F1 | McLaren, Norris: “MCL40 buona, ma avremmo potuto gestire meglio alcuni aspetti”
"Devo smetterla di caricarmi di aspettative inutili", ha detto Lando
Dopo aver conquistato il titolo mondiale 2025, Lando Norris si prepara ad affrontare la nuova stagione di Formula 1 con uno stato d’animo diverso, segnato da una maggiore consapevolezza e da un approccio più maturo alle sfide che lo attendono. Il pilota della McLaren guarda al futuro senza farsi condizionare dal peso dello status appena acquisito, ma trasformando il successo in uno strumento di crescita personale e professionale. Il campionato appena concluso ha lasciato un segno profondo soprattutto sul piano mentale. Il britannico racconta di sentirsi finalmente libero da quei dubbi che in passato affioravano nei momenti più complessi del weekend di gara.
“Oggi affronto le difficoltà con una sicurezza diversa, perché so di potermi rispondere da solo – ha detto Norris. Quando capita una giornata storta o un fine settimana complicato, posso ricordarmi che l’anno scorso ce l’ho fatta e che ho dimostrato prima di tutto a me stesso di essere all’altezza. Questo significa non dover più mettere tutto in discussione, ed è una sensazione preziosa, perché la fiducia è centrale in uno sport come il nostro”.
Il ritorno al McLaren Technology Centre, nonostante il trionfo iridato, non ha modificato l’atmosfera di fondo. L’ambiente resta focalizzato sul lavoro e sull’obiettivo di ripartire da zero, come se il titolo fosse già alle spalle: “Rientrare all’MTC e ritrovare le stesse persone, con la stessa determinazione e la stessa voglia di ricominciare, dà quasi la sensazione di un déjà vu. In superficie qualcosa sembra cambiato, ma sotto sotto la percezione è che il passato vada archiviato in fretta e che l’unica cosa che conti sia tornare in pista e rifarlo da capo”.
La possibilità di difendere il titolo dipenderà in larga parte dalla competitività della nuova monoposto. La stagione 2026 si apre infatti sotto il segno di profondi cambiamenti regolamentari, sia sul fronte telaistico sia su quello delle power unit, rendendo particolarmente incerta la gerarchia tra i team. Norris ha già avuto un primo contatto con la MCL40 durante uno shakedown a Barcellona, ma senza trarre conclusioni definitive: “Questa stagione è completamente diversa dal punto di vista della vettura e di come va interpretata alla guida. A Barcellona era presto, faceva freddo e il comportamento delle gomme non era rappresentativo di quello che vedremo in Bahrain. Nonostante questo, credo che la base sia buona”.
McLaren MCL40, non tutto è andato liscio a Barcellona?
“Ci sono aspetti che avremmo potuto gestire meglio e probabilmente anch’io dovevo essere più preciso, ma è esattamente per questo che esistono questi test: individuare i problemi, discuterli e trovare soluzioni. Abbiamo tempo per crescere e migliorare. Faccio parte di una squadra che ha vinto gli ultimi due campionati costruttori, quindi non ho dubbi sul fatto che saremo competitivi. Non so se saremo primi, secondi o quarti, e oggi non è nemmeno importante saperlo”.
Proprio l’esperienza del titolo ha cambiato il suo modo di affrontare le aspettative: “Una delle cose più importanti che ho imparato è smettere di caricarmi di aspettative inutili. Non servono, creano solo stress e ansia. Siamo messi bene, ma mancano ancora molte settimane alla prima gara e la pazienza sarà fondamentale”.
Anche nel 2026, uno dei riferimenti principali resterà il confronto interno con Oscar Piastri. L’australiano è stato a lungo leader del mondiale nella passata stagione e il duello tra i due ha rappresentato uno dei temi centrali del campionato. Nonostante la competizione serrata, il rapporto personale non sembra destinato a cambiare: “Abbiamo fatto il primo servizio fotografico insieme pochi giorni fa e nessuno dei due aveva davvero voglia di essere lì, eravamo esattamente gli stessi di sempre. Ora però siamo pronti a ripartire. Oscar farà di tutto per alzare ulteriormente il livello rispetto all’anno scorso, che è stato già straordinario, e io dovrò rispondere dando il massimo”.
La convivenza tra ambizione personale e lavoro di squadra resta una delle peculiarità della Formula 1: “Essere compagni di squadra e allo stesso tempo avversari è una dinamica particolare, che non esiste in altri sport. Ci metteremo ancora in difficoltà a vicenda, come è successo in passato, ma alla base c’è un rispetto reciproco molto solido – sottolinea il britannico, evidenziando anche il ruolo del management McLaren. Ci saranno momenti complessi per entrambi, ma abbiamo grande fiducia nella squadra. Andrea Stella e Zak Brown gestiscono tutto nel modo giusto, e questo ci permette di affrontare le battaglie in pista con serenità. Sono sinceramente entusiasta all’idea che ce ne saranno altre anche quest’anno”.
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