F1 | McLaren, Piastri: “Molto da imparare sul fronte power unit, parliamo tanto con Mercedes”

"L'obiettivo dello shakedown di Barcellona è stato quello di conoscere la macchina", ha detto l'australiano

F1 | McLaren, Piastri: “Molto da imparare sul fronte power unit, parliamo tanto con Mercedes”

Lo shakedown di Barcellona ha rappresentato un passaggio chiave nella preparazione della McLaren alla stagione 2026 di Formula 1. Nel corso di tre giornate di attività, la MCL40 ha percorso oltre 1.350 chilometri, permettendo al team di Woking di raccogliere dati fondamentali su una monoposto profondamente diversa rispetto al recente passato. In questo contesto, anche Oscar Piastri ha avuto ovviamente un ruolo centrale nel lavoro di comprensione del nuovo progetto tecnico.

Dopo le prime due giornate dedicate alla costruzione di una base di riferimento, il venerdì ha offerto condizioni più stabili e un programma più lineare, consentendo al pilota australiano di concentrarsi sulla ricerca del ritmo e sulla valutazione di diverse soluzioni di assetto. Un approccio metodico, pensato per simulare il comportamento della vettura durante un fine settimana di gara e per individuare le aree su cui intervenire nelle fasi successive dello sviluppo.

Piastri ha sottolineato come la giornata conclusiva sia stata utile soprattutto per consolidare le sensazioni al volante.

“È stata una giornata decisamente più ordinata rispetto alle precedenti e questo ci ha aiutato a completare un numero consistente di giri trovando una buona continuità – ha detto l’australiano. Sto iniziando a comprendere davvero il comportamento della vettura e abbiamo già esplorato diverse configurazioni e assetti per capire come potrebbe reagire in un normale weekend di gara. L’obiettivo principale di questa settimana è sempre stato chiaro: conoscere a fondo la macchina e iniziare a migliorarla”.

Una parte importante del lavoro ha riguardato l’interazione con la nuova power unit Mercedes, elemento centrale della generazione 2026, che richiede un adattamento sia tecnico sia di guida.

“C’è ancora molto da imparare, in particolare sul fronte della power unit. Stiamo lavorando a stretto contatto con Mercedes per approfondire ogni aspetto e sfruttarne il potenziale. Il confronto tra il mio feedback e quello di Lando si sta rivelando molto utile. Abbiamo anche notato alcune differenze significative rispetto allo scorso anno, soprattutto a livello di telaio, con una vettura che genera più carico aerodinamico, e adattarsi a questo nuovo equilibrio è stato uno dei punti chiave del nostro lavoro”.

Guardando ai prossimi impegni, il bilancio dello shakedown è positivo, pur nella consapevolezza che la fase più rappresentativa arriverà soltanto con i test ufficiali.

“In vista del Bahrain, ci sentiamo preparati. Non ci sono stati grandi stravolgimenti nel modo in cui devo guidare e, in questa fase, la priorità resta assicurarci che tutto funzioni come previsto. Analizzeremo ciò che ha rispettato le aspettative, ciò che invece no e tutto quello che di interessante abbiamo scoperto finora. Nel complesso è stato un passo avanti nella direzione giusta per iniziare la stagione. Voglio ringraziare tutto il team per l’enorme impegno messo nella preparazione e nella messa in pista della vettura”.

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