Pagelle del GP del Belgio

Pagelle del GP del Belgio

La Ferrari torna alla vittoria e lo fa con Raikkonen sulla pista piu' bella del mondiale. Ma la copertina e' per Giancarlo Fisichella e la sua Force India, splendidi secondi. Nella lotta per il mondiale giornata favorevole per Vettel, che approfitta del ritiro di Button e delle giornate sfortunate di Webber e Barrichello per rosicchiare punti preziosi. Ritiro per Hamilton e Alonso. Buona lettura!

Lewis Hamilton: 5,5 – Pronti…. via! Source, Eau Rouge, Kemmel, Les Combes… stop. La sua gara finisce li', quando Jaime Alguersuari va in confusione cercando di evitare il caos originato dal botto Button-Grosjean e lo colpisce -vilmente- alle spalle. Il ritiro e' inevitabile. Di evitabile -scusate il gioco di parole- ci sarebbe invece il partire cosi' indietro. La McLaren non e', chiaramente, quella di Budapest o Valencia. O meglio: la macchina e' identica, e' la pista che cambia. Pero' quando si scatta da queste posizioni l'incidente puo' scapparci sempre, e onestamente non ci pare che l'accesso alla Q3 fosse impossibile. Non e' una condanna inappellabile, sia chiaro. Ma nemmeno la sufficienza. Ammette che l'origine di tutti i mali (suoi, per carita', non dell'universo) e' la qualifica. Questo lo qualifica (riscusate il gioco di parole) ma non lo assolve. Lo specchio dei tempi che cambiano si ha comunque dopo il suo ritiro, quando le sue dichiarazioni -raccolte dall'inossidabile Giovannelli- vengono malamente coperte dalla coppia Mazzoni-Capelli che esaltano il giro piu' veloce di Raikkonen. Al sesto giro. Dimenticato.

Heikki Kovalainen: 6,5 – Subisce il compagno in qualifica, ma scatta bene al via indovinando il corridoio giusto che gli permette di guadagnare terreno ma soprattutto di evitare il Demolition Derby messo in scena a Les Combes da alcuni suoi colleghi, tra cui lo stesso Hamilton. Da li' con una condotta di gara accorta e tenace punta tutto sul carico di carburante e sul ritmo di gara, riuscendo a concludere in zona punti. Tutto sommato non male: il sesto posto gli regala tre punti che tengono a galla la McLaren nella lotta per il terzo posto nel campionato costruttori. Su una pista da uomini veri, non e' nemmeno malaccio. Che poi questo piazzamento serva anche a salvargli il posto e' tutto un paio di maniche. Anche perché, a volerla dire tutta, la magia vera la compie il suo ingegnere, quando dopo pochi giri di gara gli dice «siamo piu' carichi di carburante rispetto a chi ci precede, se tutto va bene possiamo arrivare sesti». Chapeau.

Luca Badoer: 4,5 – A Valencia aveva detto «A Spa sara' tutta un'altra cosa». E gli abbiamo creduto, non valutandolo. A Spa dice «A Monza potrei correre anche ad occhi chiusi». Inizia a somigliare un po' troppo all'identikit del secondo pilota Ferrari a cavallo tra il 1996 e il 2005, tutto proclami e promesse. Pur con tutte le attenuanti del caso anche stavolta e' lento, troppo lento. A giudizio di chi scrive e' legittimo e comprensibile che si trovi a disagio, un po' meno che continui a fare annunci. A Spa per andar forte devi essere un tutt'uno con la macchina, cosa che lui e' ben lungi dall'essere. E' difficile valutare la sua prestazione in termini assoluti, viste le condizioni di oggettiva inferiorita' (di allenamento ed esperienza, sia chiaro!!!) in cui si trova a correre. E la spiattellata al via non lo aiuta affatto. Certo e' che a Monza, pista -non ce ne vogliano i puristi- molto meno impegnativa dal punto di vista del pilotaggio, potra' sicuramente far meglio. (anche perché far peggio sara' oggettivamente dura) e la Ferrari farebbe bene a concedergli un'ultima possibilita'. Il votaccio pero' stavolta ci scappa tutto. Seppure a malincuore. Coraggio.

