinearlo, ma è normale iniziare a porsi più di qualche domanda, specialmente se questa situazione dovesse protrarsi, davvero, per diversi Gran Premi.

Nonostante il quadro desolante, Fernando Alonso cerca di mantenere un equilibrio diplomatico, pur non nascondendo la gravità dei problemi riscontrati nelle prime ore del weekend australiano.

“In questo momento siamo impegnati nell’esame approfondito delle informazioni raccolte durante la seconda sessione di prove libere, ma devo ammettere che non abbiamo avvertito alcun cambiamento significativo rispetto a quanto già visto in Bahrain – ammette lo spagnolo. Il numero di giri che siamo riusciti a mettere insieme è stato estremamente ridotto a causa delle ripetute criticità riscontrate sulla power unit Honda sia al mattino che nel pomeriggio. La nostra priorità ora è cercare di recuperare il tempo perduto durante il resto del fine settimana, augurandoci che le terze libere possano svolgersi in modo più lineare e senza intoppi tecnici”.

“Da parte nostra l’impegno è totale, ma la nostra capacità di azione è strettamente legata alla disponibilità di componenti da parte di Honda e alla loro scorta di ricambi. Per quanto riguarda la possibilità di vedere finalmente una svolta positiva, credo che all’interno della squadra siamo decisamente meno pessimisti rispetto a quanto leggiamo sui media o sentiamo dalle persone che ci circondano; ho l’impressione che ci sia una certa tendenza a esasperare i toni. Conosciamo perfettamente la realtà dei fatti e siamo consapevoli che la sfida che abbiamo davanti è imponente, ma ogni membro del team la sta affrontando con coraggio, tentando ogni strada possibile per uscire da questo stallo”.

“La tecnologia attuale è purtroppo di una complessità tale da richiedere tempi di reazione molto lunghi per ogni modifica. Nonostante tutto, avvertiamo dei segnali di movimento e dei passi avanti interni che speriamo possano tradursi in un miglioramento dei riscontri cronometrici nel prossimo futuro”.

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