F1 GP Messico | Leclerc recrimina: “In Q3 non porto al termine il lavoro, si ripete frequentemente”
"Faccio un'enorme fatica a mettere in temperatura le gomme", ammette il monegasco

C’è delusione in Charles Leclerc per la pole mancata a Città del Messico. Con l’altra Ferrari davanti a tutti, quella di Lewis Hamilton, il monegasco aveva tutte le carte in regola per partire al palo per la prima volta in questa stagione, ma l’ultimo tentativo è stato compromesso da un paio di errori, specialmente nello snake, che non gli hanno permesso di replicare gli ottimi giri mostrati nel resto del weekend. Una terza posizione di partenza, prima del lungo rettilineo, non è comunque da buttare via.
Leclerc recrimina dopo la Q3“Non ho fatto il lavoro quando contava”
Sul confronto tra i due tentativi di Q3, in cui dopo il primo run era sembrato il più veloce in pista, Leclerc non ha cercato alibi né scuse: “Non ho fatto il lavoro quando contava davvero, in Q3. È una storia che purtroppo si ripete un po’ troppe volte recentemente: faccio una fatica incredibile a mettere le gomme nella finestra giusta, è molto difficile mantenere costanza e precisione. In Q1, Q2 e nel primo run di Q3 ho avuto molte difficoltà a completare l’out lap esattamente come volevo e a trovare la giusta temperatura”.
“Nel secondo run ho finalmente avuto l’out lap giusto, ma la macchina è cambiata parecchio, molto più di quanto mi aspettassi, e onestamente non ho fatto il lavoro, punto, è così semplice. Lewis ha fatto un ottimo lavoro ed è semplice come sembra: posso solo essere arrabbiato con me stesso e imparare da questa lezione per le prossime gare”.
Sulla preparazione delle gomme, elemento già citato come punto debole della SF-26 nelle ultime gare di campionato, il pilota monegasco ha aggiunto: “La preparazione delle gomme è fondamentale, e ho avuto difficoltà ad avere le stesse condizioni ideali per il giro di lancio durante tutta la qualifica, soprattutto quando la pressione e la tensione aumentano”.
Il passo gara e il muro dei sorpassi
Guardando alla gara di domenica, Leclerc si è detto fiducioso sul ritmo della vettura, ma ha avvertito che la posizione in griglia peserà più del solito. “Penso che il passo sia buono, la macchina si guida bene ed è andata bene fin dalle FP1, mostrando un equilibrio complessivo soddisfacente. Da quel punto di vista abbiamo il passo gara, ma dubito che domani ci saranno molti sorpassi, specie nelle prime fasi di corsa”.
“Ho fatto qualche prova in più nelle FP2, ed è davvero difficile perché la modalità sorpasso di questo weekend non fa granché: andiamo a sbattere contro il limite di velocità, lo speed clip, e sarei molto sorpreso di vedere sorpassi domani. Quale che sia la classifica dopo curva 3, sarà poi difficilissimo superare gli avversari e recuperare posizioni importanti. È un vero peccato non aver fatto il lavoro necessario quando contava davvero, soprattutto in qualifica e nelle fasi decisive del weekend”.
Sul perché i sorpassi saranno così rari, il monegasco ha spiegato che pesano due fattori: la gestione del surriscaldamento della vettura e in particolare dei freni, e il limite imposto dalla modalità sorpasso di questo weekend, che riduce drasticamente le possibilità di attacco in pista.
Curva 1 e la scia di Hamilton
La chiave della gara sarà quindi tutta nei primi metri. Leclerc non si aspetta grandi manovre oltre quel punto: “Il terzo posto non è una brutta posizione di partenza, vedremo cosa succede: la scia sarà importante, una buona partenza sarà importante”.
Sulla possibilità di sfruttare la scia del compagno di squadra in prima posizione, ha aggiunto: “Terrò la testa bassa il più possibile e vedremo cosa sarà fattibile. Quella di curva 1 è sempre una staccata emozionante, vedremo come andrà”.
L’altitudine e il segnale positivo dettato dalla pista di Città del Messico
Sul tema dell’altitudine, che riduce il peso del deficit di potenza della power unit Ferrari, Leclerc ha offerto una lettura tecnica precisa: “Abbiamo una macchina molto forte nelle curve. In rettilineo paghiamo il prezzo di una minore potenza, ma probabilmente anche di un po’ più di resistenza aerodinamica. Guidando a così tanta altitudine si paga un po’ meno, nei rettilinei, il prezzo del drag extra e dei cavalli mancanti. È stata una buona pista fino a questo momento, e sulla carta quest’anno non abbiamo mai reso davvero come ci aspettavamo sui circuiti che credevamo adatti a noi. Questo weekend invece è andata così, ed è un ottimo segnale”.
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