F1 | 27 anni fa ci lasciava Ayrton Senna

Il ricordo di un mito: "Io voglio vincere sempre. L'opinione secondo cui la cosa più importante è competere, è un'assurdità"

F1 | 27 anni fa ci lasciava Ayrton Senna

Sono trascorsi 27 anni da quel tragico weekend imolese, indelebile come una pietra nel cuore di degli appassionati di Formula 1 e anche di chi, nonostante non abbia vissuto in quell’epoca, ha comunque “conosciuto” Ayrton Senna. Perché questa è la magia della Formula 1: rendere immortali gli eroi che hanno fatto grande la storia di questo meraviglioso sport.

Prima di ricordare il compianto campione brasiliano però, è doveroso menzionare anche quello che accadde il 30 maggio, quando perse la vita il 34 enne austriaco, Roland Ratzenberger. Purtroppo questo incidente è sempre passato in secondo piano perché sarà l’anteprima dell’evento che cambierà inevitabilmente la storia della Formula 1.

Roland non era un campione del mondo, era alla sua terza gara nel mondiale di Formula 1, un traguardo raggiunto con non pochi sacrifici. Ma ad Ayrton questo non importava, volle subito andare sul luogo dell’incidente e si prese anche una multa per essersi recato a bordo della safety car. Chiese una bandiera austriaca perché avrebbe voluto rendere omaggio il giorno seguente al suo sfortunato collega.

Il 1° maggio 1994 tuttavia, quella bandiera non sventolò sul circuito ma fu ritrovata macchiata di sangue nell’abitacolo della Williams numero 2, quella di Ayrton Senna.
Il resto lo sappiamo e a distanza di tutti questi anni ora sarebbe inutile aprire un dibattito se fosse giusto o meno disputare quel maledetto weekend. Si sa benissimo che nel motorsport vige una regola fredda, spietata: “The show must go on”, nonostante tutto.

Ayrton non voleva correre, chiese di sospendere la gara ma ricevette un categorico “no” da quella direzione gara dalla quale lui ormai si sentiva escluso da tempo. Possiamo solo immaginare quali pensieri attraversavano la sua mente, non voleva scendere in pista ma ha comunque trovato il coraggio: era nato per questo.

“Devo continuare Sid, non possiamo controllare tutto”, disse al Dr Watkins che il giorno prima gli consigliò di non correre e di andare a pescare insieme.

E così, “Magic” indossò il casco giallo con le strisce verdi e nere e partì. Uno stop immediato per un brutto incidente alla partenza, forse un segno che Senna non avrebbe dovuto correre. Qualche giro con la Safety Car e poi via di nuovo, si riparte cercando di dimenticare tutto quello che era successo fino ad allora.
Al settimo giro, la Williams fermò la sua corsa contro il muro alla curva del Tamburello.

Un ultimo sospiro e poi Ayrton continuerà quella corsa tra le stelle:
“Anche se non è più la stessa strada, anche se non è più la stessa cosa”.

Ciao Ayrton, non ti dimenticheremo mai!

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