E poi non dite che non ve l'avevamo detto…

E poi non dite che non ve l'avevamo detto…

Prima i fatti, poi i commenti, se vogliamo dare retta al buonsenso. Stavolta pero' il fatto di cui vogliamo parlarvi e' un commento. Di cosa stiamo parlando? Leggete qua.

http://www.f1grandprix.it/css/notizia.asp?ID=272&categ=parcochiuso

Per chi non avesse voglia di arrivare in fondo al pezzo, rimandiamo alla pagella di Nelson Piquet jr. Anzi, copincolliamo il tutto.

Nelson Piquet jr: 4,5 – Ordunque, le chiavi di lettura della sua prestazione possono essere tre. Numero 1): il team gli ordina di schiantarsi contro il muro esattamente dopo il pit stop di Alonso. Se cosi' fosse, giu' il cappello di fronte alla genialita' del gioco di squadra di Briatore&co. Numero 2): Nelsinho decide volontariamente di raschiare la polvere dal muro con il retrotreno della Renault, per far uscire la safety car, regalare la vittoria a Fernando e conquistarsi presso la squadra un carico di riconoscenza tale da garantirsi la riconferma. In questo caso, una statua al valor civile a Enstone non gliela toglie nessuno. Numero 3): nel tentativo di tenere il ritmo di Fernando, Nelsinho esagera finendo contro il muro e distruggendo la vettura. Secondo voi qual e' la versione corretta? Se scegliete la 1), assegnate al brasiliano il voto 9. Nel caso preferiste la 2), la valutazione sale a 10. Se invece optate per la 3)…. beh, complimenti, la pensate esattamente come noi. Bravi!

Un certo Giulio Andreotti, uno che di politica se ne intende, diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Immagino valga anche per lo scriver male, inteso come buttar la' strampalate visioni pseudocomplittistiche, magari mascherandosi dietro un sorriso di circostanza che stempera qualsiasi accenno di serieta'. Del resto nel nostro lavoro se ne scrivono tante, e per la legge dei grandi numeri e' possibile pure che qualche volta ci si azzecchi.

Nonostante questo, pero', vi rimandiamo lo stesso a quella vecchia pagella. Perché? Ma perché la vicenda e' cosi' surreale, strampalata, senza senso, che meritava di essere commentata. E abbiamo scelto di farlo ritirando fuori un pezzo vecchio di quasi 12 mesi. A noi non interessa capire se la F1 ne esca bene o male, se la credibilita' del motorsport sia irrimediabilmente perduta oppure se sia stata salvata da una sentenza piu' o meno pilatesca. Abbiamo la nostra opinione, e ce la terremo ben stretta. Ma, ripeto, se abbiamo deciso di commentarla citando una surreale pagella di un anno fa, forse non e' difficile capire come la pensiamo.

Di certa c'e' solo una cosa: tra spy story, sabotaggi, incidenti artificiali, buchi e controbuchi su musetti e diffusori, kers prima invocati poi ripudiati quindi ripescati, complotti di biscardiana memoria, medaglie, orge naziste sadomasochiste eccetera eccetera eccetera (ma dimentichiamo sicuramente qualcosa) c'e' da rimpiangere, e non poco, i personaggi che popolavano le griglie della F1 degli anni '70. Garagisti, e' vero. Ma non e' detto che sia un male: se la F1 delle grandi case, dei grandi gruppi, della globalizzazione e dei capitali sterminati riesce a produrre solo questo, ben vengano i personaggi ruspanti, spregiudicati ma dall'umanita' sconfinata. I dinosauri di quell'epoca sono scomparsi, estinti, schiacciati dal peso degli anni e del progresso. Ne e' rimasto uno soltanto, che infatti era stato fatto fuori dalla Fota (la federazione che raggruppa i costruttori) ed e' stato reintgrato solo da poco. Sara' un caso? A pensar male…

E scusate per lo squinternato flusso di parole, sconclusionato a partire dal titolo. Ma questa soddisfazione (senza pretesa alcuna, ribadiamo) ce la volevamo togliere. Saluti.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

E poi non dite che non ve l'avevamo detto…
Vota questo Articolo
Leggi altri articoli in News F1

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment Login

Articoli correlati