Kimi Räikkönen: 9,5 – E' ancora piu' ufficiale: correre da solo lo rende decisamente piu' veloce. Forse perché corre libero da pressioni, chissa'. E dire che lo chiamano Iceman. Ad ogni modo azzecca una partenza eccellente, nonostante Barrichello gli si pianti davanti, e sbuca fuori dall'eau rouge in una posizione favorevole. Peccato che per farlo abbia usato il kers disinteressandosi della pista, solo per avere spazio, ma tant'e'. Oggi in F1 la sede stradale ha una dimensione variabile, ma questa e' un'altra storia. Usa ancora il kers per pasasre Fisichella e da li' tiene a bada il pilota romano ingaggiando una lotta tutta giocata sul filo dei centesimi, complice anche la stessa identica strategia. Probabilmente non aveva la vettura piu' forte del lotto, sicuramente l'avere il kers lo ha favorito, fatto sta che lui guida in maniera superba su una pista che -come si diceva una volta- divide gli uomini dai ragazzini. E non ci pare proprio poco, per uno che fino a due mesi fa veniva considerato bollito come uno spezzatino di vitello. Solitario.

Robert Kubica: 8 – Continuiamo a non capire come sia possibile che una vettura che fino a due gare fa era un carciofo con quattro ruote di punto in bianco si mette ad andar forte. Certo e' che qui a Spa e' anche questione di manico, ed in questo senso il buon Robert una discreta mano non puo' non averla data. Dopo una qualifica leggermente sottotono infatti azzecca una gran partenza -nonostante un contatto danneggi leggermente la sua ala anteriore- che lo proietta in zona podio. Da li' il polacco veleggia tranquillo e spedito -per quanto si possa essere tranquilli guidando una Bmw a Spa- al terzo posto finché Vettel non lo sopravanza ai box. Peccato, ma va comunque benissimo cosi'. Volendo essere un po' cattivi viene da pensare che il suo risveglio -in termini cronometrici nei confronti di Heidfeld- e' arrivato proprio quando si cominciano a discutere gli ingaggi per il 2010… ma questa e' un'altra storia, per oggi -ripetiamo- va bene cosi'. Affarista.

Nick Heidfeld: 7,5 – Fa un po' strano vederlo davanti a Kubica in qualifica a Spa, eppure il risultato ci sta tutto. Tuttavia il suo primo giro e' tutt'altro che positivo, e perde diverse posizioni pur non essendo coinvolto in nessun incidente. A quel punto l'unica possibilita' e' quella di fare una gara regolare, senza errori, puntando a recuperare posizioni grazie al ritmo e ai pit stop. Alla fine ci riesce, anche se proprio in occasione di un pit stop rischia grosso, quando Webber gli entra quasi dentro la fiancata piazzandoglisi davanti. Riesce comunque a passarlo in pista mostrando grinta e decisione, e alla fine chiude al quinto posto, subito dopo il compagno di squadra. Pure lui e' sul mercato, pure lui tira fuori una gara piu' che gagliarda. Che strani esseri umani i piloti… Ad ogni modo il suo weekend e' piu' che positivo, per cui il voto non puo' che rispecchiarlo. Peccato solo per il via. Affarista (parte seconda).

Fernando Alonso: 7,5 – Peccato, peccato davvero, perché poteva finire sul podio. Invece la sua gara e' stata condizionata nuovamente da un problema al pit stop, con la gomma anteriore sinistra che proprio non ne vuol sapere di funzionare a dovere e lo costringe al ritiro. Fino a quel momento la sua era stata una gara positiva, che in virtu' del generoso carico di carburante gli avrebbe fatto guadagnare numerose posizioni dopo il primo valzer di pit stop. La squadra spiega che il contatto alla prima curva abbia danneggiato il copricerhio in maniera tale da rendere impossibile o quasi il cambio gomme. Ma allora, ci chiediamo noi, com'e' possibile che Fernando girasse con quei tempi? Errare e' umano, ma perseverare… Diabolici.

