Prost colpito dalla maturità di Verstappen

Il campione francese rende merito al giovane olandese ma rilancia: "Auto più semplici rispetto alla mia epoca"

Prost colpito dalla maturità di Verstappen

Aveva già espresso la sua meraviglia nell’immediato dopo Gp di Spagna quando era in diretta con la francese Canal +. La vittoria ottenuta al Montmelo dal rampante Verstappen, freschissimo di chiamata alla Red Bull, ha decisamente conquistato Alain Prost, il quale gli ha voluto rendere merito anche nei giorni successivi.

“A Barcellona abbiamo assistito a qualcosa di incredibile. Fa quasi paura pensare che sono già 14 anni che guida! Insomma è da quasi tutta la vita!” – ha dichiarato uno stupefatto Professore ad Auto Motor und Sport.

“Alla mia epoca bisognava almeno aspettare la maggiore età. Per capirci io ho debuttato in F1 25enne, mentre Max che ne ha appena 18 ha già una grossa esperienza alle spalle, senza contare le malizie che possiede e che dimostrano maturità” – ha riconosciuto il driver di Lorette.

“Se però facciamo un’analisi dal periodo Senna a quello Schumacher, piuttosto che da Alonso a Vettel la tendenza è entrare nel Circus sempre più giovani, una chiara conseguenza delle regole e di monoposto non particolarmente difficili da gestire e capire” – la disamina del quattro volte iridato.

Chiara Rainis

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5 commenti
  1. kimi-kimino

    25 Maggio 2016 at 14:58

    a me sembra colpito dalla bionda…

  2. F1byNic.it

    25 Maggio 2016 at 15:47

    Questi anziani della F1 sembrano seduti al bar e tra una birra e un vinello parlare senza una coscienza.
    Vero che il giovane Verstappen ha impressionato tutti nell’agiudicarsi un GP di F1 a soli 18 anni con tutte le fortune del caso.
    Ma dire che la F1 di oggi sia più facile da quella che ha conosciuto lui non è assolutamente veritiero, per arrivare a gestire bene una monoposto di oggi si devono passare innumerevoli ore al simulatore, per poter padroneggiare con tutti i dispositivi e procedure, questo ti porta ad avere una conoscenza anbastanza elevata nel comportamento della vettura, saper dare informazioni utili ai tecnici altre ai dati raccolti mettono appunto un set-up personalizzato, una cosa che è migliorato l’impegno fisico un po meno pesante, ma anche dato da un allenamento specifico non solo anche quello psicologico, un pilota lavora costantemente su tutti i fronti per essere in perfetta forma.
    Mi sembra di sentire i genitori riccordando sempre che ai sui tempi si faceva “cosi”.

    • MF

      25 Maggio 2016 at 16:27

      Ma lacia perdere, non sai di cosa parli…

    • y3ll0w

      25 Maggio 2016 at 16:39

      Nel 1992 a Monaco Mansell tentò di superare in Pista sua maestà Ayrton ma senza successo.
      Scesi dalla monoposto, entrambi sembravano sconvolti, stanchi, senza energie.
      Nigel perse i sensi un paio di volte cadendo tra le braccia dei suoi meccanici e Ayrton sembrava uscito da una sauna.
      Lo stesso Martin Brundle ha provato qualche anno fa le monoposto di generazioni differenti per metterle a confronto. Risultato? Puoi vederlo con i tuoi occhi su youtube.
      Oggi però ci sono i simulatori…
      I simulatori.
      Ma dici sul serio?

  3. ChrisAmon

    25 Maggio 2016 at 18:22

    Ragazzi nati sulla playstation, abituati agli effetti speciali dei film di questi tempi, che casomai osannano Senna e Villeneuve per sentito dire, senza averli mai visti correre, che si mettono sul piedistallo e si permettono di giudicare le affermazioni di uno dei miti della F1….
    Hanno ragione i genitori a rimpiangere i loro tempi, perchè se sono queste le nuove generazioni…..

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