F1 GP Messico | Ferrari, Leclerc: “Lewis mi ha spinto fuori in curva 1, ma è incidente di gara”
"Quando lotto per la vittoria io attacco sempre", ha detto Charles

Città del Messico – Che giornata per Charles Leclerc, che passa da condannato ad assolto, con condizionale, nell’arco di 71 giri. A cambiare la sua reputazione, un taglio in curva quattro, una bandiera rossa e una difesa mastodontica contro il campione del mondo – non più in carica – Lando Norris.
Le prime critiche al monegasco arrivano proprio da compagno di squadra Lewis Hamilton, che non si risparmia con le accuse né in gara, né nel post, dove accusa Leclerc di aver mancato di rispetto alla squadra. È infatti il britannico a scattare dalla pole position, con il #16 che segue in terza posizione. Lo slancio del monegasco è ottimo, tanto da riuscire a sorpassare subito la Mercedes di George Russell, secondo. Charles ci prova, spinge sull’acceleratore fino a ritrovarsi affiancato all’esterno di curva quattro alla Ferrari del compagno di squadra, ed è lì che accade.
Leclerc non guarda in faccia a nessuno, né agli accordi del briefing, né evidentemente alla vettura accanto: l’azione fa perdere a Lewis posizioni, mentre Leclerc taglia la curva e finisce alla guida del gran premio davanti a Max Verstappen. A questo punto una restituzione della posizione è dovuta, ma la Red Bull nel mezzo complica le cose e Hamilton invoca l’intervento dei commissari.
La penalità, però, non rende giustizia al sette volte campione del mondo: solo cinque secondi per Charles, che al pit-stop resta comunque davanti a Lewis e alle spalle di Verstappen. A rendere giustizia a Lewis ci pensa Valtteri Bottas: la sua Cadillac finisce nelle barriere, provocando la bandiera rossa e una nuova partenza in griglia. Stavolta è Hamilton a sverniciare Leclerc, che – dopo un presunto confronto nei box durante la red flag – perde la concentrazione, finendo in un bloccaggio che spiattella la sua anteriore sinistra, provocando vibrazioni in tutta la vettura.
Svanisce così ogni speranza per il podio, ma Leclerc deve lottare per il quarto posto: Lando Norris è vicino, la sua McLaren ha il passo per sorpassarlo, ma il campione del mondo non riesce a sfruttare la sua forza e i punti deboli di Charles nei venti giri fino alla bandiera a scacchi. Leclerc si difende in tutti modi, nonostante la gomma distrutta, e alla fine porta a casa la sua quarta posizione con una incredibile difesa sul pilota McLaren.
Per quanto la seconda parte di gara riabiliti la performance di Leclerc, va anche detto che la sua mossa al via accenda più di qualche campanello d’allarme per la Scuderia di Maranello. Chiamarla mossa della disperazione è forse esagerato, perché è ovvio che un pilota debba provarci sempre, anche se davanti a te c’è il tuo compagno di squadra. Le parole di Hamilton, però, lasciano intravedere degli accordi interni che non sono stati rispettati, segno di un team ancora instabile e poco incisivo nel rapporto con i piloti.
Sarebbe facile tirare in ballo il management Ferrari per spiegare questo episodio, o attribuire la foga di Leclerc ad una frustrazione covata ormai in anni di sofferenze e speranze disattese, ma la realtà è innegabile. Resta, però, una vittoria persa per la Ferrari, che anche in Messico – dove si è dimostrata inaspettatamente competitiva – resta a guardare i trionfi delle avversarie.
Leclerc: “Quando lotto per la vittoria io attacco sempre”
“Sì, voglio dire, la penalità era in un certo senso meritata. Curva 1-2 c’era uno spazio e quando puoi lottare per la vittoria io attacco sempre, alla curva 4-5 ho frenato il più tardi possibile, credo che lui sia arrivato lungo lo stesso e entrambi non abbiamo completato la curva. È stato tutto un po’ confuso, perché nessuno dei due ha fatto curva quattro. Poi nella mia testa era già deciso di ridargli la posizione, ma poi lui è stato superato da Max, per cui ho pensato che valesse la pena di provare a vedere cosa sarebbe successo – ha spiegato Leclerc – e io, sì, ho mantenuto la posizione e ho preso una penalità meritata. Il passo era davvero buono nel primo stint e il passo generale, credo, fosse piuttosto forte. Ma, sfortunatamente, arrivando alla seconda partenza dal lato sporco della pista, abbiamo faticato un bel po’. La pista non era così pulita, ma le cose stanno così.”
Leclerc: “Nessuno dei due ha fatto la curva”
Il monegasco non contesta la penalità, ma di certo le sue parole non ammettono neanche consapevolezza. Leclerc sembra voler suggerire che anche Hamilton abbia la sua parte di colpa, per averlo chiuso in curva 1 al via, o ancora, suggerendo che né lui, né il compagno di squadra, abbiamo affrontato correttamente curva 4.
“Parlerò con Lewis. Penso che nessuno dei due abbia fatto la curva. Non so se il punto di Lewis fosse che io prendessi la P3, ma almeno, avendo una Red Bull seconda, ho pensato che ne valesse la pena, in un certo senso, mantenere la posizione e vedere cosa succede. È quello che ho fatto e sì, voglio dire, potrei anche essere scontento di quanto mi ha spinto fuori pista all’uscita di curva uno, ma penso che sia stato un incidente di gara. È così che va quando stai lottando per la vittoria”.
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