Romain Grosjean: 4,5 – La sua gara finisce dopo neanche tre km, quando decide di voler copiare il doppio diffusore della BrawnGp di Button ma gli arriva cosi' vicino da spedirlo fuori pista. Va bene l'inesperienza, va bene l'esuberanza giovanile, ma dichiarare che non poteva far altro che spedire fuori gara il leader del mondiale ci pare francamente troppo. La maturita' si vede anche nel riconoscere i propri errori. Al di la' o meno dell'esperienza in F1. Consigliamo il ripasso della legge dell'impenetrabilita' dei corpi. Magari il suo problema e' solo una lacuna in Fisica, chissa'. Rimandato (a scuola).

Jarno Trulli: 5,5 – La sufficienza ci starebbe solo e soltanto per l'esaltante qualifica. Ma l'errore in partenza, che di fatto manda a quel paese tutto quanto di buono combinato fino a quel momento, e' imperdonabile, tanto piu' se si pensa che a livello di prestazioni la Toyota era messa tutt'altro che male (Glock fa segnare il quinto giro piu' veloce in gara…). Invece lui, dopo uno spunto non esaltante, tampona leggermente Heidfeld dovendosi fermare ai box per sostituire l'ala anteriore e finendo in coda al gruppo. Lui dice che la macchina non era comunque perfetta dopo l'urto, ma non riuscire nemmeno a passare Badoer -nonostante il trevigiano disponga del Kers- ci pare, francamente, un po' poco. Il ritiro per problemi ai freni nulla da' e nulla aggiunge al suo weekend. Sabato da leoni, domenica da ……? Magari e' eccessivo, pero', che diamine, un po' di concretezza in piu' servirebbe eccome. Le gare non si vincono alla prima curva, e lui dovrebbe saperlo. Precipitoso.

Timo Glock: 6 – In qualifica le prende da Trulli, in gara le prende dal suo box. Praticamente massacrato, potremmo dire. Dopo un sabato cosi' cosi', infatti, azzecca il cunicolo giusto e si inventa una gran partenza, che lo proietta addirittura al quarto posto. Le sue speranze di ottenere un buon piazzamento, tuttavia, svaniscono quando al pit stop la sua crew non riesce a riempirgli il serbatoio di benzina in tempi ragionevolmente brevi, anzi. E in una gara tirata come quella di Spa, tutta giocata sul filo dei decimi, rimettere dieci secondi cosi' significa passare dai piedi del podio al decimo posto. Risultato che effettivamente ottiene. Lui corre bene, non commette errori, ma di piu' non puo' fare. La sufficienza probabilmente ci sta. non di piu', ma nemmeno di meno. Boxeur (suonato).

Jaime Alguersuari: 4,5 – L'unica, bizzarra differenza tra la sua prestazione e quella di Grosjean e' che mentre il francese ha eliminato il futuro campione del mondo, lo spagnolo ha invece fatto fuori quello passato. Curiose coincidenze belghe, come curiose sono le parole -identiche- che entrambi rivolgono ai due tamponati. Poco altro da dire, anzi no: consigliamo pure a lui il ripasso che abbiamo proposto a Grosjean. La valutazione non puo' che essere la stessa. Rimandato (a scuola) parte II.

Sebastien Buemi: 6 – L'uomo d'esperienza in casa Toro Rosso (buffo, ma e' proprio cosi') riesce stavolta a tenersi fuori dai guai e da' vita ad una gara regolare, senza errori, che lo porta a conquistare il dodicesimo posto. Niente per cui strapparsi i capelli, sia chiaro, ma in fondo l'uomo di esperienza del team (aridaje) e' pur sempre un rookie, e la pista belga resta la piu' affascinante ma anche la piu' difficile del mondiale. La sufficienza ci puo' stare, eccome. Con un piccolo capolavoro: il settimo giro piu' veloce in gara. La stoffa c'e', dunque, manca solo la confidenza che si raggiunge guidando, guidando, guidando. L'esame delle Ardenne e' comunque superato, a nostro sindacabilissimo giudizio. Bravo.

