Formula 1 | McLaren: le nuove power unit hanno aumentato le difficoltà nei test di Barcellona

Neil Houldey: "Il valore dei dati raccolti è enorme"

Formula 1 | McLaren: le nuove power unit hanno aumentato le difficoltà nei test di Barcellona

Dopo due giornate iniziali dedicate alla messa a punto dei sistemi e alla verifica delle procedure, la sessione conclusiva del test di Formula 1 di Barcellona, andata in scena venerdì scorso, ha rappresentato il momento più significativo dal punto di vista operativo anche per la McLaren campione del mondo in carica. Con entrambi i piloti impegnati in continui long run, la squadra di Woking ha potuto completare il lavoro senza inconvenienti rilevanti, raccogliendo un volume di dati ritenuto essenziale in una fase segnata dall’introduzione delle nuove power unit.

Dal punto di vista tecnico, la settimana del Montmelo è stata soprattutto un laboratorio a cielo aperto. Le attività svolte hanno permesso di validare le simulazioni effettuate nei mesi precedenti e di confrontare i risultati del banco prova con il comportamento reale in pista, un passaggio inevitabile per orientare le prossime scelte di sviluppo. Neil Houldey, direttore tecnico dell’area ingegneria McLaren, ha tracciato un bilancio del lavoro svolto.

“Abbiamo chiuso uno shakedown impegnativo ma molto utile e sono soddisfatto di ciò che siamo riusciti a ottenere e degli insegnamenti che possiamo ricavare da ogni singolo giro completato. Dopo le prove approfondite al banco in Austria, i primi due giorni a Barcellona sono stati dedicati alla preparazione della vettura e, anche se alcuni piccoli inconvenienti ci hanno fatto perdere chilometraggio tra il primo e il secondo giorno, l’ultima giornata ci ha dato esattamente ciò di cui avevamo bisogno, con entrambi i piloti impegnati in run lunghi e senza problemi di affidabilità”.

L’introduzione del nuovo regolamento sulle power unit ha aggiunto complessità a un programma di lavoro già articolato, imponendo un’attenzione particolare alle modalità di utilizzo e di gestione dell’energia.

“La nostra lista di controlli per lo shakedown è rimasta in gran parte invariata rispetto al passato, ma le nuove normative sulle power unit hanno aumentato il livello di complessità, soprattutto per quanto riguarda l’impiego e il recupero dell’energia. Abbiamo lavorato molto al simulatore, ma nulla può sostituire il tempo trascorso in pista, dove la collaborazione con Mercedes si è rivelata fondamentale per affinare le soluzioni. Abbiamo anche validato le nuove modalità di funzionamento in rettilineo e in curva, concentrandoci sulla definizione del miglior approccio operativo”.

Un altro aspetto centrale del lavoro svolto in Catalogna ha riguardato l’aerodinamica e la qualità dei dati raccolti, considerati cruciali per lo sviluppo a medio termine.

“Il valore dei dati raccolti è stato enorme. La telemetria ottenuta in pista renderà il simulatore molto più realistico ora che i piloti hanno vissuto le condizioni reali. Abbiamo portato avanti un programma aerodinamico significativo, inclusa la visualizzazione dei flussi, e raccolto numerosi riferimenti che ci permetteranno di valutare con maggiore precisione i prossimi passi dello sviluppo. Come squadra, sia in pista sia a Woking, abbiamo lavorato intensamente per tutta la settimana e andremo in Bahrain con l’obiettivo di presentare una vettura più veloce e più affidabile rispetto a quella con cui abbiamo iniziato questo shakedown”.

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