F1 | Aston Martin in forte sovrappeso? L’inizio del 2026 è in salita, si guarda sul lungo periodo
La AMR26 progettata da Adrian Newey ha delle difficoltà, dovute anche (ma non solo) alla power unit Honda
Il primo test prestagionale 2026 in Bahrain ha restituito ad Aston Martin un quadro meno brillante rispetto alle attese. La squadra britannica non ha cercato giustificazioni e ha riconosciuto apertamente di non essere ancora al livello desiderato in vista dell’esordio mondiale di Melbourne. A sintetizzare la situazione è stato il team ambassador Pedro de la Rosa, che ha espresso una valutazione senza troppi giri di parole.
“Al momento non siamo abbastanza veloci e dobbiamo riconoscere che non ci troviamo nella posizione che avevamo immaginato a questo punto della preparazione”.
Un’analisi che fotografa un inizio in salita, maturato anche dopo uno shakedown a Barcellona svolto in ritardo e un primo ciclo di prove in Bahrain condotto con chilometraggio inferiore rispetto ai principali rivali. In pista, le sensazioni dei piloti hanno confermato la necessità di intervenire su più aree. Tra l’altro, sembra essere confermato come la AMR26 sia in sovrappeso, si parla di 30 o addirittura 40 chili. Lance Stroll non ha nascosto le criticità emerse nei primi giorni di lavoro:
“Dobbiamo migliorare sotto diversi aspetti, dal motore al bilanciamento fino al livello di aderenza complessivo, perché al momento il riferimento sembra distante e la differenza con i team di vertice è significativa – ha detto il canadese. Sappiamo qual è il nostro obiettivo e vogliamo lottare per la vittoria, ma oggi non siamo in quella condizione. Questo non significa che non potremo arrivarci, però la situazione attuale non è straordinaria e non posso prevedere con certezza quanto velocemente riusciremo a cambiare passo. Posso solo dire che stiamo lavorando al massimo ogni giorno per migliorare vettura e power unit, e sarà il tempo a dirci dove saremo realmente all’inizio del campionato e nel corso della stagione”.
Anche Fernando Alonso ha riconosciuto che la monoposto necessita di ulteriori passi avanti, soprattutto considerando il ridotto tempo a disposizione per sviluppare il progetto 2026, compresso tra l’avvio della nuova galleria del vento e l’inizio effettivo del programma tecnico guidato da Adrian Newey.
“Abbiamo bisogno di trovare più prestazione e dobbiamo ammettere di essere un po’ indietro in questa fase, anche perché non abbiamo potuto sfruttare appieno il lavoro a Barcellona e questo test rappresenta di fatto il nostro vero punto di partenza. Procediamo con metodo, passo dopo passo, cercando di capire la macchina e di costruire una base solida su cui crescere nelle prossime settimane. Sul telaio non ho dubbi, perché con l’esperienza e la storia di Adrian Newey sono convinto che alla fine troveremo il modo di mettere insieme una vettura di altissimo livello. Per quanto riguarda la power unit, dovremo attendere di esprimere tutto il potenziale per capire esattamente dove ci troviamo e quali margini abbiamo, poi sarà fondamentale lavorare con continuità”.
Un progetto valido nel lungo periodo?
La squadra di Silverstone sta affrontando una fase di trasformazione profonda. Oltre alla nuova power unit Honda ufficiale, sono stati internalizzati componenti chiave come cambio e sospensioni, scelte che hanno richiesto processi e strutture differenti rispetto al passato. A questo si aggiunge l’avvio operativo della nuova galleria del vento, che ha inevitabilmente ridotto il tempo disponibile per sviluppare il modello 2026 rispetto ai concorrenti.
Nonostante le difficoltà iniziali, in Bahrain sono stati completati 206 giri, pari a circa tre distanze e mezzo di gara, un dato che offre una base concreta su cui intervenire in vista della seconda sessione di test.
L’ambizione dichiarata dalla proprietà resta quella di costruire un percorso pluriennale capace di portare stabilmente il team a competere per vittorie e titoli. L’inizio del 2026 non ha ancora rispecchiato queste aspirazioni, ma all’interno della struttura permane la convinzione di avere risorse, competenze e leadership tecnica per colmare il divario.
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