Mark Webber: 5 – In una giornata in cui aveva solo da guadagnare alla fine si ritrova con lo stesso distacco dal leader con una gara in meno da disputare. E dire che aveva pure evitato di fare autoscontri al via, mettendosi in una posizione che gli poteva garantire un tranquillo piazzamento a punti. E invece decide di ingaggiare un duello rusticano con Heidfeld nella corsia dei box -oggettivamente il posto meno indicato a Spa- con il risultato di beccarsi un drive-through. E almeno fosse servito a qualcosa: nel giro di pochi km si fa comunque passare sia da Heidfeld che da Barrichello. Deve imparare a mettere da parte l'emotivita' se vuole davvero fare il salto di qualita' che ci si attende da lui. Dice di aver guidato bene -a sprazzi, aggiungiamo noi- ma non basta. Chiude nono, malinconicamente fuori dalla zona punti e, salvo sconvolgimenti, tagliato fuori dalla lotta al mondiale. Incostante.

Sebastian Vettel: 8 – Se avesse fatto un primo giro piu' cattivo questa gara poteva anche vincerla. Invece decide di tenere un'attitudine conservativa che gli fa si' perdere una o due posizioni, ma che lo tiene lontano dai guai. Certo, direte voi, non siete mai contenti: se uno se ne sta tranquillo scrivete che deve osare, se uno rischia dite che ha esagerato. Potenza del senno di poi, rispondiamo noi. Battute a parte, una volta liberatosi delle vetture piu' lente al primo pit stop inizia a spingere come se fosse in qualifica e riesce ad issarsi sul podio, guadagnando sei punti a Button e reinserendosi -timidamente, ma neanche tanto- nella lotta per il titolo. Conscio delle disavventure delle ultime gare, comprendiamo perché abbia preferito tenersi lontano dai guai, e in un certo senso gli diamo anche ragione. Fa segnare il giro piu' veloce, dimostrando che la Red Bull stavolta c'era eccome. Ora si va a Monza, pista dove ha ottenuto la sua prima, incredibile vittoria in F1 sotto un diluvio altrettanto incredibile. Chissa' cosa prevede il meteo. Bentornato.

Nico Rosberg: 6,5 – Si mantiene nella zona punti per l'ottava gara consecutiva (!), soffrendo ma conquistando un altro punticino. La Williams e' molto meno in forma rispetto a quanto fatto vedere nelle gare precedenti, ma lui si impegna, si sbatte e riesce a farla progredire nel corso del weekend. E infatti, nell'ottavo posto finale, c'e' molto di suo, a partire da uno start bello tosto che gli fa risalire diverse posizioni. Se l'anno scorso avevamo a piu' riprese criticato la sua incostanza, dobbiamo riconoscere che in questa stagione l'impegno non ha mai fatto difetto al giovane finnotedesco (da buoni nostalgici non ce la sentiamo di cancellare le sue origini finlandesi per parte di padre), che pare aver acquisito la maturita' e la costanza necessarie al salto di qualita'. Del resto la velocita' c'e' sempre stata. E' pronto per un top team, lo ripetiamo. Tosto.

Kazuki Nakajima: 5 – Se Nico si dimostra coriaceo e combattivo, Kazuki, ahilui, non riesce a cavare un ragno dal buco. Per tutto il weekend non si trova a suo agio con la vettura, in gara fatica a mettere assieme sequenze di giri costanti (e veloci) e alla fine chiude penultimo, davanti solamente a Luca Badoer. Francamente ci pare un po' poco. Probabilmente non c'era con la testa, magari non e' riuscito per tutto il weekend a trovare la quadratura del cerchio per quanto riguarda gli assetti, non lo sappiamo. Fatto sta che il confronto con Nico a Spa e' stato imbarazzante. Preoccupa che sia accaduto in una pista dove il pilota conta parecchio. Nelle gare precedenti si era difeso bene, vedremo se a Monza sapra' ritirarsi su. Lento.

