Mick Schumacher è stato a Maranello: test in F4 a Monza sotto gli occhi di Baldisserri

Il figlio del sette volte campione del mondo ad un primo approccio da pilota con il mondo Ferrari

Mick Schumacher è stato a Maranello: test in F4 a Monza sotto gli occhi di Baldisserri

La notizia magari non sarà di quelle clamorose, ma sucita ricordi e emozioni difficili da trattenere, consegnando al popolo rosso un’immagine evocatica per tutto ciò che è stato e per la speranza di ciò che forse potrà essere, chissà.

Mick Schumacher è giovanissimo, ha soltanto sedici anni, e il suo primo campionato in monoposto (Formula 4 tedesca) è andato via tra alti e bassi, come giusto che sia a questa età. Pilotino veloce, ma acerbo, con quella somiglianza fisica e gestuale con il papà che fa venire il groppo in gola quando ne scorgi lo sguardo sotto al casco. Indifeso e con un peso enorme sulle spalle, questo è uno dei casi in cui fare il pilota è un onere più che un onore.

Schumi jr è stato martedì a Maranello, ha pranzato nel ristorante dove sovente si fermava il papà, ha scrutato le foto sulle pareti dei trionfi di Michael. Poi ha incontrato Luca Baldisserri, ingegnere di pista di Schumi negli anni duemila, uno dei tecnici più preparati della Ferrari d’oro, nonché l’uomo delle quattro soste a Magny-Cours nel 2004. Erano le gare in cui la Ferrari faceva la Storia.

Luca Baldisserri è il responsabile della Ferrari Driver Academy, l’accademia Ferrari per i giovani piloti. Basterebbe questo per volare di fantasia. Restiamo con i piedi per terra, ancorati al dato oggettivo: Mick Schumacher, i cui piani per il 2016 sono ancora ignoti, parteciperà ad un test di Formula 4 a Monza, dove sarà affiancato da Baldisserri. Un test d’eccezione, sotto gli occhi saggi di un amico con cui l’illustre padre ha scritto pagine memorabili. Basta così, per ora…

Antonino Rendina

Mick Schumacher è stato a Maranello: test in F4 a Monza sotto gli occhi di Baldisserri
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4 commenti
  1. ale7485

    11 novembre 2015 at 16:33

    Credo che Baldisserri e i dirigenti Ferrari lo facciano per rispetto a Michael e al forte legame che è rimasto col tedesco, mi pare giusto e doveroso dunque; tuttavia cerco di mettermi nei panni di Mick, una grossa, grossissima responsabilità dover dimostrare di essere all’altezza del padre, lo stesso Ralf ne è uscito abbastanza malconcio, quindi non voglio farmi grosse aspettative da questo giovane sedicenne, lui è un individuo a sè, una storia a parte che deve esser raccontata qualora effettivamente emergerà per le sue doti di pilota che per il cognome!! =)

  2. gianfranco r.

    11 novembre 2015 at 17:32

    In bocca al lupo!!! altri sono riusciti a fare meglio dei padri ….perchè non lui!! Auguri!!!

  3. oniram

    12 novembre 2015 at 10:10

    “evocatica”?! 😉

  4. lucaraikkonen

    12 novembre 2015 at 12:38

    Che poi non lo prenda la redbull! 🙂

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