Pirelli porta in Belgio le due mescole più dure del suo range F1

Hembery: "Spa rappresenta una delle sfide più grandi per le nostre gomme"

Pirelli porta in Belgio le due mescole più dure del suo range F1

Dal circuito più lento in calendario, l’Hungaroring, a uno tra i più veloci: Spa-Francorchamps. Dopo la pausa estiva, per il Gran premio del Belgio Pirelli porta le due mescole più dure del suo range F1: il P Zero Orange hard e il P Zero White medium. Questa combinazione si adatta perfettamente alle sfide del circuito belga, caratterizzato da curve veloci ed elevate compressioni come nella mitica Eau Rouge. La regione in cui sorge il tracciato è nota per le condizioni meteo variabili, per questo il Cinturato Green intermediate ed il Cinturato Blue wet potranno essere chiamati in gioco nel corso del fine settimana.

Paul Hembery: “Spa non è solo un circuito mitico, ma rappresenta anche una delle sfide più grandi per le nostre gomme, principalmente a causa degli elevati carichi di energia che si scaricano sulle coperture, sia in verticale – si pensi alle grandi compressioni come nell’Eau Rouge – sia in laterale, in curve veloci come la Blanchimont. Spesso gli pneumatici sono soggetti a forze che agiscono contemporaneamente in direzioni diverse, e questo aumenta ulteriormente il loro impegno. Quindi, gestire al meglio le gomme è molto importante, in particolare su un giro così lungo. Questo significa che ci sarà spazio per una varietà molto ampia di strategie che, tuttavia, dovranno essere molto flessibili poichè le condizioni meteo potrebbero cambiare in modo repentino. Come visto molte volte in passato, un utilizzo accorto delle coperture wet e intermedie ha rappresentato la chiave del successo su questo circuito. Entrambi i nostri pneumatici da bagnato hanno dato prova di ottime prestazioni nelle gare precedenti: in particolare, la gomma intermedia ha dimostrato di adattarsi molto bene anche in condizioni quasi asciutte.

Su questo circuito le opportunità di sorpasso sono molte e il mix di prestazioni e durata offerto dai nostri pneumatici permetterà di ottimizzarle”.

Jean Alesi: “Spa è un circuito di cui tutti parlano; nel corso degli anni ho sentito ripetere molte volte che è un tracciato assolutamente straordinario. E’ così veloce e impegnativo, ma anche molto lungo. Quindi non è mai monotono. Gestire le gomme qui richiede un’ abilità particolare: ci sono molte curve veloci e la lunghezza della pista e le temperature variabili fanno sì che i piloti possano raffreddare gli pneumatici dopo la prima parte del tracciato. In qualifica, però, se si inizia con gomme troppo calde, sarà difficile ottenere il massimo delle prestazioni per tutta la lunghezza del giro. C’è una quantità di scelte possibili anche in termini di set-up: alcune squadre aggiungono carico aerodinamico a metà del giro per ottenere più grip, e ciò ha un effetto anche sul modo di lavorare degli pneumatici. Probabilmente la variabile più importante è l’elevata possibilità di precipitazioni. Puoi avere una curva asciutta e, qualche curva dopo, pista completamente bagnata. Sotto l’acqua, però, la superficie è molto abrasiva e offre un buon grip. Il problema più grande è rappresentato dai rivoli d’acqua a forma di zig-zag che attraversano la pista: devi sapere dove sono per evitare che l’aquaplaning ti faccia andare fuori pista. Un’altra insidia è rappresentata dagli spruzzi delle altre monoposto che potrebbero ridurre la visibilità in caso di pioggia.”

Il circuito dal punto di vista degli pneumatici

Sin dal 1950, anno di esordio della Formula Uno, la gara di Spa è sempre stata in calendario. La pista, però, è stata radicalmente modificata nel corso degli anni, pur conservando la sua natura veloce e scorrevole, con una velocità media sul giro intorno ai 230 km/h.

Il circuito è lungo poco più di sette chilometri: qui si ha il giro più lungo dell’anno. Le monoposto sono a tutto gas per circa l’80% del giro, a volte per oltre 20 secondi consecutivi. Partire dalla pole non è così importante come può esserlo sugli altri circuiti.