Adrian Sutil: 6,5 – Il raffronto con il compagno di squadra -in termini di risultato- e' palesemente imbarazzante. Lui reagisce con dignita', congratulandosi con lui ed elogiando i miglioramenti della macchina. Certo se il tuo vicino di box arriva secondo e tu undicesimo c'e' poco da stare allegri. Ma in tutto questo, tuttavia, c'entra anche un po' di sfortuna, con il contatto al via che di fatto gli nega la possibilita' di ben figurare. Alla Source infatti Adrian si trova messo a sandwich tra due altre vetture e si tocca ben due volte, danneggiando l'ala anteriore e dovendo rientrare ai box per la riparazione. Colpevole? Innocente? Non ce la sentiamo, in questo caso, di giudicare. Da li' comunque la sua gara e' comunque gagliarda, condita da lotte e sorpassi. L'undicesimo posto finale dice molto, ma non tutto. E, complessivamente, non ci e' dispiaciuto, soprattutto per l'attitudine battagliera. Chissa' a Monza come andra'. Umile.

Giancarlo Fisichella: 9,5 – A Spa Fisico si inventa la gara, anzi il weekend, della vita. Ottiene la pole position al sabato e mantiene la freddezza necessaria per festeggiarla con stile quando il suo box glielo comunica («You're in Pole Position»«Pole Position? Eccazzo!!!!»). Mantiene la testa della gara e subisce il sorpasso da parte di Raikkonen solo in virtu' del kers (e di un'uscita non perfetta dall'Eau Rouge, ma vabbe'…). Una volta sceso al secondo posto, con una strategia-fotocopia rispetto a quella del finlandese, riesce a restargli attaccato mettendogli addosso una grande pressione e cercando di indurlo all'errore. Non ce la fa, ma va benissimo lo stesso. Ivan Capelli in diretta televisiva ha detto «Conosco Fisico, se si sveglia col piede giusto non ha nulla da invidiare a nessuno in termini di pilotaggio». Speriamo continui a svegliarsi cosi', sarebbe fantastico. Spesso lo abbiamo criticato, ma a Spa e' stato magico. Mezzo punto in meno per l'esultanza del sabato. Signori si nasce..

Jenson Button: 5 – La sua gara dura lo spazio di un'amen, quando alla chicane di Les Combes viene malamente speronato da Romain Grosjean. Ce ne sarebbe abbastanza per non valutarlo. E invece no, perché in quella caotica situazione ci si infila da solo con una qualifica che definire mediocre e' farle un complimento. Lui ammette che partire davanti evita certe situazioni, ma tra il dire e il fare c'e' di mezzo il guidare. E, a Spa, lui non lo ha fatto nel migliore dei modi. Crisi tecnica BrawnGp? Ansia da prestazione? Pressione? Problemi con le temperature delle gomme? Non lo sappiamo. Pero' cosi', per un probabile futuro campione del mondo, non va. E, nonostante tutto, gli va ancora bene, perché i suoi avversari non raccolgono granché. Bocciato.

Rubens Barrichello: 7,5 – Ammesso e largamente non concesso che il problema al via fosse alla frizione e non a chi l'ha azionata, la sua gara e' stata molto piu' positiva di quello che dice il risultato. Rimontare dal fondo dello schieramento -il muretto gli cambia strategia con l'ingresso della safety car richiamandolo al box e riempendolo di benzina- non e' mai semplice. Lui pero' tira fuori gli attributi e compie alcuni pregevoli sorpassi (da applausi quello all'esterno a Blanchimont ai danni di Webber) che, uniti alla nuova strategia, gli permettono di lasciare Spa con due punticini. Pochi, viste le qualifiche, un'enormita' per come si era messa la gara. Negli ultimi giri si avvicina a Kovalainen ma deve desistere per via di una perdita d'olio, e riesce comunque a tenere dietro Rosberg. Grande grinta, grande personalita', grande fame di risultati. Non diresti che ha 37 anni. Perde un'occasione per rimontare punti preziosi a Button, ma non per colpa sua (fatta salva la premessa iniziale). Coriaceo.

Manuel Codignoni
www.f1grandprix.it

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