F1 | Russell: “Adesso per fare curva 1 in Bahrain devi scalare fino alla prima marcia”
"Una volta si faceva in terza, ma è necessario per alimentare il turbo", ha detto l'inglese
da Sakhir – La prima fase di test tra Barcellona e Bahrain ha offerto alla Mercedes un quadro articolato, fatto di chilometraggio consistente e questioni tecniche ancora da affinare. La squadra di Brackley è stata tra le più attive in pista, nonostante un problema alla power unit che ha rallentato Kimi Antonelli nella giornata di giovedì. In un contesto in cui le valutazioni cronometriche restano difficili da interpretare e i team tendono a non scoprirsi, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla comprensione delle nuove monoposto 2026.
George Russell ha percorso complessivamente 453 giri tra Spagna e Sakhir, il dato più alto registrato finora. Un chilometraggio che ha consentito alla Mercedes di raccogliere indicazioni preziose, ma anche di evidenziare un aspetto legato alla filosofia tecnica delle nuove power unit: la necessità di modificare in modo significativo l’approccio alla guida per massimizzare il recupero energetico.
L’aumento dell’importanza della parte ibrida impone infatti l’utilizzo di rapporti più corti in curva per mantenere elevato il regime del motore e alimentare il sistema di ricarica. Una scelta che, pur garantendo benefici in termini di energia disponibile, incide sul comportamento della vettura in ingresso curva e in fase di frenata. Russell ha spiegato così la situazione, ricorrendo a un paragone insolito per chiarire il concetto:
“L’aspetto più complicato che stiamo affrontando riguarda l’utilizzo di marce molto basse in curva – ha detto l’inglese ai media presenti in Bahrain, tra i quali Motorionline. Per fare un esempio concreto, qui a Sakhir in passato affrontavamo la prima curva in terza marcia, mentre ora dobbiamo inserire la prima per mantenere alto il regime del motore e alimentare il turbo. È una sensazione piuttosto fastidiosa e poco naturale, anche se quando si dispone di tutti i 350 kW la potenza è indiscutibile e la progressione è davvero importante. Per rendere l’idea, è come arrivare alla rotonda di un supermercato e percorrerla in terza marcia, poi improvvisamente qualcuno ti dice di inserire la prima: tutto cambia, il motore sale di giri e l’auto reagisce in modo diverso”.
“Nessuno guiderebbe in prima a quella velocità in una situazione normale, ma qui siamo costretti a farlo. La monoposto è stata progettata per affrontare quel tipo di curva con un rapporto più lungo, tuttavia le esigenze legate al turbo e alla sovralimentazione impongono di mantenere il motore su regimi molto elevati, e questo significa scalare ulteriormente. Non è una condizione per cui la vettura è nata, anche se non si tratta di essere spinti fuori curva dalla coppia. In alcune situazioni, quando si scende di marcia, la sensazione è simile a quella di un freno a mano leggermente tirato”.
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