Ad alte velocità, angoli di camber aggressivi possono provocare fenomeni di blistering. Tuttavia, Pirelli ha consigliato dei parametri di camber da rispettare, che dovrebbero aiutare a prevenire questo fenomeno.

Note tecniche sugli pneumatici

La grande compressione dell’Eau Rouge sottopone gli pneumatici anteriori al carico verticale massimo della stagione: 1000 chilogrammi.

I primi due a salire sul podio lo scorso anno (Button e Vettel) usarono una strategia ad una sola sosta, mentre il pilota arrivato terzo (Raikkonen) optò per due pit stop. La scelta delle gomme per la partenza fu varia: la maggior parte dei piloti iniziò con gomme medie, mentre Hulkenberg scelse di partire con gomma dura, arrivando quarto con una strategia a due soste.

Il divario di prestazioni tra la gomma dura e la media è più di un secondo al giro.

La squadra F1 Pirelli: Jaime Alguersuari e Lucas di Grassi, test driver

Anche quest’anno Pirelli può fare affidamento su due test driver d’eccezione: lo spagnolo Jaime Alguersuari e il brasiliano Lucas di Grassi.

Jaime è sceso in pista per i primi due test dell’anno, mentre Lucas gli darà il cambio nella seconda parte della stagione.

Il loro lavoro consiste nel valutare le mescole sperimentali Pirelli durante i test privati, alla guida di una Renault 2010, modificata per riprodurre i più recenti regolamenti.

Una volta testati gli pneumatici prototipo, danno il loro feedback agli ingegneri sulle caratteristiche di ciascuna mescola e su come potrebbero essere migliorate le gomme per il futuro.

L’uso di due collaudatori assicura ai tecnici due diversi punti di vista e opinioni: essenziali per sviluppare pneumatici per 22 piloti.

Jaime è stato il pilota più giovane a iniziare una gara di Formula Uno, nel 2009; ha poi completato due stagioni con la Toro Rosso prima di diventare collaudatore Pirelli: il suo miglior risultato è stato un settimo posto in Italia e in Corea nel 2011. Oltre ad essere un pilota esperto, Jaime è anche un dj di talento, in cima alle classifiche in Spagna.

Lucas ha corso per il team Virgin Formula Uno nella sua stagione di debutto nel 2010, ottenendo un 14° posto in Malesia. È collaudatore Pirelli dal 2011. E’ inoltre un pilota Audi nelle gare endurance, e quest’anno è finito sul podio nella 24 Ore di Le Mans.

Altre notizie da Pirelli

Pirelli ha recentemente annunciato il proprio ritorno nel Mondiale Rally, dopo essere stato fornitore esclusivo della serie dal 2008 al 2010. Il prossimo anno, però, ci saranno altri tre fornitori di pneumatici per il WRC.

L’ultima uscita di Pirelli a Spa è stata durante la 24 Ore di Spa del mese scorso. La gara ha rappresentato una delle operazioni logistiche più importanti per Pirelli, con 8.552 pneumatici disponibili sul posto, trasportati da un convoglio di 19 camion. Il servizio di montaggio ha consegnato in media una gomma ogni 26 secondi (su un periodo di 22 ore).

La scorsa settimana, il pilota Lotus, Kimi Raikkonen, ha provato una vettura GP3 con gomme Pirelli. Il finlandese ha provato la vettura a Barcellona durante un test ufficiale di sviluppo. “La GP3/13 è un ottimo strumento per i giovani piloti, soprattutto per quanto riguarda la gestione delle gomme”, ha dichiarato Raikkonen.

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2 commenti
  1. mario

    21 agosto 2013 at 16:48

    Conviene che portino le mescole piu dure.Qui se ci fossero i problemi di Silverstone le soluzioni sarebbero solo 2:o si va a casa o si metono due birilli e si crea una chicane prima della salita dell’Eau Rouge…

    • mattia

      22 agosto 2013 at 16:28

      …con le gomme di cacca di Silverstone sarebbe un disastro e magari ci scapperebbe pure il morto…
      Pirelli, pur a malincuore, ha dovuto cambiarle
      (nonostante le proteste di Ferrari, Lotus e Force India)
      Meglio tardi che mai…

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